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Gli spettacoli in programma in Campania dal 1 al 6 maggio.

di Irene Bonadies e Gabriella Galbiati

Franco Branciaroli ne i Miserabili foto simone de luca (4)I Miserabili
Adattamento teatrale: Luca Doninelli
Quando: fino al 6 Maggio
Luogo: Teatro Mercadante
Orario: 1 e 4 Maggio ore 21:00; 2 e 3 Maggio ore 17:00; 5 Maggio ore 19:00; 6 Maggio ore 18:00
Interpreti: Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo
Regia: Franco Però
Note: L’idea nasce da Franco Però: «Un’importante induzione verso questa scelta – spiega – viene dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini. Dopo anni in cui, allo Stabile, attraverso la drammaturgia, abbiamo indagato il microcosmo della famiglia (“Scandalo” di Schnitzler, “Play Strindberg” di Dürrenmatt), apriamo ora lo sguardo al macrocosmo della società. C’è un’altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre più attratto da operazioni legate alla narrativa. La narrativa sulla scena è un medium che permette anche di attrarre fasce non abituate a frequentare le platee, trattando argomenti dal valore universale… Naturale dunque guardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede. Io ho sempre frequentato soprattutto la letteratura francese (ho diretto più edizioni de “Lo Straniero” di Camus, tratto da uno dei più grandi romanzi del secondo Novecento), accanto a quella mitteleuropea: da qui “I Miserabili”, che – concordo con il recente parere di un critico francese – è forse il romanzo più famoso che esista in occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto è imponente».
È però anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo: «Non c’è stata una giornata delle prove – evidenzia il regista – in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società, il pensiero francese di questi momenti. Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovani rivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamento drammaturgico: sembrava scritta nel ’68. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase di Hugo, che continua a stupirci e impressionarci per queste sue assonanze con l’attualità, per la capacità di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi (questa è un’altra sua grandezza)».
Info e prenotazioni: 081 5513396 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

copenaghenCopenaghen
Di: Michael Frayan
Quando: fino al 6 Maggio
Luogo: Teatro Diana
Orario: 1, 3, 4 e 5 Maggio ore 21:00; 5 Maggio ore 17:30; 2 Maggio ore 17:45
Interpreti: Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
Regia: Mauro Avogadro
Note: In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Karl Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L’asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l’appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? O al contrario essendo mosso da scrupoli morali, anche se tormentato dalle conseguenze che sarebbero potute ricadere sul destino della sua patria martoriata e che lui amava pur non essendo nazista, tentava di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull’applicazione dei fondamenti teorici della fissione? Su questi presupposti l’autore dà vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti.
Info e prenotazioni: 081 5560107| diana@teatrodiana.it

 

Mimmo Borrelli in una scena di LA CUPA foto di Marco GhidelliLa Cupa – fabbula di un omo che divinne un albero
Di: Mimmo Borrelli
Quando: fino al 6 Maggio
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: Mercoledì 02/05 ore 17.00 PARTE 2, Giovedì 03/05 ore 17.00 PARTE 2, Venerdì 04/05 ore 21.00 PARTE 2, Sabato 05/05 ore 19.00 PARTE 2, Domenica 06/05 ore 18.00 PARTE 2
Interpreti: Mimmo Borrelli, Maurizio Azzurro, Dario Barbato, Gaetano Colella, Veronica D’Elia, Renato De Simone, Gennaro Di Colandrea, Paolo Fabozzo, Marianna Fontana, Enzo Gaito, Geremia Longobardo, Stefano Miglio, Autilia Ranieri.
Regia: Mimmo Borrelli
Note: «La Cupa determina lo “svango”, ovvero lo svuotamento, il passaggio dalla Trinità dell’Acqua (composta da ’Nzularchia; ’A Sciaveca e La Madre, ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma) alla Trinità della Terra, suo primo capitolo. Mentre nella precedente trilogia il flusso dell’elemento materico ruotava attorno al cardine orizzontale della maternità: dall’umidità di un’infanzia violata, rinchiusa nell’utero materno di una pioggia incessante di memorie da raccogliere nella tinozza dei ricordi da ricostruire, di ’Nzularchia; per passare all’amore impossibile violentato, inzozzato, insufflato e travolto dai fiotti ondosi del mare de la ’A Sciaveca; fino ad arrivare ad un testo che affrontasse concretamente e non per richiami di allegoria la maternità stessa, ovvero La Madre, ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma; in questa invece affonderò le mie peregrinanti autoanalisi, nei versi del mio inconscio e il suo affiorare in getto e spruzzo furibondo alla pagina prima, alla scena poi, senza intralcio di naturale consequenzialità e senza dunque poter prescindere dalla mia stessa carne e messa in compromissione, negli atti al presente della mia stessa vita, sulla paternità e le sue e le mie paure, non così tanto nascoste».
Un altro sorprendente viaggio nella lingua-universo di Mimmo Borrelli, unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori autori teatrali contemporanei italiani. Una magia di suoni e visioni capaci di scuotere e di raggiungere il lato intimo dell’esistenza, attraverso una lingua che con potenza si impone all’ascolto e al senso.
Info e prenotazioni: 081292030 | 081291878

 

Ultimo Decamerone_ph Mario Spada_2L’ultimo Decamerone
Di: Stefano Massini
Quando: fino al 6 Maggio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: feriali ore 21:15 – domenica ore 18:30
Interpreti: Angela De Matteo, Maria Laila Fernandez, Crescenza Guarnieri, Antonella Romano, Paola Sambo, Camilla Semino Favro, Chiara Stoppa
Regia: Gabriele Russo
Note: Intorno al Decamerone del Boccaccio sono state dette molte cose e altrettante ne sono state scritte. Molte di queste girano intorno a luoghi comuni, paccottiglia scollacciata e florilegi da antologia scolastica. A me premeva soprattutto indagare il suo formidabile valore di riflessione, antica e modernissima, sull’urgenza del narrare, sul ruolo del narrare e sui meccanismi del narrare. Oggi viviamo in una società che è continuamente bombardata di storie, pensiamo, per esempio, quanto il web e i social network entrino continuamente nella nostra vita, con un intrecciarsi di narrazioni multiple, narrazioni istantanee come le fotografie o narrazioni per immagini come i video. E noi, immersi in questo grande mare di storie superflue, molto spesso perdiamo il senso della narrazione. Il Decamerone, viceversa, parte proprio da questo punto: la salvezza, dentro una crisi, sta sempre nel racconto.
Infatti, proprio per questo, mi sono immaginato che i dieci personaggi raccontati dal Boccaccio non siano mai usciti dal famoso bunker dove la peste li ha reclusi, e stiano, ormai da anni, continuando a tentare nuove ulteriori traiettorie di racconti. Ad ognuno di loro ho affidato una storia che, pur non facendo parte del Decamerone originario, contiene in realtà, come un patchwork, il mosaico di tutte le novelle che Boccaccio fa raccontare a quel singolo personaggio. In questo modo le dieci storie che compongono la mia drammaturgia sono, in realtà, un grande omaggio al Decamerone sconosciuto, quello estraneo alle cosiddette Greatest Hits che sovente premiano le solite dieci novelle.
Non so quali linee privilegerà la regia all’interno di un’opera che, come sempre nel mio caso, ha più il carattere di un materiale che non quello di copione scenico. Ciò che so è che, nel concepire la mia personale indagine dentro il Decamerone, ho privilegiato più che mai le sue asimmetrie, le spigolosità, le contrapposizioni fra amori incongrui, visionari e anarchici, assortendo così, accanto alla riflessione sul narrare, un discorso spietato sull’imprevedibilità dei sentimenti umani.
Sono dunque grato a Rosanna Purchia per avermi chiesto di addentrarmi, per la prima volta, dentro la miniera oscura e aurea di un’opera monumentale, estremamente superiore all’immagine stereotipata che, talvolta, abbiamo di essa.
Info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it | 081 5499688

 

corrado-tarantoC’era una volta Francesca da Rimini
Quando: dal 3 al 6 Maggio
Luogo: Nuovo Teatro Sancarluccio
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Corrado Taranto e Claudio Iodice
Regia: Bruno di Paolo
Note: La storia di “Francesca da Rimini” è raccontata per la prima volta nella commedia di Dante; è la vicenda di due nobili amanti Paolo e Francesca, i quali vengono sorpresi da Lanciotto, legittimo martio, di Francesca e uccisi. Successivamente Silvio Pellico scrisse una tragedia con quel titolo dal quale molti presero il motivo a soggetto di opere liriche. Tragedia ben conosciuta dal pubblico, proprio per questo Antonio Petito, attore popolarissimo, fa nascere la sua parodia, una parodia ingenua e sapiente insieme, in cui si dà vita ad una perfetta macchina scenica partendo dal conflitto tra il copione originale della tragedia e la lettura che ne fanno i bravi e geniali attori della farsa. Gli attori di una compagnia ‘italiana’ che la sera in cui si svolgono i fatti stanno per recitare la vera tragedia ‘Francesca da Rimini’, litigano tra loro e abbandonando il teatro. I quattro attori comici napoletani che con la lingua italiana poco hanno a che fare, sono costretti a provare per recitare la tragedia. Ai poveri e simpatici comici non resta altro che lasciarsi andare al proprio destino: cominceranno a provare con l’aiuto di un suggeritore un po’ “particolare”.
Info e prenotazioni: 081 410 44 67 | inscenasrl@gmail.com

 

Lorenzo Vitolo Trio_Sala Ichòs (2)Lorenzo Vitolo Trio
Quando: 4 maggio
Luogo: Sala Ichòs
Orario: 21
Interpreti: pianista Lorenzo Vitolo, contrabbassista Gabriele Pagliano batterista Lucio Miele, il sassofonista Jerry Pipolo
Note: Studiano insieme con assiduità fin dall’inizio del 2016, al fine di migliorare sia come gruppo che come singoli musicisti, suonando composizioni originali e cercando nuove arrangiamenti per musica preesistente. Il trio si ispira alle sonorità della musica afroamericana, del be-bop e del jazz contemporaneo, i componenti hanno tutti una formazione classica che sicuramente influenza il loro modo di suonare il jazz e di arrangiare. Ogni membro del trio ha partecipato e vinto svariati concorsi e ricevuto borse di studio. Come trio sono stati selezionati per il Bucharest International Jazz Competition 2017. Si sono esibiti in vari jazz club, al Pozzuoli Jazz Festival 2016, all’EUROPAfest 2017 a Bucharest e al San Leo Music Fest 2017. Vincitori del 1° Premio del Festival Nazionale ed Europeo dei Conservatori di Musica 2017. Sono stati selezionati per il “Tremplin Jeunes Talents” del Festival Jazz a Saint Germain des Prés 2018. Il trio, che in quest’occasione ospiterà il grande sassofonista Jerry Popolo, proporrà brani originali e riletture molto personali di brani del jazz internazionale.
Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

 

31682505_1623866431065467_7454794848999047168_nAscoltando zio Vanja. Quello che poteva essere e non è stato.
Da
Anton Čechov
Progetto, regia e interpretazione: Roberto Azzurro
Consulenza drammaturgica: Gianmarco Cesario
Trama: Ritorna a Wunderkammer il genio e l’estro di Roberto Azzurro, il regista, attore e drammaturgo cui è stata dedicata l’intera stagione in corso di Wunderkammer. Il “motivo” dello Zio Vanja di Čechov gira intorno a una parola dolce e al tempo stesso tragica: nostalgia, quella sorta di irresolutezza, vitale, mai mortuaria, che dà comunque l’agio sentimentale di poter sperare fino alla fine, che qualcosa, anche nell’ultimo istante di vita possa cambiare.
Info e prenotazioni: Per partecipare agli spettacoli, ci si può prenotare inviando una mail all’indirizzo wunderkammer@fastwebnet.it. Si riceverà una mail con le indicazioni per raggiungere il luogo dello spettacolo.

 

JV Laura Pagliara e Gennaro MonforteJamais vu
Quando: dal 4 al 6 Maggio
Luogo: Teatro TRAM
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Eduardo Di Pietro, Giulia Esposito, Vincenzo Liguori, Gennaro Monforte, Laura Pagliara
Progetto e Regia: Eduardo Di Pietro
Note: Lo spettacolo accende i riflettori su un gruppo di rapinatori che si riunisce poche ore dopo una rocambolesca rapina alla Banca Nazionale, dove qualcosa è andato storto. Un incidente ha infatti rovinato l’azione e ora ciascun criminale denuncia una parziale amnesia: tutti hanno perduto frammenti di memoria e, soprattutto, nessuno ricorda dove siano finiti i soldi della refurtiva. Protagonisti della vicenda surreale e drammatica sono: una ricercatrice in rovina, un imprenditore fallito, un ex operaio e sua moglie. Sono questi gli inadeguati autori del gesto, vittime travolte dalla fatalità, o forse carnefici, deliberatamente bugiardi, che hanno l’obiettivo di strappare al vivere un po’ di sollievo. Con questo pretesto, situazioni tipiche della narrativa e dell’intrattenimento si incrociano, generando un crescendo vorticoso di paradossi, che intrecciano immaginazione e ricordi. In Jamais Vu questo scarto è incastonato all’interno di un luogo sprangato, un covo in cui trattenersi è pericoloso, vista la caccia all’uomo avviata dalle forze dell’ordine. Così assurda si dimostra la ricerca dei ricordi e quella delle cause che hanno determinato le azioni criminali di ognuno dei personaggi e del denaro rubato.
Info e prenotazioni: 0811875 2126 | whatsapp 342 1785 930 | info@teatrotram.it

 

scena 3 - CopiaTeresa Sorrentino
Di: Elvio Porta
Quando: dal 4 al 6 Maggio
Luogo: Teatro Sannazaro
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Lalla Esposito
Regia: Armando Pugliese
Note: Una commedia Teresa Sorrentino di Elvio Porta che è un “virtuosismo” per una sola attrice alle prese con una serie di personaggi che non ci sono. La protagonista vive la sua vigilia di Natale in un mondo visionario, che è la chiave per scoprire il reale percorso emotivo della sua vita.
La realizzazione di questo piccolo-grande lavoro teatrale di Elvio Porta non vuole essere per me un’esibizione registica ma, avvalendomi dell’interpretazione di una delle più brave e più folli interpreti della scena napoletana, Lalla Esposito, con cui spesso ho collaborato, delle musiche di Sergio Esposito e delle scene di Roberto Crea, vorrei rendere omaggio ad un amico ed ad un autore recentemente scomparso che, come tanti, ha dato a Napoli forse più di quanto ha ricevuto.
La nostra collaborazione è di lunga data: dal ‘Masaniello’ del 1974 fino all’ultimo lavoro, scritto ancora assieme, dal titolo ‘Cani’, poco prima che Elvio volasse a miglior vita (almeno spero) e che, prima o poi, riuscirò a realizzare.
Info e prenotazioni: 081 411723 | 081 418824 | www.teatrosannazaro.it

 

fight1Fight
Quando: 5 e 6 Maggio
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: feriali ore 21:15 – domenica ore 18:30
Interpreti: The X Company
Coreografie: Giovanni Mauriello, Fabrizio Di Cristofaro, Mery Micillo, Chimene Mahuku
Note: Si lotta continuamente contro qualcosa o qualcuno, contro qualcosa di astratto o di concreto, quasi come se lottare fosse l’unico obiettivo dell’essere umano fin da tempi lontanissimi. Lottare contro se stessi, lottare per un ideale, lottare per la sopravvivenza, lottare per il proprio territorio… In Fight, 4 coreografi di hip hop, portano in scena 4 lotte, 4 rappresentazioni diverse di come oggi lottare = vivere. La lotta contro l’insoddisfazione e la lotta come ricerca della felicità sembra non avere mai fine, ma prima o poi, forse, porterà al raggiungimento del proprio obiettivo.
Info e prenotazioni: botteghino@teatrobellini.it | 081 5499688

 

trioLe 4 giornate di Napoli – Con Quartieri Jazz in concerto
Quando: 5 Maggio
Luogo: Galleria Borbonica di Napoli (con ingresso da via D. Morelli 40 c/o Garage Morelli)
Orario: ore 21:30
Interpreti: Mario Romano, Alberto Santaniello, alla classica, e Dario Franco al basso
Note: Un viaggio tra ombre e luci accompagnati dalle note del neapolitan gipsy jazz di Mario Romano Quartieri Jazz. Con lui e la sua chitarra manouche, ancora una volta ci saranno Alberto Santaniello, alla classica, e Dario Franco al basso.
Una musica, la loro, in grado di sprigionare le, note giuste a seconda dei toni assunti dal racconto di questa Napoli amata ed odiata da tanti poco o troppo conosciuta, derisa ed osannata.
Oltre ai nuovi brani la band eseguirà anche degli evergreen del loro repertorio
Info e prenotazioni: 340.489.38.36 | quartierijazz@live.it

 

idroscaloIdroscalo 93. La morte di Pier Paolo Pasolini
Drammaturgia: Mario Gelardi
Quando: 5 al 6 Maggio
Luogo: Teatro Civico 14 (Caserta)
Orario: sabato ore 21:00, domenica ore 19:00
Interpreti: Ivan Castiglione e Riccardo Ciccarelli
Regia: Ivan Castiglione
Note: Dal fondo del palcoscenico un uomo entra canticchiando il brano “che cosa sono le nuvole”. Trasporta in spalla un altro uomo come se fosse un pupazzo, una marionetta dall’ aspetto consumato e devastato. Questo pupazzo squallido e disgustoso è Giuseppe Pelosi, quello che a tutt’ oggi è l’unico condannato per l’assassinio di Pier Paolo Pasolini.
La messa in scena dello spettacolo segue due diverse linee, che si fondono tra di loro: quella dell’asciuttezza e chiarezza del teatro di narrazione e quella fantasiosa e grottesca della spettacolarizzazione. Ho voluto raccontare, in maniera chiara e diretta, le importanti vicende che ruotano attorno alla morte del poeta e alcune sorprendenti novità giudiziarie, senza mezzi termini. Contemporaneamente, ho voluto rappresentare il mondo artistico di Pasolini attraverso frammenti delle sue opere, della sua poesia, dei suoi film. Ho voluto raccontare la sua sensibilità come intellettuale, come artista, come uomo, tramite la musica, il gioco, la fantasia e tutto quello che il “teatro” mi suggeriva.
Info e prenotazioni: 0823.441399 | 0823.1601742 |info@teatrocivico14.it

 

CordeOblique_RiccardoPrencipeSuono su tela – Corde Oblique in concerto
Quando: 6 Maggio
Luogo: casa privata a Bagnoli per la rassegna Il Teatro Cerca Casa
Orario: ore 19:00
Interpreti: Rita Saviano, voce, Caterina Bianco, violino, Riccardo Prencipe, chitarre
Note: I brani di Corde Oblique hanno un’intima connessione con il patrimonio storico artistico dell’Italia meridionale. Con sei album all’attivo, hanno tenuto numerosi concerti in Italia, Francia, Albania, Germania, Olanda, Belgio e anche un lunga tournée in Cina. La foto di copertina del loro ultimo CD I maestri del Colore, un concept album che realizza l’alchimia creativa di rappresentare una parte dei colori della scala cromatica con la musica, è di Franco Fontana, uno tra i fotografi italiani più stimati a livello internazionale.
Per Il Teatro cerca casa presentano un concerto “acustico” dove si respirerà l’atmosfera originaria e nuda dei brani; una dimensione più intima del classico concerto, in un rapporto col pubblico “a tu per tu”, sarà un modo anche per introdurre agli spettatori le idee che sono alla base di ogni brano.
Info e prenotazioni: 3343347090 | 3470963808 | 081 5782460| www.ilteatrocercacasa.it

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