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Dal 7 all’11 marzo è andato in scena al Teatro Nuovo di Napoli Orphans di Dennis Kelly, con la regia di Tommaso Pitta; un progetto di Monica Nappo, sul palco accanto a Lino Musella e Paolo Mazzarelli, vincitori, tutti e tre, del Premio Franco Enriquez 2017, per la sezione Migliori Interpreti.

di Antonella D’Arco

ORPHANS - una scena (ph Massimo Scoponi)_01

Foto Massimo Scoponi

Helen: «Sei coperto di sangue, Liam!»
Liam: «Sì, scusate tanto».
Sono le prime parole che pronunciano i due fratelli di Orphans, testo scritto nel 2009 da Dennis Kelly. Il noir tessuto dalla penna dell’autore britannico è restituito, in teatro, da un’unica scena, un interno sera di un salotto borghese: sofà da un lato, tavolo dall’altro, al quale sono seduti Helen e Danny, suo marito. L’intimità di quella cena, preparata da Danny per festeggiare la notizia che Helen aspetta un bambino, il loro secondogenito, è turbata, fin da subito, dalla presenza di Liam, il fratello di lei, che irrompe in casa con la maglia lacerata di sangue e in visibile stato confusionale.
Il linguaggio di Kelly, sospeso ed evasivo, qui, nella traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno, costruisce per gradi la storia. A ogni quadro si aggiunge un ulteriore tassello; ogni elemento nuovo, prima nascosto e poi faticosamente scovato come in una caccia al tesoro mentale ed emotiva tra i tre, sospesi sul filo della tensione, compone la torbida vicenda.
Se, in un primo momento, Liam sembra aver soccorso un giovane ferito, incontrato per caso in strada, poi, le bugie che, a poco a poco, diventano contraddizioni, definiscono un racconto completamente diverso. È Liam che ha aggredito il ragazzino, un pakistano, riconosciuto come uno di quelli che tempo prima aveva fatto del male al cognato. Liam, quindi, l’ha fatto per proteggere la famiglia, la sua famiglia, l’unica famiglia che ha, dopo aver perso i genitori da bambino? Ma non ha ferito il giovane in strada, no, l’ha sorpreso alle spalle e portato nel retro di un magazzino per torturarlo; e inoltre non è un ragazzo pakistano la sua vittima, bensì un uomo islamico sulla trentina con moglie e figli.
Il vortice di bugie in cui il fratello fa precipitare Helen e Danny non appartengono solo a quella scura notte e non appartengono solo a Liam. Così come lui finge di adorare Danny, mentre in realtà prova risentimento e rancore nei confronti di quell’uomo che dalla vita ha avuto tutte le opportunità che invece a lui, la sua condizione di orfano ha negato; anche Helen ha finto con il fratello, nascondendogli per anni di quando da bambina le si era offerta l’occasione di andare a vivere in una nuova famiglia, possibilità svanita a causa di un episodio di violenza di cui proprio Liam era stato protagonista, già all’epoca. Le loro menzogne sono figlie della paura costante che ha assediato il loro cuore e le loro menti, paura per ciò che è sconosciuto, paura del diverso. Un diverso che, nel testo, lambisce il tema del razzismo, ma che diventa paradigma universale di tutto quanto si trova fuori dalle mura domestiche.
Interno ed esterno; casa, dove trovare protezione e strada, dove s’incontra la violenza; la famiglia contro l’estraneo, è questa la battaglia combattuta da Orphans, che, però, a sua volta, elimina il limite della contrapposizione e trasforma la famiglia nel nemico di se stessa.

ORPHANS - una scena (ph Massimo Scoponi)_04

Foto Massimo Scoponi

La regia di Tommaso Pitta restituisce, allo sguardo dello spettatore, una narrazione divisa in quattro quadri, uguali tra loro se non fosse per la rotazione del punto di vista del salotto, spostato in scena dagli attori stessi; rotazione priva di valore evocativo o simbolico, ma che ha il solo compito di scandire il tempo della vicenda. L’intensità e la forza sceniche sono unicamente affidate all’intensità e forza degli attori: Monica Nappo è Helen, Lino Musella è Liam e Paolo Mazzarelli è Danny.
Con rigore Helen è una figura confusa e pungente, Liam è tratteggiato con sensibilità nella sua disonesta alienazione e Danny è l’elemento che avrebbe dovuto ristabilire equilibrio nel vincolo malato che lega i due fratelli. Il suo equilibrio invece è smarrito. Manipolato dalla moglie, al punto tale da compromettersi irrimediabilmente, perde il suo fiero senso di giustizia, salvo recuperarlo nell’amarezza della fine, quando, consapevole della sua umanità perduta, decide di non far nascere quella nuova vita che Helen porta dentro di sé. Non vuole mettere al mondo un altro orfano, un altro orfano di umanità, un’altra futura Helen, un altro probabile Liam.

 

Teatro Nuovo
Via Montecalvario, 16, 80134 Napoli NA
Contatti: 0814976267 – http://www.teatronuovonapoli.it/

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