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Al via questo giovedì la rassegna nata da una idea di Mirko Di Martino, autore, regista e direttore artistico del Teatro TRAM di Napoli, che per le prossime tre settimane si apre alle compagnie under 30 per offrire loro un’occasione diversa di visibilità dei loro lavori. 

di Gabriella Galbiati

trentatram

Il Festival

Dal 10 al 27 maggio 2018 al teatro TRAM di Napoli si terrà il Trentatram Festival, una rassegna che ospiterà 11 spettacoli, selezionati sul territorio nazionale tramite bando pubblico e portati in scena da attori, registi e autori under 30.
Le pièce in cartellone sono anche in concorso e saranno valutate da due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori. La compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche.
QuartaParete, media partner del TrentaTram Festival, ha intervistato il direttore artistico Mirko Di Martino che, oltre a presentarci questa nuova iniziativa, ci offre uno spunto per discutere sui problemi attuali delle giovani compagnie.
Perché nasce Trentatram Festival?
Penso al teatro TRAM come al luogo dell’innovazione, della sperimentazione e dell’originalità. Ma queste sono proprio le caratteristiche dei giovani, che sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, che rompa con la tradizione. Il Trentatram Festival nasce da qui, da questa comune risonanza, quasi come il logico sviluppo di una premessa. Abbiamo voluto creare un Festival dove le compagnie under 30 italiane potessero proporre al pubblico i loro lavori e che, allo stesso tempo, fosse uno spazio di confronto e un’occasione di crescita. E che fosse anche un luogo di rottura, perché i giovani vogliono sbarazzarsi dell’opprimente eredità dei padri. E hanno ragione.
Analizzando le proposte che sono arrivate, che considerazioni ha tratto? E qual è il livello qualitativo e di originalità che è emerso?
Faccio una premessa: il TrentaTram Festival prevede che anche gli autori dei testi in concorso siano under 30, non solo gli attori e i registi. Questa è forse la novità più importante del nostro festival. È una scelta importante: abbiamo voluto sostenere non solo il nuovo teatro, ma anche la nuovissima drammaturgia. Nel complesso, le proposte che ci sono pervenute sono molto diverse tra loro. Sono rimasto sorpreso dalla grande varietà di linguaggi, di strumenti, di tecniche, con cui le giovani compagnie costruiscono i loro spettacoli. Le storie rappresentate sono per lo più legate all’intimità dei personaggi, alle difficoltà delle relazioni, alle nevrosi della psiche. Ci sono omaggi agli scrittori classici riscritti in chiave attuale, ci sono incursioni nel cinema, nella musica, nel cabaret. Ci sono storie surreali, paradossali, oppure brutalmente attuali. In comune, c’è la ricerca di un linguaggio che provi a restituire la complessità del contemporaneo, c’è un tentativo di superare la povertà della nostra comunicazione quotidiana attraverso la ricchezza dei segni teatrali.

La scena di uno degli spettacoli in scena

La scena di uno degli spettacoli in scena

Quanto è importante oggi svolgere un lavoro da talent scout? E quanto è giusto che a farlo sia una piccola realtà come il Tram?
C’è un meraviglioso fermento nascosto sotto lo strato di asfalto del teatro istituzionale, un fermento di giovani compagnie che vogliono emergere ma non trovano né spazio né occasioni. Prendiamo una giovane compagnia teatrale, oggi: sono bravi, sono motivati, hanno studiato, hanno idee, uniscono le forze e mettono in piedi uno spettacolo. Va bene. E poi? Sono sconosciuti, non hanno soldi, non hanno agganci: come faranno a proporre la propria ricerca artistica ad un pubblico ampio, agli addetti ai lavori, ai critici, ai direttori dei teatri? A Napoli è difficile. Nella nostra città, il meccanismo si è inceppato proprio nell’ingranaggio più delicato: quello che permette il passaggio dal teatro indipendente al teatro finanziato, dagli scantinati bui ai camerini col tuo nome sopra. A Napoli non ci sono enti che sostengano i progetti dei giovani attori, festival dedicati a loro, teatri che producano e distribuiscano i loro spettacoli. Anche gli sponsor privati sono colpevolmente assenti. Certo, non dovrebbe essere solo il TRAM a proporre un festival under 30, però è vero che i teatri off sono sempre stati i luoghi da dove parte la sperimentazione e noi siamo molto felici di ospitare i giovani.
Quali le peculiarità che una giovane compagnia under 30 dovrebbe avere per trovare spazio e ascolto oggi?
Direi che dovrebbe lavorare sulla capacità di proporre il proprio progetto. Troppo spesso, le giovani compagnie trascurano gli aspetti legati alla comunicazione: uno spettacolo potrebbe essere bellissimo, ma nessun teatro serio lo prenderebbe in considerazione guardando foto scattate col cellulare sul palco della festa di quartiere. Bisogna lavorare a costruire contatti, a farsi conoscere, a partecipare ai festival, a confrontarsi con esperienze diverse. Soprattutto, credo che le compagnie teatrali dovrebbero investire sul percorso prima che sui risultati. I risultati non si ottengono subito, i progetti hanno bisogno di tempo per maturare, ci vuole lavoro, ci vuole studio. Bisogna avere il coraggio di sbagliare, di fare spettacoli brutti, sgradevoli, incompresi. Ottenere il consenso non ci renderà più consapevoli di noi, fare spettacoli che piacciono agli altri non ci farà fare spettacoli che piacciono a noi. Avremo bisogno di tempo prima di riuscire a comprendere il senso profondo di ciò che facciamo. Avremo bisogno di tempo prima di riuscire a comprendere che ciò che conta non è fare spettacoli nuovi, ma fare spettacoli nostri.

Per info e prenotazioni: 342 1785 930 –  081 1875 2126 – tram.biglietteria@teatrotram.it – www.teatrotram.it
Costo Biglietti: intero € 10,00    on line € 8,00
Card: 3 spettacoli a scelta: € 25,00    –    11 spettacoli € 45,00

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