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Con uno sguardo ironico e tagliente Fabiana Fazio dirige i primi tre capitoli del lavoro a tappe con cui si intendono indagare le nevrosi della “malata” società odierna per un compendio completo sui disadattati.

NEVROTIKA VOL. 1-2-3

Fonte foto Ufficio stampa

Il nuovo spazio teatrale AvampostoNumeroZero, sito nel centro universitario napoletano (via Sedile di Porto, 55), ha ospitato martedì 13 giugno l’ultima (forse) data prima dell’estate di Nevrotika vol. 1-2-3, spettacolo scritto e diretto da Fabiana Fazio e interpretato dalla stessa con Giulia Musciacco e Valeria Frallicciardi.
Tre donne, tre nevrosi differenti, come già anticipa il titolo: vestite di nero, non hanno nome, non interpretano un personaggio ma verosimilmente ognuno di noi, membri di una società malata, con le nostre “coscienze addormentate” e le “personalità contaminate”. Ed è proprio la stampa di un test sulla personalità ad accogliere in sala gli spettatori che, prima dell’inizio della performance, si divertono a rispondere alle domande: “Come ti definiresti?”, “Cosa faresti se…?”, “Quale affermazione ti rappresenta meglio?”. Interrogativi tipici dei test dei settimanali “al femminile”, che incarnati sulla scena rappresenteranno il leitmotiv dello spettacolo.
Dal retro della sala totalmente al buio entrano le attrici, rischiarando il passaggio con la luce di piccole torce. A turno ciascuna delle tre prende la parola e confessa con pienezza di dettagli la propria ossessione: la paura di risultare “scema” agli occhi degli altri, l’ansia e l’ipocondria, la sindrome dell’innamoramento precoce, il tutto raccontato con toni ironici che suscitano spesso il riso tra il pubblico. Arricchiscono di dettagli buffi l’esposizione dell’una, le altre due in silenzio, recuperando oggetti dalle scatole presenti in scena: scatole piccole situate sotto gli sgabelli e una più grande collocata sul fondo.
Fobie, ansie, manie non sono che irrealtà create dalla mente umana, oscure presenze nella coscienza di ogni individuo, che guardate dall’esterno possono facilmente caricarsi di toni burleschi. Ma intanto le tre protagoniste ne sono vittime e girano su loro stesse mentre una voce registrata elenca possibili “imprevisti” verificabili quando si è fuori casa: “hai chiuso il gas?”, “hai chiuso l’acqua?”, “hai perso le chiavi? È inutile affannarsi a cercarle, in fondo la tua casa sarà allagata!”.
Quale soluzione alle nevrosi rappresentate propone lo spettacolo? Nessuna, anzi dice basta al raggiungimento di quella chimera che è la felicità che a nulla serve mentre – paradossalmente – è il rendersi infelici la vera arte, fino a proporre il ricorso ai soprannominati “esercizi all’infelicità”. Liberamente ispirato agli scritti dello psicologo e filosofo Paul Watzlawick, e a quelli dello psichiatra, psicologo e antropologo cileno Claudio Naranjo, la pièce, ormai terminata, interrompe i primi applausi per una citazione da Fedor Dostoevskij, che costituisce l’incipit dell’opera “Istruzioni per rendersi infelici” del sopracitato Watzlawick: “Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa […]; ebbene in questo stesso istante proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. […] Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità”.
E allora, che il catalogo delle nevrosi si arricchisca in futuro con nuovi capitoli del “progetto nevrotika” al grido unanime di “Disadattati di tutto il mondo unitevi!”.

Anna Fiorile

AvaNposto Numero Zero
Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone), 80134 Napoli
contatti: 366 1149276 – avanpostonumerozero@outlook.it

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