Manlio Boutique

Gli spettacoli in programma in Campania fino al 18 marzo.

di Irene Bonadies

CHIARA BAFFI ne il VENTRE DI NAPOLIIl ventre di Napoli – seconda parte
Quando: fino al al 18 Marzo
Luogo: Ridotto del Mercadante
Orario: 8, 11, 14, 15, 18 marzo ore 21:00; 9, 10, 13, 16, 17 marzo ore 17:00
Regia: Alberto Massarese
Interpreti: Chiara Baffi
Note di regia: “Cosa permane, nell’oggi, delle laceranti contraddizioni denunciate da Matilde Serao nella seconda parte de Il ventre di Napoli?
L’allestimento si muove su un doppio piano narrativo: il primo basato sulla presenza fisica di un corpo d’attore narrante e il secondo dato da una sequenza di immagini che “rileggono” il testo, rivisitando, oggi, i luoghi descritti dall’autrice.
Si viene a determinare allora in scena una cornice in cui lo spettatore e’ chiamato a valutare egli stesso, oggettivamente, il persistere o meno delle contraddizioni denunciate nell’opera. Ciò che ne deriva è un’immagine non reale, in quanto creata dall’artista, ma riprodotta, nel modo più oggettivo possibile, attraverso una grammatica visiva semplice e pittorica. Si vuole così stimolare l’occhio dello spettatore a navigare e a cercare liberamente le differenze e le persistenze urbane dei luoghi descritti dalla Serao.
Una troupe diretta dal regista ripercorre le principali vie e luoghi del testo, accostando la voce del passato alle immagini del presente. I vizi, gli orrori, le speranze vanno in scena attraverso un gioco di personificazioni allegoriche, una sorta di guida morale nell’inferno urbano: la voce del testo si contamina con sonorità contemporanee rivelando così la potente attualità che questo conserva. Questa è la chiave per “leggere” a teatro il ventre della città.
Info e prenotazioni: 081 5513396 | biglietteria@ teatrostabilenapoli.it

 

04_Gallo_Di Leva_Ludeno_ph Mario Spada_DSCF9160Il sindaco del Rione Sanità
Di: Eduardo De Filippo
Quando: fino al 18 Marzo
Luogo: Teatro Bellini
Orario: feriali ore 21:00 – mercoledì h. 17:30 – sabato ore 17:30 e 21:00 – domenica ore 18:00
Interpreti: Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice e con la partecipazione di Massimiliano Gallo
Regia: Mario Martone
Trama: Il Sindaco del rione Sanità commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari riflette la violenza e la necessità di trovare un ordine alternativo a quello legale che oggi come ieri sono lo specchio di Napoli, e dove l’unico dato in controtendenza è la giovane età di vittime e carnefici. Martone per la prima volta ha messo in scena un testo del grande drammaturgo napoletano, in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile. «Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – chiosa il regista – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica. Questa modalità di lavoro si è concretizzata calando nella realtà dei giorni nostri Il Sindaco del rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo.
Info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it | 081 5499688

 

MagicPeopleShow_FEsposito_3New Magic People Show
dal romanzo di: Giuseppe Montesano
Quando: dal 9 al 18 Marzo
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: feriali ore 21:15, domenica ore 18:30
Interpreti: Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi, Luciano Saltarelli
Trama: Magic People Show è uno spettacolo in cui, nel 2007, Giuseppe Montesano ha dipinto il suddito televisivo, il consumatore globale, l’uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità; a portarlo in scena Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli.
Dieci anni dopo il genio degli stessi artisti propone una nuova versione di quel comico, feroce e colorito avanspettacolo pop. Vedremo ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, prigionieri illusi di essere liberi, gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore. Insomma assisteremo a un nuovo capitolo del tragicomico romanzo teatrale sull’Italia malata di questi ultimi anni. «Quello che volevamo – racconta Montesano – era restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale, il pullulare comico di personaggi messi a cuocere nella stessa pentola a pressione demenziale […] con un ritmo che sposasse i Simpson e Aristofane, Eduardo e Woody Allen, i Soprano e la Commedia dell’Arte, Quevedo e l’Avanspettacolo, Totò e Godot: come farlo con soli quattro attori? Qui la loro idea straordinaria: recitare su un tavolino da salotto, gomito a gomito come sardine in una scatola mentale, ricreando la sensazione della mancanza di spazio interiore del condominio coatto».
Info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it | 081 5499688

 

calogeroIl canto della sirena
Quando: 18 Marzo
Luogo: Ethnos club (Torre del Greco)
Orario: 18:00
Interpreti: Fiorenza Calogero, Marcello Vitale
Note: «Per me “Il canto della Sirena” rappresenta ciò che Napoli mi ha trasmesso attraverso la sua musica, fondamentale per la mia formazione artistica e la mia carriera attraverso la collaborazione con i grandi Maestri citati e l’amore per la tradizione. In particolare  il mio omaggio a Carlo D’Angiò, musicista contemporaneo, scomparso di recente, che ha lasciato un segno profondo nella mia anima.»  Afferma Fiorenza Calogero, cogliendo l’occasione per presentare il suo quinto album “Live in Napoli” registrato al Museo Filangieri di Napoli nel settembre 2016 nell’ambito di “Imago Mundi” con la direzione artistica di Giulio Baffi.
Ad accompagnare Fiorenza in questo viaggio nella tradizione napoletana, la chitarra battente di Marcello Vitale con il quale collabora dal 2009, dando voce al desiderio comune di re-interpretare un vasto repertorio che comprende, villanelle cinquecentesche, canti della tradizione, brani strumentali per chitarra battente solista, classici della canzone napoletana fino alla moderna canzone d’autore, mettendone in luce l’aspetto più intimo ed essenziale. Il sound, inasprito da tamburi e chitarra battente, rievoca il gioioso clamore delle strade di Napoli, la compianta lontananza della donna amata, l’eco del Vesuvio, il canto di Partenope. Attraverso i brani più rappresentativi di questa immensa eredità, l’ensemble conduce lo spettatore in quello straordinario universo che è Napoli con i suoi tesori, svelandone la sua poetica e talvolta cruda realtà.
Info e prenotazioni: 0818823978 | 3273168292 (anche wathsapp) |info@labazzarra.com

 

UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE 3Una delle ultime sere di Carnovale
Di: Carlo Goldoni
Quando: dal 13 al 18 Marzo
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 13 e 16 ore 21:00; 14 e 15 ore 17:00; 17 ore 19:00; 18 ore 18:00
Regia: Beppe Navello
Interpreti: Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria-Pascal Attolini, Andrea Romero, Marcella Favilla, Giuseppe Nitti, Eleni Molos, Erika Urban, Alessandro Meringolo, Geneviéve Rey-Penchenat, Matteo Romoli
Note: “La terza tappa di un’ideale trilogia civile che, dopo l’Alfieri de Il divorzio e il Marivaux de Il Trionfo del Dio Denaro, attraverso i toni irriverenti della commedia settecentesca, ha l’ambizione probabilmente ingenua “di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”. “E’ il momento – chiarisce Navello – di un’altra perdurante ragione di ansia collettiva, che dopo tre secoli riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello della cosiddetta “fuga dei cervelli”, che vede i giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri, a portare altrove, lontano, la loro voglia di lavorare per il futuro”. Dice Goldoni nella premessa a questa sua fortunata commedia di aver voluto raccontare una “metafora” autobiografica: in procinto di partire per la Francia, nel 1762, per sfuggire alle invidie e alle critiche che la sua riforma teatrale suscitava, ha pensato come propria la storia di Anzoletto, disegnatore di stoffe veneziano deciso a portare in Moscovia la sua creatività, anche lui disgustato dalle difficoltà di lavorare in patria. Il tutto attraverso il dipanarsi di una delle tante sere della vita, tra discorsi fatti di nulla, tra il balenare di umori umanamente riconoscibili, tra una partita a carte e una cena tra amici, tra i gesti, le risate e le malinconie attraverso le quali, senza che ce ne accorgiamo, si compiono scelte decisive e irreversibili. Una lingua perfetta e vivace, straniera come il veneziano di trecento anni fa ma facilissima da capire perché diventa quella universale del migliore palcoscenico, ci coinvolge in un’irresistibile condivisione poetica.
Info e prenotazioni: 081 5513396 | biglietteria@ teatrostabilenapoli.it

 

malagraziaMalagrazia
Drammaturgia: Michelangelo Zeno
Quando: dal 15 al 18 Marzo
Luogo: Teatro TRAM
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Edoardo Barbone e Daniele Fedeli
Ideazione e regia: Giuseppe Isgrò
Trama: Malagrazia ovvero “la grazia che viene dal male”, la straordinaria e controversa capacità umana di resistere alla catastrofe. Ma anche “l’azione fuori dal garbo”, fuori dalla regola data, perché questa regola è venuta meno, è stata dimenticata o non esiste più. In questo mondo nuovo (o forse alla fine di uno vecchio) troviamo due fratelli, rinchiusi, soli con il pensiero costante del fuori, di ciò che è stato, di ciò che sarà. Due bambini persi nel loro gioco che simula il mondo, due orfani che reinventano la propria sconosciuta storia familiare, due superstiti che indagano sulle cause della fine, forse due esemplari di una nuova specie, all’alba di una natura tutta da immaginare. Il loro rapporto è fatto di lotta, soccorso, sfida, gioco, prevaricazione e un amore che non ha più le dimensioni del lecito e del comune. Il luogo in cui sono asserragliati, ora una stanza dei giochi, ora un bunker, ora un’isola, è un territorio sospeso, animato da presenze affilate e pericolose, fantasmi della loro continua ridefinizione di eventi e cose. Ogni oggetto ad essi rimasto, infatti, così come ogni concetto ricordato, acquista un uso nuovo, improprio, paradossale. I due inventeranno mondi passati e presenti, alle prese con pestilenze immaginarie e doveri di stato, fino alla ricerca ultima dell’origine dell’uomo. Questo è il tempo dove si sviluppa malagrazia, il nuovo lavoro di Phoebe Zeitgeist che mette in scena la vertigine emotiva di un’umanità dilaniata dalla paura di restare sola con sé stessa. Il lavoro parte da uno studio dedicato a Franco Scaldati, alla sua parola viva e ai suoi personaggi capaci di una poesia spietata.
Info e prenotazioni: 3398120927 | navigantiinversi@gmail.com

 

RISORGIRisorgi
Di: Duccio Camerini
Quando: 17 e 18 Marzo
Luogo: Teatro NEST
Orario: sabato ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Duccio Camerini, Ciro Carlo Fico, Marika De Chiara, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri, Cristina Pedetta, Dario Guidi
Regia: Duccio Camerini
Trama: Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, pelli di diverso colore, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato. Vecchie e nuove generazioni.
Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo. Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma. Qualcuno l’aveva previsto. Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare.
Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un  ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta…
Info e prenotazioni: 3208681011 | info.teatronest@gmail.com

 

CESR2036Solo ma non troppo – Giovanni Block in concerto
Quando: 17 Marzo
Luogo: Napoli (zona Vomero) nell’ambito della rassegna Il Teatro cerca casa
Orario: ore 20:30
Interpreti: Giovanni Block
Note: Il giovane cantautore napoletano, classe 1984, con all’attivo importanti riconoscimenti, tra cui la targa Siae/Club Tenco del Premio Tenco come miglior autore emergente e il primo premio assoluto del Festival Musicultura nel 2009, reduce dal successo dell’anteprima nel salotto teatrale di Portici, presenta  il suo ultimo lavoro musicale al Teatro cerca Casa.
Personalità irrequieta e imprevedibile, autore e compositore lontano da ogni cliché e da sempre in direzione “Ostinata a e Contraria” come i suoi maestri gli hanno insegnato ad essere, Block con un pugno di canzoni, qualche storia e una chitarra, proverà a raccontare come la solitudine, per gli artisti (o presunti tali) o per i folli (o dichiarati tali) sia dietro ogni angolo, anche quando si è circondati da folla festante o in compagnia, e come la dimensione social svanisca nel nulla quando si resta di fonte al quadro che nessuno vorrebbe mai davvero osservare: se stessi. «A 18 anni ‑ racconta Block ‑ volevo cambiare il mondo, a 25 il mondo della musica, a 30 il mondo della musica italiana. Oggi, a 33, non riesco nemmeno a cambiare me stesso o almeno a smettere di fumare. Insomma solo, ma non troppo, in tanti se la passano come me ».
Info e prenotazioni: 3343347090 | 3470963808 | 081 5782460 | www.ilteatrocercacasa.it

 

UOMO PALLONCINO OK5L’uomo palloncino
Scritto e diretto: Giulia Lombezzi
Quando: dal 16 al 18 Marzo
Luogo: Sala Teatro Ichòs
Orario: venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 19:00
Interpreti: Francesco Aricò
Trama: Fare l’animatore è il lavoro più bello del mondo.
Ci si muove all’aria aperta, si sta a contatto con la gente, si elargisce positività, si lavora in squadra, si trasmette dinamismo e soprattutto ci si relaziona con le creature più pure, innocenti, incontaminate e sincere che esistano:i bambini.
Fare l’animatore in sostanza è più ricevere che dare.
È qualcosa di molto vicino a una missione. La missione di rendere felici gli altri.
Fare l’animatore può cambiarti la vita. Questa è la storia di Emile, e di come l’animazione cambiò la sua vita.
L’uomo palloncino nasce da un periodo di accurata osservazione sul campo dell’animazione turistica per bambini.
È un concentrato di tutti i geniali paradossi che popolano l’universo del Miniclub, un sorridente inferno alla Full Metal Jacket dove la voce del protagonista/narratore Emile è come una disperata, tragicomica lettera dal fronte.
Il Capoanimatore figura come un felpato sergente Hartman che non ha nemmeno bisogno di alzare la voce per mettere in atto la propria tirannia.
I bambini, suddivisi in livelli da videogame, sono il training spietato che ogni animatore deve saper sostenere, mantenendo l’ordine senza mai perdere la gentilezza, curando la disciplina senza mai perdere la gioia, rimproverando senza mai scordare la piaggeria, entusiasmando senza mai mostrare la stanchezza, dando il cinque, sempre.
Gli altri animatori sono i camerati che danno inizio a una serie di episodi di distaccato, quasi inconsapevole bullismo nei confronti di Emile, il quale fin dall’inizio della storia è preda di una serie di disagi psicosomatici e psicologici che culmineranno in un liberatorio e inatteso autogol.
L’uomo palloncino è un breve studio sulla crudeltà degli adulti, sul sadismo dei bambini e sugli effetti della babydance sulla psiche umana.
Info e prenotazioni: promozione@ichoszoeteatro.it | 3357652524

 

En Art4#ORE3ZERO5
Di: Mauro Di Rosa
Quando: dal 17 al 19 Marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: venerdì ore 21:00; sabato e domenica ore 18:00
Regia: Pako Ioffredo
Interpreti: Mario Cangiano, Mauro Di Rosa e Fabio Rossi
Trama: Mauro Di Rosa e Pako Ioffredo propongono un gioco teatrale, nel quale i protagonisti mettono a nudo le loro vite tra sogni infranti e desideri incompiuti, fermando il tempo su un momento scippato alla società, che li costringe a vivere come automi, simili a quelle macchine che sono costretti a controllare ogni giorno. A proposito del suo ultimo lavoro teatrale, Ioffredo racconta: «La fabbrica qui diventa lo specchio di una società che è in piena “dismissione”, citando uno dei racconti più belli di Ermanno Rea. Mettiamo in scena una stupida faccenda di sentimenti, di rimpianti, di nostalgie, spesso regredite in nevrosi, al punto da diventare grottesche e tragicamente fantozziane. Il lavoro, o meglio, un modo di intenderlo, che condiziona in assenza o in presenza tutti gli aspetti della vita dell’uomo moderno e si configura come elemento di destabilizzazione dei rapporti sociali. #ORE3ZERO5 è un’ora di libertà».
Lo spettacolo di nuova drammaturgia, spiega Di Rosa, vuole essere «un elogio al tempo, alla sua “consistenza” e di come essa muti a seconda del vissuto di un singolo soggetto. Gli studi sul De brevitate vitae di Seneca, L’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine e la Dismissione di Ermanno Rea, hanno dato vita ai due operai, Salvatore e Michele, che si trovano ad affrontare una situazione di straordinarietà che irrompe con violenza nella monotonia di un turno di notte in fabbrica. La rottura di un tempo abitudinario li mette a nudo di fronte alle fragilità delle loro vite e all’inesorabilità del suo scorrere».
Info e prenotazioni: 3396666426 | info@nuovoteatrosanita.it

 

Cincotti-RondinellaCantabili armonie da una città di mare
Quando: dal 16 al 18 Marzo
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: feriali ore 21:00 e domenica alle ore 18:00
Interpreti: Francesca Rondinella e Giosi Cincotti
Note: Il nuovo recital di Giosi Cincotti e Francesca Rondinella proporrà un repertorio che privilegia i brani più cantabili e amati della tradizione: dalle note delle tarantelle anonime, alle tammurriate d’autore, alla leggerezza del varietà con le macchiette di Pisano&Cioffi, al teatro canzone di Viviani fino alla poesia cantata di Di Giacomo, Bovio, E.A. Mario, Palomba, Daniele. Non mancheranno autori della città di mare contemporanea con delle novità così come antiche melodie riproposte con lo stile del duo Rondinella&Cincotti  che collabora dal 2012, approdando ad originali progetti artistici per raccontare il loro mondo attraverso la loro arte, fatta di suoni, colori, linguaggi che si aprono anche ad ambiti musicali differenti e confluiscono nel cd “Rondinella&Cincotti:Meet&Reel” il loro primo lavoro discografico prodotto dall’etichetta SoundFly, uscito a maggio 2017 che ha già ottenuto ottimi consensi di critica e pubblico.
Info e prenotazioni: 081 4104467/ 081 5448891

 

locasLocas
Di: Simone Amendola e Valerio Malorni
Quando: 17 e 18 Marzo
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: sabato ore 20:30, domenica ore 18:00
Interpreti: Marcella Vitiello e Laura Pagliara
Regia: Niko Mucci
Trama: Due donne, mai più diverse l’una dall’altra, insieme nella sala d’attesa di una psichiatra, la prima una donna energica in carriera , spesso al telefono, dichiara di essere li per avere informazione, richieste per una amica, la Seconda sembra la definizione popolare della psicotica, confessa i suoi desideri omicidi, la depressione, lo stato di alienazione con semplicità.
Donne cosi diverse per condizione ed estrazione sociale in poco più di un’ora, si conoscono, si confrontano, stringono forse un legame, che va oltre le regole sociali : mostrando a se stesse ed al pubblico la loro storia individuale, le proprie debolezze, sino ad un piccolo colpo di scena, che ridefinisce i loro ruoli.
Locas sta attualmente avendo un grande successo in Spagna, patria del suo autore J.Pasqual Abellan , che la stampa iberica ha valutato una efficace cartina al tornasole, di una società non molto dissimile dalla nostra.
Info e prenotazioni: 0815851096 | 340.1098705 | teatriassociatinapoli@gmail.com

 

candido immagine _ smallCandido o l’ottimismo
Di: Voltaire
Adattamento: Gennaro Maresca e Fabio Casano
Quando: fino al 16 Marzo
Luogo: Galleria Toledo
Orario: feriali 20:30, domenica ore 18:00
Interpreti: Paolo Aguzzi, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Luciano Dell’Aglio, Elena Fattorusso
Regia: Gennaro Maresca
Note: Una giusta scelta quella di cercare nella logica di Voltaire il punto di vista che interpreti criticamente le insensatezze e le crudeltà del proprio tempo, non differenti allora da quelle che troviamo nel racconto impietoso delle attuali testate giornalistiche. Con le incredibili traversie di un innocente in balìa di furbi lestofanti, il filosofo francese mette in evidenza problematiche sociali reali (la schiavitù e il colonialismo, il despotismo della nobiltà e del clero, la persecuzione religiosa, la condizione femminile) e descrive un preciso periodo storico (è nel 1755 che avviene il terremoto di Lisbona, così come è del 1757 la controversa esecuzione sommaria dell’ammiraglio John Byng) in cui immerge il proprio anti-eroe, ma elude i rischi di un pericoloso regime narrativo serio elaborando il tema in chiave picaresca e inverosimile, sicuramente ispirato dal Lazarillo de Tormes e dal Don Chisciotte, da Rabelais, Diderot e dalle opere dei contemporanei illuministi francesi ma indubbiamente anche dalla arguta penna di Jonathan Swift, autore di memorabili pamphlet al vetriolo e ricordato soprattutto per “I viaggi di Gulliver”.
Pubblicato nel 1759, Candido, o L’Ottimismo è un racconto fantastico immerso in un mondo reale, in cui il il deista Voltaire, veste di ridicolo il tragico per meglio osservarne le dinamiche feroci, e dove l’esercizio stilistico fa un uso beffardo della retorica filosofica nelle sue diverse correnti di pensiero.
Voltaire è precursore di altri memorabili personaggi che hanno animato la scena letteraria successiva con le proprie disavventure, Rocambole, Cyrano, Munchausen, ma tra questi Papà Ubu di Jarry è certamente l’epigone più affine per il crudo sarcasmo delle iperboli e per la costante critica, che punta l’indice contro l’ottusità e la cattiveria del potere. L’uso del ridicolo e del candore derisorio dell’innocenza sono la ricetta di Voltaire contro l’ipocrisia della società del danaro e delle caste governanti, dove la sola soluzione contro tutti i rovesci di fortuna è affidata alla coltivazione di un orto quale metafora contro i tre mali dell’esistenza terrena “la noja, il vizio, il bisogno” e unica possibilità effettiva di resistenza umana. (L D’E)
Info e prenotazioni: 081425037 | 081425824 | galleriatoledo.info

SCANNASURICE - Imma Villa02Scannasurice
Di: Enzo Moscato
Quando: dal 16 al 18 Marzo
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Regia: Carlo Cerciello
Interpreti: Imma Villa
Trama: Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dall’identità androgina nell’ipogeo napoletano, dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.
“Ho scelto – così Carlo Cerciello in una nota – di tornare alla messinscena di un testo in lingua napoletana, di tornare a un autore antioleografico per eccellenza come Moscato, mettendo in scena il suo testo Scannasurice, scritto dopo il terremoto dell’80, nell’intento di allontanarmi dalla malsana oleografia di ritorno, che, nuovamente, appesta Napoli di retorica e luoghi comuni, in una città che ha smarrito la memoria stessa della sua vita culturale, seppellita dalla banalità e dal conformismo”.
Il personaggio fa la vita, “batte”. E’, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche.
Da qui nasce la scelta di farlo interpretare a un’attrice, naturalmente, oltre l’identità sessuale, rendendone evidenti l’ambiguità e l’eccesso. Una volta smontata la sua appariscente identità, indosserà la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio in cui vive. Sarà cieca Cassandra, angelo scacciato dal Paradiso, sarà maga, sarà icona grottesca e disperata, ma sempre poetica.
“Il terremoto etico, sociale, politico della seconda metà del 900 – aggiunge Cerciello – mi vede, oggi, sopravvissuto, confuso e smarrito, aggirarmi tra le macerie di ideologie, emozioni e sentimenti, proprio come, da napoletano, vissi il terremoto dell’80”.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

AIACE - Viola Graziosi_04Aiace
Di: Ghiannis Ritsos
Quando: dal 15 al 18 Marzo
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Viola Graziosi
Regia: Graziano Piazza
Note: L’Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle, attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità, umana e politica.
E’ un eroe per forza, umiliato dall’impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere, ma, in quest’allestimento presentato da Sycamore T Company di Roma, è celebrato e interpretato al femminile.
La rilettura del poeta greco Ritsos, nella traduzione di Nicola Crocetti, è quella che ha ispirato il regista Graziano Piazza. Continua a emozionare e a far riflettere il pubblico su quanto quest’uomo, tenace eppure deluso, imponente e al tempo stesso fragilissimo, possa essere non più l’eroe ma ognuno di noi, incapace di scendere a patti per continuare a vivere.
“Nel mettere in scena oggi questo testo – spiega il regista – ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell’eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere. Combatte le sue vicende quotidiane, teso verso un percorso mitico, cui il destino fa compiere azioni ridicole, che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa”.
Aiace ricorda e si strugge, fino a rinascere al ricordo del giorno di sole, passato a Salamina. Questo personaggio, a metà tra l’eroe e l’eroina nei giorni nostri, scende le scale del passato, lacrimando e smarrendosi, per poi sbocciare come i fiori cresciuti sulle armature dei soldati sconfitti.
La voce maschile che si ode in scena ricorda che “in ogni pozzo e dentro di noi c’è una bella donna annegata, una donna annegata che non vuole morire”. Quella donna, poco amata e rispettata dallo stesso Aiace, diventa la protagonista di questo spettacolo, che negli anni si è caricato di pathos e di significato, fino a mostrare quanto siamo piccoli di fronte al fluire della vita.
“Dramma interiore – conclude il regista – di quanto, al di là del genere, il mito ci abita, ci muove, ci sorprende nelle piccole pieghe quotidiane della nostra esistenza contemporanea, ci permea di grandezza e d’impotenza nello stesso tempo”
Info e prenotazioni: 081 4104467 | 081 5448891 |347 4871410

 

San GennaroOperazione San Gennaro. La leggenda.
Scritto da: Massimo Ghini, Stefano Reali
Quando: dal 14 al 25 Marzo
Luogo: Teatro Diana
Orario: 14, 15, 16, 17, 20, 22, 23, 24, 28, 29, 30 e 31 Marzo ore 21:00; 17 e 24 Marzo ore 17:30; 18, 25 e 1 Aprile ore 18:00
Interpreti: Massimo Ghini, Domenico Aria, Mirko Ciccariello, Stefania De Francesco, Carlo Di Maio, Antonio Fiorillo, Valentina Gullace, Ernesto Lama, Ernesto Mahieux, Giampiero Mancini, Iolanda Salvato, Nunzia Schiano
Regia: Massimo Ghini 
Note: Accostarsi a Napoli e ai napoletani per un “non napoletano” genera sempre un po’ di ansia. E’ pur vero che il film “Operazione San Gennaro” non è assolutamente un’opera napoletana, ma una bellissima e fortunatissima commedia ambientata a Napoli nata dal genio creativo di Dino Risi e Nino Manfredi.
Ripercorrendo la storia del film abbiamo cercato di restituire teatralmente quelle immagini e quelle atmosfere, restando in quell’epoca, quella dei meravigliosi anni 60, aiutati dalle musiche eterne di Armando Trovajoli che accompagnano ogni parte dello spettacolo.  Quello che ci è piaciuto è la dimensione dell’improbabilità: tre improbabili gangster americani incontrano un improbabile gruppo di banditi napoletani per un improbabile colpo! Quello che mi colpì quando vidi il film da ragazzo fu il lusso di potersi introdurre in un ambiente come Napoli con una sfacciataggine ed un’irriverenza estrema, mostrando anche archetipi “banali” della tradizione napoletana, ma riuscendo alla fine a mettere in scena un mondo che, al di là delle generalizzazioni, è secolarmente fondato su rapporti umani molto forti nel bene e nel male.
La dimensione del cast, così variegata, apriva la porta alla possibilità di accedere al grande teatro della vita napoletana, anche a personaggi arrivati da luoghi diversi del mondo. Nella mia regia ho tentato di fare le stesse scelte stilistiche del film.  Il pubblico dovrà essere “traghettato”in luoghi immaginari, i costumi e le scenografie sono pensati come un grande gioco teatrale, è una grande finzione scenica, senza alcuna verità reale raccontata come una fiaba. La presenza determinante della musica di Trovajoli fa si che vengano rispettate le due anime sia quella napoletana che quella americana che sono la base della narrazione di questa storia Il grande Maestro, nella colonna sonora del film, ha costruito una struttura geniale di narrazione musicale anticipando una tradizione musicale che dieci anni dopo diventerà il punto di forza della scuola musicale napoletana contemporanea. Confesso che uno dei motivi sentimentali che mi ha spinto ad accettare la proposta di mettere in scena questo spettacolo, è la visione di quella Napoli fatta di diavoli e santi dal volto umano che condividono il “miracolo” di vivere, visione forse obsoleta ma che, forse ingenuamente, continuo a sognare.
Info e prenotazioni: 081 5567527 | 081 5784978

 

locandina-MEDAGLIA-DOROMedaglia d’oro
Scritto e diretto da: Michelangelo Fetto
Quando: 16 Marzo
Luogo: Mulino Pacifico (Benevento)
Orario: ore 20:30
Interpreti: Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia
Note di regia: 15 giugno 1967 il presidente della repubblica Giuseppe Saragat consegna al sindaco della città di Benevento Pasquale Meomartini una medaglia d’oro. Perché? Quando si sente nominare la parola “medaglia” il pensiero corre naturalmente ad una competizione sportiva, alle Olimpiadi, magari con una colonna sonora che fa da sfondo al pensiero stesso come quella del film Momenti di Gloria. No, in realtà il motivo della consegna fu un altro e fu tutt’altro che lieto come può essere un successo sportivo; la motivazione ufficiale della consegna fu la seguente “Sottoposta a violenti bombardamenti terrestri ed aerei e all’infuriare di combattimenti nelle vie cittadine, subiva con impavida fierezza gravi distruzioni, disagi e pericoli di ogni sorta. Duemila dei suoi cittadini sacrificavano la vita alla causa della Patria e della Libertà.”
Nel 1943 (qualche giorno prima e molti giorni dopo l’8 settembre, cioè dell’Armistizio e dell’incomprensibile messaggio agli italiani da parte del Capo del Governo generale Badoglio) la Città subì pesanti, ripetuti (ed insensati) bombardamenti da parte dell’aviazione anglo-americana, peraltro senza la benché minima azione di contrasto da parte degli attaccati: tremila circa furono le vittime, la quasi totalità civili ed italiane, mentre i militari tedeschi che occupavano il Sannio (probabili obiettivi degli aerei alleati) ne uscirono indenni, anche perché nonostante la virulenza degli attacchi, le vie di fuga dal Sannio (altro probabile obiettivo delle azioni di guerra alleate) restarono intatte. Mentre il Palazzo del Governo, l’Arco di Traiano, la Rocca dei Rettori e altri edifici si salvarono, furono invece rasi al suolo il centro storico di Benevento, la Stazione ferroviaria, alcuni opifici, la Fabbrica di costruzioni aeronautiche.
A settantacinque anni dal massacro la Solot mette in scena “Medaglia d’oro” che si può definire una ricostruzione teatrale di quei tragici eventi (di cui purtroppo le giovani generazioni non serbano ricordo o addirittura non hanno conoscenza) che tanto segnarono i corpi, le coscienze, gli affetti dei beneventani..
Info e prenotazioni: 0824 47037 | info@solot.it

Print Friendly

Manlio Boutique