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Gli spettacoli in programma in Campania fino al 5 marzo.

di Irene Bonadies e Gabriella Galbiati

LOCANDINA VERSO IL MITOVerso il mito Edith Piaf
Quando: 27 febbraio
Luogo: Teatro Augusteo
Orario: 21
Autori: Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola
Regia: Gaetano Liguori
Interpreti: Francesa Marini e Massimo Masiello
Trama: Arriva al Teatro Augusteo, martedì 27 febbraio alle ore 21.00, l’applaudito spettacolo musicale “Verso il mito”. La deliziosa e possente messinscena presentata dal “Teatro Totò srl” e dedicata all’indimenticabile ”Passerotto”, Édith Piaf, con due artisti come Francesa Marini e Massimo Masiello. Grazie al testo scritto da Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola e grazie ad una regia attenta, in grado di modellare e forgiare sensazioni, stati d’animi e sentimenti, come quella di Gaetano Liguori, all’Augusteo sarà possibile rivivere un momento diviso tra l’onirico e la realtà capace di riportare in vita quella infinita Piaf. Quella cantautrice del filone realista, all’anagrafe, Edith Giovanna Gassion, che sarà riconsegnata al pubblico con i suoi stessi occhi grandi ed intensi ed una voce ugualmente vitale, robusta e melodiosa, grazie ad una creatura da palcoscenico come Francesca Marini. Con lei, in scena, un cantante ed attore dalle infinite potenzialità canore e recitative come Massimo Masiello, che contribuirà nel dare vita a una storia che si dipanerà sulle continue e sofferte relazioni del grande “Passerotto” infelice. Con le musiche di Lino Cannavacciuolo, le scene di Tonino Di Ronza, i costumi di Maria Pennacchio ed ancora, con l’attenta consulenza musicale di Roberto Criscuolo, il lavoro proporrà il fantastico incontro di una Piaf morente con Azrael (personaggio affidato a Massimo Masiello ed il cui nome significa “colui che Dio aiuta”, e che nell’Islam è attribuito all’angelo della morte) Lo stesso che offrirà all’artista l’occasione di rivedere nuovamente coloro che tra passioni, tradimenti, destino ed irriconoscenza furono ora i suoi amori, ora i suoi compagni artistici. Ecco allora che attraverso la voce di un coinvolgente Masiello, a prendere corpo, accanto alla Piaf, saranno artisti come George Moustaki, Yves Montand, Charles Aznavour, Gilbert Becaup, Leo Ferré, Eddie Constantine e Theo Sarapo. Immaginato per Francesca Marini e Massimo Masiello, e portando in scena la vita di Edith Piaf con la sua infelicità, lo spettacolo colpirà positivamente anche gli spettatori dell’Augusteo grazie al suo grande carattere e alla capacità di costruzione di un mélos agile ed al tempo stesso vigoroso.
Informazioni: www.teatroaugusteo.it – 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30

 

Luigi Lo Cascio_© Pino Le Pera-1Delitto/Castigo
Adattamento teatrale: Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi
Quando: dal 27 Febbraio al 4 Marzo
Luogo: Teatro Bellini
Orario: feriali ore 21:00 – mercoledì h. 17:30 – sabato ore 17:30 e 21:00 – domenica ore 18:00
Interpreti: Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio
Regia: Sergio Rubini
Trama: Delitto e Castigo, l’opera più letta e conosciuta di Dostoevskij, racconta il tormento di Rodion Romanovič Raskol’nikov, un giovane poverissimo e strozzato dai debiti, che uccide una vecchia e meschina usuraia. Nel romanzo è evidente il conflitto interiore del protagonista, che crea in lui una scissione; ne viviamo i lucidi ragionamenti, in cui si rifiuta di provare rimorso, per dimostrare a se stesso di appartenere alla categoria di quelli che lui definisce i “napoleonici”, i grandi uomini, le menti superiori dalle idee rivoluzionarie, autorizzati a vivere e agire al di sopra della legge comune, perché tutte le loro azioni, anche quelle condannate dalla morale, hanno come fine ultimo il bene collettivo. Tenta di convincersi che l’omicidio della vecchia usuraia, poiché ha liberato dal giogo molti poveri creditori e eliminato dalla faccia della terra un essere maligno, non solo non è condannabile e non dovrebbe procurargli alcun pentimento, ma costituisce la dimostrazione stessa della sua appartenenza ad una categoria superiore. Dall’altro lato, però, viviamo il lento affiorare in lui della consapevolezza di non riuscire a sfuggire ai sensi di colpa e al terrore di essere scoperto: deve rassegnarsi, alla fine, di essere non già un grande uomo, ma un “pidocchio”, e, come tale, di meritare una punizione. Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio saranno le due voci dell’opera e ci trascineranno nel racconto, facendoci vivere in prima persona l’ossessione del protagonista.
Info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it | 081 5499688

 

Bozzetto Frigerio Traviata1La Traviata
Quando: dal 27 febbraio al 4 marzo
Luogo: Teatro San Carlo
Orario: 20
Regia: Lorenzo Amato
Coreografia: Giancarlo Stiscia
Interpreti: Maria Mudryak, Francesca Dotto, Vincenzo Costanzo, Leonardo Cortellazzi, Vladimir Stoyanov, Fabian Veloz, Giuseppina Bridelli, Giuseppe Picone, Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
Trama: Tutta incentrata sull’irreparabile fuga del tempo e sulla sofferenza, fisica e morale di Violetta, è la regia di Lorenzo Amato che afferma: “Concepire e mettere in scena La traviata non è stato un lavoro preparato a tavolino con lucida razionalità, piuttosto una riflessione sulla malattia, il tempo che scorre via inesorabile, l’amore, la violenza delle convenzioni sociali, l’ipocrisia, il sacrificio e infine la morte. Al centro dello spazio scenico, su un fondale trasparente come un vetro, la pioggia scorre implacabilmente per l’intera durata dello spettacolo, filtrando la visione delle grandi tele pittoriche che descrivono gli ambienti.  Un elemento che potrebbe essere visto come semplice metafora di una Parigi grigia, fredda e piovosa, ma che per me rappresenta molto di più: straniamento, allusione, stato d’animo, dolore, fino a quell’offuscamento della vista che le malattie particolarmente debilitanti provocano in ciascuno di noi”.
Info: www.teatrosancarlo.it

 

edenEden Teatro
Di: Raffaele Viviani
Quando: dal 27 Febbraio all’11 Marzo
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 27 Febbraio, 2, 6 e 9 Marzo ore 21:00; 28 Febbraio 1, 7 e 8 Marzo ore 17:00; 3 e 10 Marzo ore 19:00; 4 e 11 Marzo ore 18:00
Regia: Alfredo Arias
Interpreti: Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Gennaro Di Biase, Gianluca Musiu, Anna Teresa Rossini, Ivano Schiavi, Paolo Serra, Enzo Turrin e con la partecipazione di Mauro Gioia
Note di regia: Arias racconta che non c’è niente di più accattivante del mondo di queste dive sull’orlo dell’abisso che si contendono una sopravvivenza miserabile sul manifesto e sulle tavole di un teatrino, ultima speranza di un mondo o più precisamente fine di un mondo. Viviani coglie le sue creature nelle difficoltà più assurde e ridicole della vita, risvegliando in noi, spettatori, un amore per un’arte che svanisce, evapora, consumata dalla sua stessa leggerezza. Ma cantare una canzone prima di scomparire nelle nebbie dell’oblio e dell’indifferenza è forse la sola prova per un artista di aver vissuto e di aver testimoniato il valore poetico di quell’esistenza. Valore destinato a essere ignorato dalla brutalità del reale. Così Viviani – senza aver bisogno di una trama drammatica – ci mette a confronto con personaggi che diventano lo specchio di quanto di più fragile e nobile possediamo fino a farci credere che un soffio può essere una tempesta e una canzone può essere immortale.
Info e prenotazioni: 081 5513396 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

banalitàLa banalità dell’amore
Di: Savyon Liebrecht
Quando: dal 28 Febbraio all’11 Marzo
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 28 Febbraio, 2, 6 e 9 Marzo ore 21:00; 1, 7 e 8 Marzo ore 17:00; 3 e 10 Marzo ore 19:00; 4 e 11 Marzo ore 18:00
Adattamento e Regia: Piero Maccarinelli
Interpreti: Anita Bartolucci, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini
Note di regia: “La protagonista di quest’opera è Hannah Arendt, una delle più importanti figure del ‘900 europeo, nata in Germania e costretta ad emigrare a causa delle leggi razziali prima in Francia e poi negli Stati Uniti.
Nel suo appartamento di New York, Hannah riceve la visita di un giovane che le chiede un’intervista televisiva, presentandosi come un ricercatore dell’archivio della Shoah dell’Università di Gerusalemme.
L’intervista le viene chiesta per darle la possibilità di chiarire molte delle sue opinioni in merito al processo Eichmann, ma, contro la sua volontà, le farà aprire molti cassetti della memoria, soprattutto quelli delle tappe del suo innamoramento per Martin Heidegger, uno dei più importanti filosofi del ‘900 dichiaratamente Nazionalsocialista.
Ebrea tedesca, Hannah è stata perseguitata dal nazismo, eppure, fin da quando era una giovane studentessa, non ha mai smesso di subire il fascino di Heidegger che a un certo punto definirà “l’ultimo romantico tedesco”, per la sua capacità di pensiero. Ma anche altre vite e altri personaggi popolano la vicenda: il giovane ricercatore svelerà una identità diversa da quella con cui si è presentato, scoprendo altri legami che lo avvicinano alla Arendt. Sapientemente costruito su più piani temporali, il testo abbina lo svolgersi di un plot quasi giallo a riflessioni ulceranti sull’amore.
Da un lato quindi la storia d’amore impossibile, irrazionale e drammatica fra Hannah ed Heidegger, dall’altro le ragioni della Storia, di chi, come Michael Ben Shacked, cerca le ragioni di una storia personale che si intreccia con la grande tragedia della Shoah”.
Info e prenotazioni: 081 5513396 | biglietteria@ teatrostabilenapoli.it

vedova allegraLa vedova allegra
Musiche di: F. Lehàr
Quando: dal 28 Febbraio al 2 Marzo
Luogo: Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (Strada Provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino)
Orario: 21:00
Interpreti: Umberto Scida, Isidora Agrifoglio, Massimiliano Drappello, Federica Neglia, Leonardo Alaimo
Regia: Umberto Scida
Trama: All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento. Sta arrivando la Signora Hanna Glawary, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte. L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova per conservare i milioni di dote della signora, in patria.
Infatti se la signora Glawary passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina. Njegus, cancelliere dell’ambasciata, è un po’ troppo pasticcione, ma c’è il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo, ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Hanna c’era stata una storia d’amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un’altra storia d’amore che vede protagonisti Valencienne, giovane moglie di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità. I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne sostituendola con Hanna.
La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso, ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Hanna e Danilo il loro reciproco amore.
La patria è salva. D’ora in poi la signora Glawary non sarà più “La vedova allegra”, ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.
Info e prenotazioni: 081 8919620 | 347 857 2222

il mestiere più antico del mondo (1)Il mestiere più antico del mondo
Quando: 1 marzo
Luogo: La Festa dei Folli – Nola
Orario: 20:30
Autrice: Gabriella Pacini
Interprete: Laura Nardi
Regia: Armandio Pinheiro
Trama: Anna è un’ostetrica di 45 anni, “fa” partorire in ospedale le donne da 25 anni. Sottopone le partorienti alle pratiche ospedaliere “di routine” senza mai mettere in dubbio il limite tra controllo medico e sadismo. Ma Anna un figlio non lo ha mai avuto, perché su quel lettino da parto non ci si è mai voluta mettere…
Il mestiere più antico del mondo, la prostituzione? Il primato si declina sempre al femminile, ma è l’ostetrica ad averne la supremazia. Non una donna che vende il suo corpo al maschio ma una donna che dovrebbe aiutare e sostenere le altre donne nel parto. Gabriella Pacini, ostetrica con esperienza più che ventennale, ci restituisce con il suo testo, uno spaccato veritiero e crudele degli abusi che le donne subiscono all’interno del sistema sanitario. Nonostante l’organizzazione mondiale della sanità, nel non lontano 2014, abbia redatto un documento dal titolo “La prevenzione e l’eliminazione della mancanza di rispetto e dei maltrattamenti durante il parto nelle strutture sanitarie”, il problema della violenza ostetrica rimane diffuso e irrisolto nella società odierna. Ma almeno oggi ne iniziamo a parlare. La campagna Basta Tacere: le madri hanno voce, condotta sui social media, ha fatto emergere il fenomeno della violenza ostetrica anche in Italia, grazie alle testimonianze di migliaia di madri che, coraggiosamente, hanno narrato gli abusi e i maltrattamenti subiti durante l’assistenza al parto. Ma Il Mestiere più antico del mondo non è solo uno spettacolo contro la violenza nel parto, ma contro la violenza sulla donna, in questo caso istituzionalizzata ed esercitata quando essa è più indifesa e spaventata. Cerchiamo di affrontare l’ambiguità dei rapporti che si instaurano nelle strutture gerarchiche.
Info e prenotazioni: 0818234046 – 3385484600 – lafestadeifolli@gmail.com

 

ORDINARIA_VIOLENZA_una_scena_(ph_Renato_Esposito)_02Ordinaria violenza
Quando: dal 1 al 4 marzo
Luogo: Teatro La Giostra
Orario: dal giovedì al sabato ore 20:30; domenica ore 19
Regia: Fortunato Calvino
Interpreti: Roberta Serrano, Luigi Credendino, Laura Borrelli e Antonio Clemente
Trama: Siamo negli anni 50, Anna cerca di assolvere il brutale comportamento del marito, incolpando l’orrore e la disperazione della guerra, foriera di traumi irreversibili. In realtà l’uomo è preda di una gelosia che gli attanaglia la mente, spingendolo a gesti estremi. La donna diventa, per quest’ultimo, causa dei suoi fallimenti e, come tale, oggetto di continue aggressioni fisiche e psicologiche.
Un legame che durerà fino alla fine naturale prima di lui poi di lei, in cui testimone è il figlio, all’inizio ragazzo poi adulto, che racconta i momenti della sua vita vissuta con i suoi genitori.
Il suo racconto inserisce i tasselli mancanti che completano il quadro di questa famiglia, come un grande, tetro e oscuro affresco di un’epoca.
Info e prenotazioni: 081405632 – 3492187511 – 3488100587 – lagiostrateatro@gmail.com

 

Eugenio Ravo_02Passando per Pessoa – Uno spiraglio umano
Di e con: Eugenio Ravo
Quando: dall’1 al 4 Marzo
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Trama: Eugenio e il suo spiraglio poetico, alchemica deviazione dalla poesia, nella sua latitudine di precarietà emotiva; la poesia d’altronde muore nel fiato: farla vivere non è dei poeti, ma dei fantasmi che la posseggono.
Attore e mimo, della scuola di Etienne Decroux, di cui è stato assistente, Eugenio Ravo ha creato una “maschera-personaggio” che muove ed indossa come icona di una danza orientale. Lo spettacolo è un atto di collisione, essenza e gioco di ciò che preesiste già in quel corpo e quella storia interiore.
Passando da Pessoa rende esile il filo che lega le parole del poeta portoghese al suo segno esibito in scena: piuttosto si risolve in un incontro di difficili vibrazioni che riassumono il ghigno e la tragedia travestiti.
Info e prenotazioni: 081 4104467 | 081 5448891 |347 4871410

 

locandina cyrano stationCyrano Station
Regia: Roberto Ingenito
Quando: dall’1 al 4 Marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Alessandro Balletta, Fortuna Liguori e Gaetano Migliaccio
Trama: Perchè Cyrano? Perchè ancora Cyrano? L’idea nasce da una precisa volontà: quella di “tradire”. Il tradimento come unica operazione possibile difronte ad un opera di questa bellezza. Un testo, di per se perfetto, può solo essere “contaminato” e così le parole di Rostand vengono “macchiate”, “strappate”, aggiunte e sottratte, capovolte e sostituite con i versi di poeti (e non solo), che hanno trattato con la stessa passione il tema dell’amore. Spogliato da tutti gli antagonisti proposti dall’autore, Cyrano diventa unico nemico di se stesso. Il naso, la sua arma e la sua scusa, il suo alter ego, limite e vanto, appendice da combattere e difendere. Sulla scena nuda, un letto e tre attori, tre Cyrano, tre nasi enormi, in quella atavica ricerca dell’uomo di trovare una falsa verità o una vera menzogna in cui perdersi.
Info e prenotazioni: 081 410 4467 – www.nuovoteatrosancarluccio.it

 

Flo1FLO in 4et live
Quando: 2 Marzo
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: il concerto avrà inizio alle ore 21.00, anticipato alle ore 20.00 da easy lounge aperitif
Interpreti: Flo, accompagnata dai suoi musicisti Marcello Giannini (chitarre), Marco di Palo (violoncello), Michele Maione (percussioni),
Trama: L’artista partenopea, una delle più interessanti dell’odierna scena cantautorale italiana, è tra le voci più eclettiche e versatili dell’attuale panorama. Dai suoi esordi in ambito teatrale e dalle collaborazioni con Claudio Mattone, Lino Cannavacciuolo e Daniele Sepe, ben presto la giovane chanteuse multilingue, pur memore di quel prezioso bagaglio, si affranca, divenendo non solo performer dotata di ottima capacità interpretativa, ma anche autrice dalla personalità forte e dalla scrittura originale, elegante e appassionata.
Vocalist graffiante, in grado di sostenere toni talvolta morbidi ed evocativi, talaltra più duri e viscerali grazie a una timbrica duttile, sfoggia una personalità artistica non riconducibile alla facile etichetta di cantante pop o agli oleografici luoghi comuni di una nuova napoletanità. Ciò già dal suo primo lavoro, “D’amore e di altre cose irreversibili” (Agualoca Records, 2014), salutato con grande successo di pubblico e critica, tanto da fruttarle premi e riconoscimenti illustri, seguiti da due anni di concerti in tutta Europa. Non di meno ne “Il Mese del Rosario” (Agualoca Records, 2016), album denso di una profondità e di una sensibilità tutte muliebri, che testimoniano crescita e maturazione nella scrittura come nella vocalità dell’artista. “La musica è il mio spazio del desiderio – dichiarò qualche tempo fa l’artista – dove essere tutto ciò che vorrei essere e non sono. Cercavo un suono che parlasse di un Sud immaginario, una Macondo che forse non troveremo mai”. La sua ricerca, pur ancora in itinere (è in preparazione il terzo album), sembra essere a buon punto, data la delicatezza delle canzoni, l’agilità del racconto, tra accenti soft e immaginifici e altri dolenti e vibranti, in “un’urgenza del canto” e nella voglia di disegnare i sentimenti umani e le loro sfumature, con una forza che abbraccia suoni, profumi e colori di gran parte delle tradizioni musicali del Mediterraneo.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

Un capitano (2)Un capitano. 200’000 chili sulle spalle
Di: Amr Abuorezk e Giulia Lombezzi
Quando: dal 2 al 4 Marzo
Luogo: Sala Teatro Ichòs
Orario: venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 19:00
Interpreti: Ivano Russo
Regia: Eleonora Gusmano
Trama: Nell’estate del 2006, durante i mondiali di calcio, Amr A., 21 anni, decide di tentare la traversata per mare dalla Libia all’Italia. Amr è un pescatore, conosce il mare fin da quando era bambino. In Egitto guadagna assai poco e potrebbe solo pescare per tutta la vita, ma il suo spirito curioso e brillante e la sua voglia di scoprire il mondo lo spingono inesorabilmente a cogliere ogni richiamo all’avventura, a cercare uno strappo nella rete della quotidianità, a tentare di andarsene come i suoi fratelli, per capire cos’altro può diventare fuori dal contesto abituale.
Il viaggio inizia. Immediatamente Amr si rende conto che gli scafisti non sono adeguati a guidare la barca. Gli incidenti si sommano, la tensione cresce e il tempo scorre via senza pietà.
Amr capisce che deve fare una scelta: non farsi avanti e lasciarsi andare come gli altri nelle mani di tre incapaci, o mettersi lui stesso alla guida della barca. Lui, che è sempre stato quello che gli ordini li prendeva. Lui, che è sempre stato molto portato per il mare. Lui, che è sempre stato secondo e mai capitano.
Così respira, e sceglie di prendersi la responsabilità di 144 uomini, che da massa di sconosciuti diventano la sua ciurma.
Ma non sa che questa scelta se la porterà addosso ben oltre il mare, fino all’arrivo sulla terraferma, dove un’improbabile coincidenza calcistica lo porterà a dover scegliere ancora una volta tra l’attesa e l’azione.
Info e prenotazioni: promozione@ichoszoeteatro.it | 3357652524

 

Il_cielo_è_Cosa_Nostra_2Il cielo è cosa nostra
Drammaturgia e regia: Francesco Colombo
Quando: dal 2 al 4 Marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: venerdì ore 21:00; sabato e domenica ore 18:00
Interpreti: Luisa Borini, Jessica Granato, Riccardo Marotta, Pietro Pace, Daniele Paoloni
Trama: Osso, Mastrosso e Carcagnosso sono tre cavalieri spagnoli che nel XIV secolo fondano rispettivamente la Mafia, la Camorra e la ‘Ndrangheta. Qualche anno dopo aver costituito il codice della società onorata muoiono quasi contemporaneamente. Anche dopo la morte però continuano a gestire il mondo costantemente in bilico tra la pace e la guerra.
Lo spettacolo si apre con il piccolo Guglielmo La Face, figlio di un trafficante d’armi affiliato alla ‘Ndrangheta che, venuto a sapere che le armi di suo padre sono finite nelle mani dell’Isis, invoca l’intervento dei tre cavalieri per sventare un imminente attacco che i terroristi islamici hanno organizzato per colpire Roma.
In una scena ultraterrena compaiono, risvegliati dalla preghiera del giovane, i tre grotteschi cavalieri che si preparano ad affrontare la loro “faticosa” giornata tipo: riciclare soldi sporchi, truccare risultati calcistici, corrompere personaggi influenti sia in terra che in cielo e commissionare rapimenti e omicidi.
L’arrivo della lettera del giovane La Face sconvolge il loro quotidiano e i tre, sorpresi di essere completamente all’oscuro dell’attacco, decidono di intervenire.
Info e prenotazioni: 3396666426 | info@nuovoteatrosanita.it

 

100x140_No_grazie_WEBNo grazie, il caffè mi rende ancora nervoso
Quando: dal 2 all’11 marzo
Luogo; Teatro Augusteo
Orario: Venerdì 2 alle ore 21:00, Sabato 3 alle ore 21:00, Domenica 4 alle ore 18:00, Martedì 6 alle ore 21:00, Mercoledì 7 alle ore 18:00, Giovedì 8 alle ore 21:00, Venerdì 9 alle ore 21:00, Sabato 10 alle ore 21:00, Domenica 11 alle ore 18:00
Autori: Lello Arena, Paolo Caiazzo e Francesco Velonà
Regia: Lello Arena
Interpreti: Lello Arena, Paolo Caiazzo, Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, Nicola Pavese, Maria Chiara Centorami, Francesco Procopio
Trama: Napoli, carcere di Poggioreale. Michele Giuffrida sta scontando l’ergastolo per aver confessato nel 1982 di essere “Funniculì Funniculà” un temibile serial killer di artisti Partenopei, a suo avviso troppo innovatori. Riceve un’inaspettata visita di un misterioso emulatore intenzionato a continuare il suo progetto criminale all’insegna dell’originale motto: “’o ciuccio è ferito ma nun è muorto!”
Dopo l’annuncio in città cominciano a sparire una serie di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, e i sospetti si concentrano sulla villetta di provincia della omonima famiglia Giuffrida.
Il capofamiglia Gaetano è un tassista con la passione del teatro, specializzato nelle opere Scarpettiane. Vive con la moglie Stella, rappresentante di sex toys; il padre Aristide, vecchio attore di teatro classico; e il figlio Michele, che ha una malsana passione per le storie dei serial killer. Per contrastare le bizze senili di Aristide, Gaetano è stato costretto anche ad assumere Oho, badante ucraina dalle innumerevoli pretese. Il cognato, giornalista de Il Mattino e scroccone incallito, riceve in redazione, con le medesime modalità del caso originale, le rivendicazioni delle sparizioni. Confessa a Gaetano il sospetto che il nipote abbia preso troppo sul serio la sua passione per le storie criminali e che sia passato all’azione.  Nel frattempo il sottotetto si popola con gli artisti sequestrati. La vita scorre nella serena villetta mentre nella soffitta degli orrori gli ostaggi cercano disperatamente una via di fuga. Il caso si allarga e anche la soffitta comincia a essere affollata. Gli indizi che maldestramente il maniaco lascia inchiodano il ragazzo, ma la soluzione non è semplice. Ognuno della famiglia nasconde un lato oscuro, e potrebbe essere… il nuovo Funniculì Funniculà!
Informazioni: www.teatroaugusteo.it – 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30

 

09_URANIA-D_AGOSTO-TEATRO-STABILE-DI-SARDEGNAUrania d’agosto
Di: Lucia Calamaro
Regia: Davide Iodice
Quando: 3 e 4 Marzo
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: sabato ore 20:30 e domenica ore 18
Interpreti: Maria Grazia Sughi e Michela Atzeni
Trama: In una isolata estate di città, una donna matura e asociale, accanita lettrice di fantascienza, amara e indecisa su tutto, entra progressivamente in uno stato confusionale, tra fantasia e realtà. La sua storia è come un romanzo di formazione accidentale. La crisi esistenziale viene sostenuta dall’immaginario, per poi essere tradita dalla realtà, che è più forte e più vasta di ogni cosa, come se questa fosse “l’impossibile, quello vero”.
“Lavorare sulla scrittura di Lucia (Calamaro) – sottolinea Iodice – fornisce un’esperienza intima, caotica e indocile come sono gli ingarbugli dei pensieri, il flusso irrisolto della psiche. Senza un filo narrativo, affiorano tratti densi di umanità e la riscrittura scenica verso la quale abbiamo proceduto si articola sulle modulazioni sentimentali di figure che abitano un universo di solitudine. Questo testo è un canto psichico, rappresenta lo sprofondamento esistenziale di Urania, una signora anziana, stra-lunata che galleggia nel suo cosmo personale, nell’interiorità negletta di una vecchiaia irretita dal tedio dell’esistenza. La scena è spazio medicale, dal colore azzurro di Urano, dove si dispiega la dinamica tra Maria Grazia Sughi – attrice cui il testo è dedicato, fervente fulcro di questo immaginario – e Michela Atzeni, coro corporeo e contraltare di un costante flusso di coscienza. Già presenze preziose di Sonnai, ho lavorato con loro per operare una sintesi del testo non prosastica ma poetica, in cui risuonasse espanso l’eco del vuoto siderale di un unico stato di coscienza. La metafora cosmologica funge come basso continuo; la casa è una stazione orbitante in cui i significati fluttuano. La solitudine dell’astronauta si rispecchia nella condizione ovattata e sbiadita dell’anzianità, in cui i contorni dei ricordi si illanguidiscono e la domanda di senso rimbomba scottante e insieme distorta”.
Info e prenotazioni:  0815851096 – 340.1098705 – teatriassociatinapoli@gmail.com – www.teatriassociatinapoli.it

 

principuzzuiU Principuzzu Nicu
Dal racconto di Antoin de Saint-Exupèry
Di e regia: Giovanni Calcagno
Quando: 3 e 4 Marzo
Luogo: Teatro NEST
Orario: 20:30
Interpreti: Luca Mauceri, Salvatore Ragusa, Giovanni Calcagno, Scene Salvatore Ragusa e Ignazio Vitali
Trama: Ci si chiede spesso se questa favola sia stata scritta per gli adulti o per i ragazzini. Questa ambiguità rende questo racconto misterioso e inafferrabile: in questo senso, i viaggi dell’aviatore e del piccolo principe non sono solo spostamenti geografici o interstellari, ma anche avventure ed esplorazioni nei mondi interiori dell’uomo. Proprio per questo il Piccolo Principe è un libro che porta con sé un insegnamento speciale. Tutto ciò è stato trasmesso da Antoin de Saint-Exupèry, attraverso una storia che è semplice come i racconti dei nostri nonni. Questa semplicità è uno degli aspetti del testo originale che questa messinscena salvaguarda maggiormente. Giovanni Calcagno l’ha riscritta in siciliano e in italiano, in endecasillabi e settenari, e la mette in scena con una compagnia che fonda la sua forza nell’artigianalità, e nella capacità di ognuno di occuparsi di vari aspetti dello spettacolo. L’unico elemento scenografico di questa messa in scena è l’aereo incidentato dell’aviatore perduto nel deserto che ricorda le costruzioni di legno Un aereo a “pezzi” che diventa un mondo capace di rievocare i tanti mondi del viaggio del piccolo principe.
Info e prenotazioni: adatto ai bambini | gratuito per i bambini | info.teatronest@gmail.com

 

sitcomSITCOM… perché la vita, in fondo, sa essere meravigliosa!
Quando: 3, 4, 10 e 11 Marzo
Luogo: Teatro TRAM
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:30
Interpreti: Rosa Andreone, Adriana D’Agostino, Antonio D’Alessandro, Assunta D’Emilio, Luigi Esposito, Antonio Fenu, Gianni Galepro, Alessia Migliaccio, Gennaro Monforte, Emanuele Scherillo
Regia: Maurizio D. Capuano
Trama: SITCOM è il primo esperimento di Situation Comedy teatrale, con una storia che, per linguaggio, situazioni, intrecci ed equivoci non ha niente da invidiare a quella televisiva.
Matt e Liz stanno per avere un bambino, ma Matt teme di essere un pessimo padre.
Kyle e Melinda si amano alla follia, ma uno dei due nasconde un segreto.
Kate e Joey inseguono i rispettivi sogni, con alterne fortune e il cuore spezzato.
Tenetevi pronti, perché le storie di Matt, Liz, Kyle, Melinda, Kate e Joey vi faranno commuovere e divertire.
E non ci sarà bisogno di risate finte.
Info e prenotazioni: 3398120927 | navigantiinversi@gmail.com

 

eloquioEloquio di un perdente – Stand Up Comedy Live
Quando: 4 Marzo
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:30
Regia: Giorgio Montanini
Interpreti: Giorgio Montanini
Trama: Cos’è il centro? Connotazione geografica a parte, il centro è il fulcro, il cuore, l’equilibrio, la stabilità, la sicurezza, il giusto. Quando l’immaginario si concretizza e cresce attraverso convenzioni, luoghi comuni e sovrastrutture sociali, chi ci assicura che quello sia veramente il centro? Chi ci assicura che ciò che diamo per assodato essere giusto, sia giusto veramente? Ed è giusto per tutti e non solo per pochi? Sappiamo cosa sia la pazzia, di cosa aver paura, cosa sia l’estremismo perché ne siamo consapevoli o perché ce l’hanno detto? Se siamo consapevoli allora la nostra specie è fottuta, fottuta, già estinta. Se ce l’hanno detto e scopriamo che non è vero, iniziamo la rivoluzione.
Schernire il potere moderno a colpi di satira, una satira spietata ma allo stesso tempo quasi infantile, autolesionista-goffa-bulimica in cui Montanini non si esime dall’assumersi le responsabilità individuali ma neanche risparmia dall’ammonire il pubblico a prendere coscienza che, per quanto paradossale, il potere e quindi il destinatario delle invettive, siamo noi.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

SommaripaOgni promessa è un debito
Quando: 4 marzo
Luogo: Teatro di Sotto
Orario: 19
Regia: Diego Sommaripa
Interpreti: Antonio De Rosa, Francesca Romana Bergamo, Marcello Cozzolino, Amedeo Ambrosino, Diego Sommaripa, Grace Lecce, Marilia Marciello, Giovanna Sannino
Trama: Napoli: ci troviamo in un’azienda d’informatica, un alveare da 7546 dipendenti, tutti con un compito preciso, tranne uno, lo stagista Diego Scozzafava, un Ragazzo molto volenteroso, laureato in informatica con ottimi voti, Trasferitosi da Avellino a Napoli per cercare posto fisso… Diego prova la scalata sociale con la forza dei suoi studi… la cosa non lo porta ad avere i frutti sperati, fino ad un interessante proposta da parte di un suo superiore tale Mariano Muselli direttore commerciale “all’occasione“ e sciupafemmine di professione “Non ho un posto per stare con la mia amante, Se mi Presti le chiavi del tuo Appartamento, io Ti aiuterò ad avere una promozione “ . Questa Battuta è il motore della Commedia, una Commedia che sin dalle prime letture definirei “Romantica … in salsa agrodolce” … infatti, All’interno dell’azienda lavora l’amore (non corrisposto) di Diego: la dolce Francesca De Pretis che a sua volta vede non corrisposti i suoi sentimenti verso il Direttore De Honestis , uno spietato uomo d’affari .
“Io ti Aiuterò ad avere una promozione“ il sogno tarda ad avverarsi e intanto Diego si trova in un vortice di ricatti, promesse, e speranze.
In questo ping pong di risate e riflessioni oltre ai già citati personaggi ci saranno le incisive incursioni del Vicino di Casa Amedeo e dalle Avvenenti Daniela, Ornella e Silvia tutti personaggi che ruoteranno attorno al protagonista… ma la fedele amica di Diego sarà una domanda che lo accompagnerà fino al buio finale: – La Carriera o L’Amore ? A voi la risposta. (Diego Sommaripa)
Prenotazioni: https://www.facebook.com/resistenza.teatro/

 

Redemption suiteRedemption Suite
Quando: 4 Marzo
Luogo: Teatro Nuovo Salerno
Orario: ore 19
Coreografia, regia e drammaturgia: Fabrizio Varriale/ Compagnia Danza Flux
Assistente alla coreografia: Chiara Alborino
Musiche dal vivo: Elio De Nicolo, chitarra elettrica, chitarra acustica, cajon
DJ set/tappeto sonoro dal vivo: Arturo Minutillo
Interpreti: Alessandro Amoroso, Maria Anzivino, Sibilla Celesia, Rossella Iavarone, Arturo Minutillo, Rosita Russo
Trama: Redemption Suite è un progetto coreografico e teatrale, un’opera consecutiva di alcuni brevi plots e finestre aperte sulla condizione del tempo, dei sentimenti, dei ricordi, del vivere e del vissuto, all’interno di quadri e stanze dove si svolgono avvenimenti mossi da relazioni necessarie, visioni ed evocazioni di alcune circostanze e temi universali. Storie umane, di rivelazioni, passioni, dolori ed identità, sentimenti e forme d’espressione per la salvezza dell’essere.
Lo spettacolo è composto da scritture danzete, suoni, canti, parole, gesti, respiri e ritmi dei corpi. Le musiche, per chitarra acustica, elettrica, cajon e dischi di vinile sono suonate dal vivo da un chitarrista-percussionista ed un DJ.
Info e prenotazioni: 089 220886

Vetere -Sfogli_ Foto Cesare AbbateE te dico core core…
Quando: 5 marzo
Luogo: per la rassegna Il Teatro Cerca Casa a Napoli (zona Vomero)
Orario: 18
Interpreti: Fausta Vetere, voce e chitarra, e Corrado Sfogli, chitarre
Trama: Nel recital E te dico core core, Fausta Vetere ripercorre la sua carriera artistica che va dall’incontro con il M° De Simone fino al periodo più recente caratterizzato da brani scritti per lei da vari autori.
L’incontro con De Simone le apre la visione di una storia musicale napoletana diversa da quella che si conosceva, dalle antiche villanelle alle tammurriate, dalle moresche alle tarantelle, di un mondo pieno di fascino e di poesia. Un mondo che riporta alla luce una storia segreta della nostra città. La storia di una Napoli che narra se stessa al di fuori degli stereotipi, attingendo alle fonti di quella musica che nei secoli l’ha resa famosa e conosciuta. Imparando anche che la vera storia è stata sempre fatta non da capipopolo, da viceré, generali o imperatori, ma da quelli che sono passati senza nome. A questo repertorio si aggiungono poi anche brani, mai cantati prima, della canzone classica napoletana. La caratterizzazione per quest’ultima è che tutte le canzoni sono state riportate alla semplicità ed alla leggerezza di un tempo: non orchestrazioni ridondanti  ma semplici melodie che ridanno vigore e valore sia al testo che alla musica. Elemento unificatore di questi due mondi comunque distanti tra di loro è la voce, che diventa unificatrice del pensiero e della storia di una città, sicuramente  madre della cultura del nostro mediterraneo.
Info e prenotazioni: 3343347090 | 3470963808 | 081 5782460 | www.ilteatrocercacasa.it

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