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Gli spettacoli in programma in Campania dal 17 al 21 maggio.

di Irene Bonadies e Gabriella Galbiati

fortunaFortuna
Quando: 17 maggio
Luogo: Teatro Trama – Trentatram Festival
Orario: 21
Drammaturgia e regia Alessandro Sesti
Interpreti: Alessandro Sesti e Nicola “Puscibaua” Papapietro
Trama: Un recente fatto di cronaca, ancora sulla penna di molti giornalisti, ha attirato la nostra attenzione circa un anno fa. Si parla dell’omicidio di Fortuna Loffredo, avvenuto a Caivano. C’è un particolare che attira la nostra attenzione: il fatto è avvenuto nel 2014 e in due anni nessuno ha mai parlato di questo terribile avvenimento. Abbiamo poi avuto la fortuna di poter conoscere persone di quelle zone, che ci hanno raccontato storie dello spaccato del Napoletano. E’ stato in quel momento che si è creato il paradosso, un ossimoro emotivo che ha dato la vita al nostro spettacolo. Una terra fatta di usanze, sole, calore, ma anche di silenzio, omertà e mafia. Una terra capace di trasformare il “Parco Verde” di Caivano nel “Parco degli orchi”. Da qui l’origine del nostro lavoro.
“Fortuna” racconta l’arrivo di un ragazzo che per motivi di lavoro si trasferisce in uno di quei fatiscienti palazzi di Caivano, proprio al Parco Verde e vive la conflittualità del luogo. Circondato dalla meraviglia del folclore napoletano, viene pian piano a conoscenza di questi meccanismi di quotidiana falsità e di questa spirale di omertà che lo porterà a diventare ciò che più odia in vita. Un omertoso spaventato dalla mafia. Sarà lì, di fronte allo shock per la perdita della sua piccola amica che deciderà di gridare contro il muro di omertà costruito dagli abitanti, rischiando di perdere tutto, anche la vita, ma farlo tornando ad essere onesto, finalmente anche con se stesso.
Lo spettacolo è sostenuto da LIBERA UMBRIA. Oltre al tema dell’omertà sollevato dallo spettacolo e ritenuto meritevole di appoggio da tale associazione, la recente cronaca ha rafforzato il legame; infatti il Gip Alfonso Barbarano, presidente della quinta corte d’Assise che sta seguendo il processo, è stato minacciato da ignoti ricevendo due pallottole via posta con la dicitura “queste sono per te e gli altri”, ed il cantante partenopeo Giancarlo Tommasone ha denunciato di esser stato minacciato di morte, sotto casa sua, dopo aver pubblicato in rete una canzone dedicata alla piccola Fortuna.
Info e prenotazioni: 342 1785 930 – 081 1875 2126 – tram.biglietteria@teatrotram.it – www.teatrotram.it

 

MIDNIGHT IN PARIS - Maria Angela Robustelli (ph Andrea Falasconi)Midnight in Paris
Adattmento e regia: Maria e Valeria Tavassi
Quando: dal 17 al 20 Maggio
Luogo: Teatro La Giostra
Orario: ore 20:45
Interpreti: Marianna Robustelli, Andrea Narciso, Peppe Villa, Rossana Cifariello, Angela Rosa D’Auria, Luca Narciso, Rossella Amato, Michele Capone, Gianluca D’Agostino, Maria Angela Robustelli, Tiziana D’Angelo, Marco Aspride, Stefano Pascucci, affiancati dai danzatori Giorgia Di Razza, Marco Lombardi, Benedetta Rupe, Alessia Vanacore
Note: “Non riesco a finire il libro. Non riesco. Me ne sto davanti a questa maledetta scrivania tutto il giorno, dalla mattina alla sera, e devo solo mettere giù una cosa, forse una frase soltanto, o forse di più, non lo so, ma non ce la faccio”.
Questo affermava Hemingway a proposito del suo libro “Festa mobile”, rimasto incompleto, nel quale lo scrittore surrealista inneggia al “vivere da scrittori” nel periodo trascorso nella piovosa Parigi degli anni ‘20.
A Gil Pender, protagonista della storia di Midnight in Paris, accade, più o meno, lo stesso. E’ uno sceneggiatore di successo di Hollywood che, stanco di sentirsi uno “scribacchino”, si cimenta nella stesura di un vero romanzo.  La sua opera è, in realtà, quasi completa, ma gli manca l’ispirazione finale per poterlo completare degnamente.
L’idea di un passato mai vissuto, che tale rimarrà, da lui considerato come “epoca d’oro” nella quale vivere finalmente felice, non gli permette di comprendere che, in realtà, le sue insoddisfazioni riguardano il presente. Dove trovare questa vena artistica se non tra i Boulevard di Parigi?
Perdendosi, così, in magiche e oniriche trasposizioni d’epoca, scandite dai rintocchi della mezzanotte in compagnia di Hemingway, Fitzgerald, Picasso, Gertrude Stein, Buñuel e la seducente Adriana, Gil pensa di aver trovato finalmente la sua dimensione, rifugiandosi in un’epoca, a suo dire, perfetta.
Sarà l’amara e inaspettata delusione a condurre Gil finalmente sulla giusta via, così da poter prendere atto che l’importanza nella vita è capire il presente, l’unica epoca in cui potremo mai esistere.
Info e prenotazioni: 3492187511 | 3488100587 | lagiostrateatro@gmail.com

 

IMG 1Homologia
Di: Rocco Manfredi, Riccardo Reina, Alessandra Ventrella
Quando: 18 Maggio
Luogo: Auditorium Centro Sociale (Salerno zona Pastena)
Orario: ore 21:00
Interpreti: Rocco Manfredi, Francesco Napoli
Regia: Alessandra Ventrella
Note: “Homologia” racconta la solitudine di un anziano in un paesaggio metropolitano, osservato con poesia e trasfigurazione onirica. È una visione telescopica che procede dall’uomo in direzione dell’uomo, tentandone una visione dettagliata. Uno “studio sull’uomo” e su ciò che si ripete, ogni giorno, identico a se stesso senza che ce ne accorgiamo.
In scena un anziano personaggio, solo, in un perenne dormiveglia che lo fa procedere per inerzia in un congegno meccanico che sembra non potersi arrestare. L’uomo si trascina nei corridoi della sua casa vuota per ritornare sempre sulla stessa poltrona. Gli unici contatti con il mondo esterno sono le parole della televisione e gli inserti dei giornali. Per lui non è un giorno come tutti gli altri, anche se non se ne ricorda. Un’altra immagine di se stesso sembra prendere vita e risvegliare il suo corpo intorpidito. La luce irrompe, le ombre si moltiplicano, i confini tra realtà e immaginazione si fanno sempre più labili.
Nutrito di legami con le arti visive e il teatro di figura, “Homologia” è uno spettacolo che catapulta lo spettatore in una situazione emotiva e ipnotica, tale da far esperire un viaggio interiore, negli strati più profondi e arcaici dell’essere. Segnalato al Premio Scenario 2015 e finalista In-Box 2017, e già applaudito nel 2016 durante la prima edizione della stagione Mutaverso Teatro, torna a gran richiesta a Salerno, con la seguente motivazione del direttore artistico Vincenzo Albano: «Dopo aver ospitato a febbraio la prima regionale di “Victor”, mi è sembrato opportuno, quasi naturale, accogliere nuovamente “Homologia”, spettacolo molto gradito al pubblico salernitano, che infatti me lo ha richiesto; mi piace l’idea di aver dedicato a DispensaBarzotti, compagnia giovanissima e promettente, una sorta di retrospettiva all’interno di Mutaverso Teatro, stagione che da tre anni diffonde cultura promuovendo sul territorio campano la conoscenza delle principali realtà teatrali e performative emergenti, e non solo emergenti, a livello nazionale».
Info e prenotazioni: info@erreteatro.it | 329 4022021 | 348 0741007

 

3some3SOME
Quando: 18 maggio
Luogo: Teatro Trama – Trentatram Festival
Orario: 21
Drammaturgia e regia Tommaso Fermariello
Interpreti: Gianluca Bozzale, Tommaso Fermariello, Sofia Pauly
Trama: Il binomio amore – morte porta con sé un’epicità unica, la testa subito si riempie di immagini eroiche, drammatiche, un masso in caduta che inevitabilmente finirà per schiantarsi. Ma se in questo binomio si inserisce la Malattia? Se i protagonisti sono due semplici ragazzi innamorati, maldestri e avventati come tutti gli amanti? Se una comunissima storia d’amore si trasforma in un menage à trois con il cancro? Ad ammalarsi di cancro è Diego, uno youtuber narciso e sicuro di sé. Il suo ragazzo Pier, sensibile e con un romanticismo d’altri tempi, dovrà trovare il modo di stargli accanto. Proprio quando la Malattia compare nelle loro vite, una ragazza bella, magra, cinica si insinua nel loro rapporto.
Info e prenotazioni: 342 1785 930 – 081 1875 2126 – tram.biglietteria@teatrotram.it – www.teatrotram.it

 

 

Icaro vivo sera select 22 copiaIcaro vivo
Diretto e creato da: Vincenzo Maria Lettica
Quando: 18 Maggio
Luogo: Sala Ichòs
Orario: ore 21:00
Interpreti: Carmen Annibale, Marco Di Prima, Viola Forestiero e Vincenzo Maria Lettica
Note: Una performance di teatro visivo, di parola e musicale come d’abitudine di Vincenzo Maria Lettica e dell’omonima compagnia. Il teatro dei segni di origine orientale incastrato nel racconto musicale e influenzato nel contenuto dalle drammaturgie contemporanee. Una ricerca sulla bioritmica naturale nel tentativo d’innovarne le forme espressive: il video, la danza, il canto e la parola come strumenti gestuali significanti di passione, emozione, delirio e consapevolezza.
La musica e la canzone come testo narrativo nell’esplicazione delle immagini in scena.
Icaro: ingenuo e temerario volante, come Chisciotte: illuso e maldestro guerriero, come Fracassa: nobile e disgraziato guitto; come Achab: perduto e disperato capitano; anche il teatrante attratto dalla luce del sole, s’invola verso di esso confuso dalla politica, verso il sole ingannatore che ne scioglierà le ali facendolo precipitare nella verità.
Sceglie Icaro di volare, restare in alto, raggiungere il sole magari, senza scendere sulla terra che vede sempre più insulsa; imbrogliata da politici mestieranti; inquinata da sconsiderati mafiosi; ingannata dalle parole che giungono dai pulpiti mediatici dei falsi maestri; rimbombata da canzoni ipocrite, dilaniata da fanatici religiosi e raccontata da scritti opportunistici.
“Icaro vivo” nasce da un dolore e come spesso accade nell’arte teatrale, il percorso artistico accompagna l’elaborazione del disagio nella catarsi in termini di purificazione. Un viaggio di verità alla ricerca della bellezza. Un lavoro sull’inganno perpetuato ai danni dell’uomo dalle mafie, dal potere, dall’ingiustizia, dal disamore, dall’ipocrisia della fede e dalla cattiva politica.
Info e prenotazioni: 335 765 2524 | 335 7675 152 | 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

 

L'Acropoli, la Selva e le LuccioleL’Acropoli, la Selva e le Lucciole
Quando: 18 maggio
Luogo: Foresta Regionale di Cuma
Orario: 19
Trama: Si parte il 18 maggio con L’Acropoli, la Selva e le Lucciole, passeggiata lungo il Tempio di Iside, il Faro Romano ed il sentiero delle Dune, spettacolo teatrale itineranteed apericena sostenibile (facoltativa) nella Foresta Regionale di Cuma, in collaborazione con Gente Green, WWF, L’Orto Consapevole, Regione Campania, Direzione Foresta Regionale Cuma, Comitato Bosco e la Duna.
Lo spettacolo trae origine dalla nostalgia del mito e dall’alternanza tra sole e luna ed è ispirato ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Adattamento e regia: Guido Liotti, con Roberto Cervone, Guido Liotti, Nunzia Loffredo, Anna Ragucci, Daniela Caporale, Marta Michetti (danza) e Livia Bertè (danza, canto e flauto), Serena Esse (trapezio), Davide Carnevale di LEAF (animazione dionisiaca).
L’apericena sostenibile con prodotti a km zero è in collaborazione con l’associazione L’Orto Consapevole e la dott.ssa Patrizia Isita (biologa nutrizionista).
L’appuntamento è alla Stazione Centro visite di Cuma alle 19.00.
Info e prenotazioni: 391 41 43 578 – 392 68 66 064 – losguardochetrasforma@gmail.com – info@losguardochetrasforma.org

 

museo della follia 1Insania – la follia dentro
Scritto e diretto da: Febo Quercia
Quando: 18 e 19 Maggio
Luogo: Museo della Follia – Pietrasanta
Orario: venerdì ore 21:00, 22:00 e 23:00; sabato ore 21:30, 22:30 e 23:30
Interpreti: Raffaele Ausiello, Mario Di Fonzo, Roberta Frascati
Note: La visita teatralizzata si configura come un percorso virtuale nella testa di un malato mentale, mettendone in mostra i ricordi, le manie, ma anche paure e consapevolezze, lasciando ampio spazio alla visione critica personale del viaggiatore. Il percorso teatralizzato realizza un vero e proprio viaggio nel tempo e nelle opere, che mostrano come la considerazione di questa condizione si sia modificata nel tempo.
Oggi per follia si intende la mancanza di adattamento di un soggetto nei confronti della società, questa definizione è però qualcosa di estremamente moderno, nata negli ultimi decenni. In epoca antica era legata al mondo sacro e il folle era considerato il mezzo attraverso cui il divino comunicava con gli uomini. Nel Medioevo, il folle diventa manifestazione del demonio e la follia viene concepita come male fisico. Questo spesso, comportava la vera e propria eliminazione fisica del folle. Nel Rinascimento, si ritorna ad una considerazione positiva, però non sempre rispettata e molti folli vennero sepolti vivi all’interno di carceri per mancanza di strutture. Nel tempo cambiano le modalità di cura, anche in base alle aree geografiche: in Francia, ad esempio, viene introdotta per la prima volta la camicia di forza in sostituzione delle catene e teorizzata la possibilità di uscita per guarigione; mentre in Inghilterra si teorizza l’uso della religione a scopo di cura. Con l’Ottocento e con la diffusione delle teorie positiviste, il folle viene considerato come una “macchina rotta”, cioè lesionata nel cervello.
É l’arte a gettare una luce diversa sul mondo della follia, nei secoli gli artisti hanno fatto non solo delle loro opere un mezzo per poter raccontare questa specie di male in modo oggettivo o con finalità di denuncia sociale, ma hanno anche rappresentato la loro follia interiore come se l’opera fosse uno specchio sulla mente dell’artista/folle. NarteA accompagna il pubblico in un viaggio particolare all’interno del Museo allestito alla Pietrasanta, dove ogni sala rappresenta uno degli elementi di questa complessa condizione e ogni quadro conduce in prossimità di una sua particolare visione: da La strega di Cammarano, che rimanda al mondo dell’occulto ma anche ai luoghi più oscuri della psiche umana al Ritratto di bambino di Vincenzo Gemito, artista per il quale i folli del nucleo antico della città di Napoli sono compagni di viaggio della sua produzione artistica, che non solo racconta la follia, ma ne è condizionato in prima persona, giungendo fino a Goya, per il quale è l’arte a rendere folli, a causa dell’uso dei colori, che spesso intossicavano gli artisti fino a squilibrarne la psiche.
Lo speciale tóur fa interagire lo spettacolo con le opere d’arte e la spiegazione della guida ed è concepito come un’esperienza sensoriale, che vuole rendere al fruitore la consapevolezza che in fondo la follia ci appartiene esattamente come la ragione.
Info e prenotazioni: 339 7020849 | 333 3152415

 

Il ritorno del Mammasantissima3Il ritorno del Mammasantissima 
un progetto di: Luciano Saltarelli
Quando: 18 e 19 Maggio
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00
Interpreti: Carlo Geltrude, Ilaria Di Vicino, Arianna Cozzi, Ciro Burzo, Vincenzo Antonucci, Simone Fiorillo, Mara Dattilo, Davide Meraviglia, Roberta D’angelo, Antonio Orefice, Danilo Avella, Enrico Pacini, Antonio della Croce, Abele Fernanda Pinto, Mario Ascione, Josy Monaco, Antonio Somma, Giada Casolla, Alessia Santalucia, Gianluca Vesce
Note: Il testo dello spettacolo prende spunto dal film Il Mammasantissima, diretto da Alfonso Brescia, nel 1979, con protagonista Mario Merola che interpretava un capo-rione molto amato dalla gente, perché amministrava il quartiere secondo il suo codice morale, dalla parte dei deboli e contro i prepotenti. Nella libera trasposizione teatrale della pellicola cinematografica, effettuata dal regista Luciano Saltarelli, i nomi dei personaggi sono stati cambiati, sostituendoli con altri che hanno riferimenti alla nomenclatura cristiana o pagana popolare.
Sullo sfondo, la città di Napoli in cui fermenta e spadroneggia il contrabbando di sigarette di cui il Mammasantissima è figura di spicco. Oltre al commercio illecito, Don Salvatore (detto il Mammasantissima per la sua autorevolezza e per l’ indiscusso carisma) si dedica alla difesa dei deboli, vessati da delinquenti senza scrupoli, tra cui un avvocato e un usuraio. Quest’ultimo, per vendicarsi delle intromissioni di Don Salvatore nei suoi loschi affari, violenterà la figlia del Mammasantissima, aiutato dal perfido avvocato. Un atto imperdonabile che scatenerà l’ira di Don Salvatore, il quale verrà meno alle proprie regole morali, uccidendo i responsabili del crimine.
A quarant’anni dall’uscita del film e a un secolo dalla nascita della sceneggiata napoletana (il genere teatrale di riferimento del Il Mammasantissima e di tante altre pellicole dell’epoca), le considerazioni sugli eventi e sul comportamento morale dei protagonisti cedono il passo a uno sguardo più benevolo, iconico e quasi astratto, che intravede, in tali personaggi, figure mitiche, ingessate nella propria espressività, al pari dei pupi siciliani o di maschere tribali.
Info e prenotazioni: 3396666426 | info@nuovoteatrosanita.it

 

imbroglietto tramL’imbroglietto
Quando: 19 maggio
Luogo: Teatro Trama – Trentatram Festival
Orario: 21
Drammaturgia e regia Niccolò Matcovich
Interpreti: Livia Antonelli, Valerio Puppo, un MacBook Pro
Trama: Ispirati dal genio di Karl Valentin e Liesl Karlstadt, Karl e Stadt prendono vita come due “buffi” con sembianze di clown. Il loro obiettivo? Entrare a Teatro, chi per vedere uno spettacolo, chi per mangiarsi una poltrona. Ma per farlo bisogna superare un grande ostacolo: la bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook.
L’imbroglietto è un divertissement che strizza l’occhio al Kabarett del primo ‘900 e guarda oltre: reinventa una lingua, crea una precisa partitura di movimenti e azioni, parte da uno sketch iniziale per dar vita al fantasmagorico turbinio di variazioni. Viaggerete dunque all’indietro, poi a velocità supersonica; ascolterete canzoni tedesche del secondo dopoguerra per poi catapultarvi in un giappone rivisitato che strizza l’occhio al Teatro Kabuki; da qui, una capriola nei secoli passati, al Medioevo monicelliano dell’armata Brancaleone per poi, con un triplo salto mortale, volare nell’iperspazio di Star wars a suon di duelli con le spade laser. Alla fine di tutto, traccerete una linea del tempo, che dalle amebe del protozoico vi porterà fino all’ultimo tassello dell’evoluzione: il clown. Passando prima per i dinosauri, le scimmie e l’homo sapiens. Riuscirete a chiudere il cerchio consigliando alla malefica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook altre variazioni possibili? Noi siamo pronti a leggerle e lavorarle per le repliche future!
Karl e Stadt rappresentano la coppia, archetipo teatrale, ma allo stesso tempo rispecchiano l’animo “tingeltangeliano” di Karl Valentin e la compagna Liesl Karlstadt, in un gioco semplice e dialettico dai toni surreali. In questo ci atteniamo fedelmente alla dedica testuale e i due attori saranno un ragazzo e una ragazza, il cui sesso è tuttavia celato, ibrido, a rimarcare il rapporto surreale e l’indefinitezza dell’animo umano. La bigliettaia, terzo personaggio del testo, è invece affidata ad una macchina, un computer da cui “emaneranno” le battute, simbolo della disumanizzazione e macchinosità del marchingegno istituzionale, amministrativo e burocratico. Non c’è dialogo con il robot, ma la possibilità della beffa, a due ceffi così, non la toglie nessuno.
Info e prenotazioni: 342 1785 930 – 081 1875 2126 – tram.biglietteria@teatrotram.it – www.teatrotram.it

 

TAVDesmontando bonecas quebradas
Quando: 19 Maggio
Luogo: Teatro TAV (Frattamaggiore)
Orario: ore 20:00
Interpreti: Luciana Mitkiewicz
Note: Lo spettacolo, in lingua originale con sovratitoli in italiano, nasce dalla collaborazione tra Cantiere Giovani e Brasilidade – Pais com filhos bilingues, con il contributo della Città Metropolitana di Napoli ed il patrocinio del Consolato Generale del Brasile a Roma e del Consolato Onorario del Brasile di Napoli.
Smontando bambole rotte è un monologo che parte dal caso emblematico di Ciudad Juarez, in Messico, per trattare il tema del femminicidio in America Latina. Attraverso una intensa performance Luciana Mitkiewicz, l’attrice brasiliana ideatrice del progetto, porta in scena il dramma del paese centroamericano: dal 1990, 2.000 donne sono state uccise e 4.000 sono scomparse a Ciudad Juarez, al confine con El Paso, Texas. Un tessuto che intreccia il femminismo, il capitalismo transnazionale e il conservatorismo machista al confine con il più grande consumatore di droga al mondo: gli Stati Uniti.
Intreccio tra il poetico e il documentario con momenti di allusione alla tipica oratorio del coro greco, il dramma mette in luce la storia di omicidi di Juarez e la continuità di questi crimini ai giorni nostri: le giovani assassinate sono pezzi di un ingranaggio più ampio e perverso. Forza lavoro a basso costo, diventano oggetti di piacere sadico e lotta di potere tra trafficanti di droga e uomini d’affari locali. L’impunità si fonda sulla complicità di una polizia e un governo corrotti, che trovano di volta in volta colpevoli di facciata, nel tentativo di mascherare l’identità dei veri assassini e declassare questi crimini nella “violenza domestica”.
Ma il femminicidio di Ciudad Juarez è di un’altra natura, ancora più crudele, perversa e, quindi, esemplare.
Info e prenotazioni: 3348264497

 

Inferno Dante 2-3L’Inferno di Dante
Quando: 19 maggio
Luogo: Il Museo del Sottosuolo
Orario: 20:30
Interpreti: Monica Caruso; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Maria Giusy Bucciante; Erika Capezzuto; Maria Rosaria Iovine; Susy Marino; Salvatore De Luca; Diletta Acanfora; Vincenzo Ciccarelli; Il Genere Umano
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Trama: Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice indimenticabile. L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale.
Per la replica di sabato 19 maggio, il titolare del “Caupona”, Francesco di Martino, insieme al suo chef Enrico Ruggiero, presenteranno una degustazione a buffet dei piatti degli antichi Romani. Il menu spazierà tra assaggi di Epitetium di olive al filetto di Sergio Orata, assaggi di Libum di catone, pane al Garum e molto altro ancora, il tutto accompagnato dal Mulsum, vino degli antichi romani con miele, alloro, pepe e zenzero.
Di “Caupona”, che in latino significa ‘osteria’, nell’antica Pompei ne esistevano circa 89, la più famosa era quella di Lucio Vetuzio Placido in Via dell’Abbondanza. Ora come allora, “Caupona” permette di mangiare in piatti in terracotta, versare vino con anfore e bere nei calici, vestirsi con gli abiti dell’epoca, tutto come nell’antica Pompei, ma offre anche una cucina gourmet, creativa, dinamica, adoperando prodotti locali sapientemente mescolati ai gusti contemporanei. Il ristorante si trova a pochi passi dagli Scavi di Pompei, in via Masseria Curato, 2.
Come ogni fine settimana, sabato e domenica torna al Museo del Sottosuolo di Napoli la visita guidata dal Munaciello, prodotta dalla Tappeto Volante.
Info e prenotazioni: 0818631581 – 3391888611 – www.tappetovolante.org

 

locandina io sono claudiaIo sono Claudia – 13 11 15
Scritto e diretto da: Eduardo Cocciardo
Quando: 19 Maggio
Luogo: Teatro Sancarluccio
Orario: ore 21:00
Interpreti: Eduardo Cocciardo, Anna Monti e Salvio Di Massa
Note: Il 13 novembre del 2015 l’attentato al Bataclan di Parigi presentò una nuova immagine, se possibile la più terrificante, della follia terrorista. Dopo Un giorno all’improvviso, il nuovo progetto drammaturgico di Eduardo Cocciardo offre un racconto travolgente sul sogno di redenzione che l’uomo si porta dietro da sempre.
In una piccola stazione di periferia – un luogo reale, e allo stesso tempo indefinitamente simbolico – si incontrano per caso un uomo in crisi esistenziale e una giovanissima donna sopravvissuta agli attentati che hanno sconvolto la capitale francese.
Un dialogo crudo, netto, di taglio quasi cinematografico. Parte dall’assoluta casualità di un incontro che sembra essere anche quello fra due generazioni separate da un ventennio di illusioni infrante, e che va man mano immergendosi nel cuore dei due personaggi, e nell’evocazione delle tragedie dalle quali provengono: la prima, quella di Claudia, pubblica e spaventosa, si porta dietro lo spettro del terrorismo islamico, l’altra, quella di Lorenzo, più privata, intima, sintetico contenitore dei drammi individuali della nostra epoca disincantata, sorretta dalla pura apparenza.
Con lucida determinazione, Lorenzo spiegherà a Claudia cosa lo stia spingendo all’idea del suicidio, mentre la ragazza, arricchita da un’esperienza che non avrebbe mai pensato di vivere, proverà a dissuaderlo con intelligente e matura cautela. Quando la ragazza sembra essere vicina allo scopo, l’arrivo di un terzo, grottesco personaggio, farà improvvisamente saltare tutto, e i due dovranno provare a vincere la battaglia più difficile, quella con la morte, venuta a ritirare il suo agognato premio”.
Info e prenotazioni: 0814104467 | nuovoteatrosancarluccio.it

 

Promo 1La più meglio gioventù
Di e con: Francesco Montanari e Alessandro Bardani
Quando: 19 Maggio
Luogo: Teatro NEST
Orario: ore 21:00
Note: Un reading d’effetto interpretato dallo stesso Montanari e dall’attore e regista Alessandro Bardani. Rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani e Montanari, con uno stile che si ispira a film come “Clerks” e “Coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber. Non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“La meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).
Francesco e Alessandro nei panni di loro stessi, si ritrovano a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, parlando apertamente a ruota libera, con un’unica convinzione: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”. In un’atmosfera che vede mischiare sacro e profano. Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading.
Montanari e Bardani sono alla loro ennesima collaborazione. Hanno già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica.it “Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio”, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Girgio Gaber “Grazie ancora Signor Gaber”, nello spettacolo teatrale campione di incassi “Il più bel secolo della mia vita”, con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli e presentato il programma estivo “Happy Hour” su Radio 2.
Info e prenotazioni: 3208681011 | info.teatronest@gmail.com

 

Rock Oedipus Ph F.Tenuta 2Rock Oedipus
Quando: 19 maggio
Luogo: Nostos Teatro
Orario: 21
Scritto, diretto e interpretato: Manolo Muoio
Trama: Edipo è il front-man, il re-guaritore, il re-sciamano. Testimonia di altre relazioni con le donne, coi bambini, con gli animali. Perché è egli stesso continuamente preso in infiniti “divenire-donna, divenire-bambino, divenire-animale”. È l’attorice o l’attricere in transito perenne tra illusione e realtà.
Abita qui un deposito perduto di testi, memorie e oggetti-feticcio precipitato in un “piccolo-privato-perverso” immaginario rock.
Un pugno di oscure e affilate tracce psichedeliche scaturisce live dalla Stratocaster di Luca Pietramala, accompagnando Manolo Muoio in un viaggio alla deriva fra teatro, rock e performance. L’ombra di Doors, Stooges e Velvet Underground affiora attraverso la musica, coesistendo sulla scena nuda con Eschilo e Sofocle, fra molteplici rimandi iconografici, suggestioni emozionali, brandelli di memoria.
La tragedia greca rinasce dallo spirito del rock.
Info e Prenotazioni: info@nostosteatro.it – 081 19 169 357 – 389 24 714 39

 

destinazione notaDestinazione nota
Quando: 20 maggio
Luogo: Teatro Trama – Trentatram Festival
Orario: 18
Drammaturgia e regia Noemi Giulia Fabiano
Trama: Pronti ad affrontare un viaggio inatteso alla scoperta della musica? Tranquilli, nessun bagaglio da preparare: basta uno smartphone, una connessione 4G ed il gioco è fatto. Laura, liceale arguta e piena di energia vi accompagnerà in un bizzarro viaggio nel tempo in seguito al download di un’ equivoca applicazione! Dopo essersi ritrovata nel bel mezzo di un’esibizione di Bessie Smith, Laura tenterà di tornare nel 2018 dribblando situazioni incresciose, scambi di persone e infrangendo cuori al suo passaggio. Il suo smartphone la condurrà negli anni ‘50, sotto un juke box, piombando al centro di un acceso dibattito sull’importanza del due pezzi in spiaggia e, ancora, nel 1980 tra le musicassette di Cindy Lauper nel pieno di una festicciola casalinga dove, al centro della pista da ballo, ci sono genitori pre adolescenti intenti in corteggiamenti alle prime armi. L’ultima tappa, la più importante del viaggio, non la sveliamo, non è ancora nota (in questo modo, se non dovesse piacervi, potremmo provare a cambiarla in corso.. d’opera!).
Info e prenotazioni: 342 1785 930 – 081 1875 2126 – tram.biglietteria@teatrotram.it – www.teatrotram.it

 

La Traviata_phFSqueglia_9220La Traviata
Quando: dal 20 maggio al 20 giugno
Luogo: Teatro San Carlo
Orario: Domenica 20 Maggio 2018, ore 19.00, Martedì 22 Maggio 2018, ore 20.00, Mercoledì 23 Maggio 2018, ore 18.00, Martedì 29 Maggio 2018, ore 20.00, Mercoledì 30 Maggio 2018, ore 20.00, Giovedì 31 Maggio 2018, ore 18.00, Venerdì 1 Giugno 2018, (doppio spettacolo) ore 16.00 / ore 20.00, Domenica 3 Giugno 2018, ore 17.00, Martedì 5 Giugno 2018, ore 20.00, Mercoledì 6 Giugno 2018, ore 18.00, Domenica 10 Giugno 2018, ore 17.00, Martedì 12 Giugno 2018, ore 18.00, Mercoledì 13 Giugno 2018, ore 18.00, Venerdì 15 Giugno 2018, ore 19.00, Sabato 16 Giugno 2018, ore 18.00, Domenica 17 Giugno 2018, ore 17.00, Martedì 19 Giugno 2018, ore 20.00, Mercoledì 20 Giugno 2018, ore 18.00
Regia: Lorenzo Amato
Trama: Torna a grande richiesta il nuovo allestimento del Teatro di San Carlo della Traviata per la regia di Lorenzo Amato, diretta da Jordi Bernàcer e Maurizio Agostini e in scena per un mese, ovvero da domenica 20 maggio a mercoledì 20 giugno.
Una Traviata che ha fatto parlare molto di sé, perché, oltre all’originalità della chiave di lettura adottata dal regista, ha una messa in scena che richiama direttamente la più alta tradizione pittorica ottocentesca. Infatti le scene di Ezio Frigerio sono interamente dipinte a mano, realizzate dai Laboratori artistici del Teatro San Carlo. Nessuna costruzione o derivazione da fonti digitali, solo altissimo artigianato dove il confine con l’arte è assai labile.
Ci racconta Frigerio: “Abbiamo voluto riprodurre uno spettacolo senza artifici avveniristici, senza proiezioni, scegliendo una scenografia dove tutto è affidato alle mani leggere ed eleganti di alcuni artisti, che non vedremo in palcoscenico ma che appassionatamente lavorano nei laboratori del San Carlo.  Senza di loro lo spettacolo sarebbe stato impossibile. La modernità sta solo nel semplice marchingegno della “pioggia”. Vera, di vera acqua che costantemente cade dovunque velando di malinconia l’atmosfera e segnando col suo fluire lento il trascorrere di questo dramma”.
Una presenza d’eccezione sarà quella di Leo Nucci (nel ruolo di Giorgio Germont nelle recite del 29 e 31 maggio), in un cast che vedrà alternarsi innumerevoli interpreti, tutti di grandissimo calibro. Nel ruolo di Violetta Valéry saranno impegnate Nino Machaidze (20, 23, 29, 31, 5) / Aleksandra Kubas-Kruk (22, 1 ore 20.00, 3, 17, 20) / Hye Myung Kang (30, 1 ore 16 e 6) / Maria Grazia Schiavo (10, 12 e 16) / Claudia Pavone (13, 15 e 19). Alfredo Germont avrà i volti e le voci di Celso Albelo (20, 22) / Francesco Demuro (23, 29, 31, 1 ore 20.00, 5, 10, 12, 15, 17 e 20) / Alessandro Scotto Di Luzio (30, 1 ore 16, 3, 6, 13, 16 e 19), e Giorgio, oltre al già citato Leo Nucci quelle di Fabian Veloz (20, 22, 23, 3, 5, 6) / Stefano Meo (1 ore 16.00 ) / Domenico Balzani (30, 1 giugno ore 20 e 6) / Amartuvshin Enkhbat (10, 12, 13, 15, 16, 17, 19 e 20).
Tutta incentrata sull’irreparabile fuga del tempo e sulla sofferenza, fisica e morale di Violetta, è la regia di Lorenzo Amato che afferma: “Concepire e mettere in scena La traviata non è stato un lavoro preparato a tavolino con lucida razionalità, piuttosto una riflessione sulla malattia, il tempo che scorre via inesorabile, l’amore, la violenza delle convenzioni sociali, l’ipocrisia, il sacrificio e infine la morte. Al centro dello spazio scenico, su un fondale trasparente come un vetro, la pioggia scorre implacabilmente per l’intera durata dello spettacolo, filtrando la visione delle grandi tele pittoriche che descrivono gli ambienti.  Un elemento che potrebbe essere visto come semplice metafora di una Parigi grigia, fredda e piovosa, ma che per me rappresenta molto di più: straniamento, allusione, stato d’animo, dolore, fino a quell’offuscamento della vista che le malattie particolarmente debilitanti provocano in ciascuno di noi”.
Info: http://www.teatrosancarlo.it/

 

01_UV_InSpite©DannyWillemsIn Spite of Wishing and Wanting
Quando: 20 Maggio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: ore 20:00
Musiche originali: David Byrne; Fuzzy freaky remix DJ Food
Regia, coreografia, scenografia: Wim Vandekeybus
Interpreti: Rob Hayden, Eddie Oroyan, Yassin Mrabtifi, Guilhem Chatir, Grégoire Malandain, Luke Jessop,Luke Murphy, Flavio D’Andrea, Knut Vikström Precht, Cheng-An Wu, Baldo Ruiz
Note: L’applauditissima compagnia di danza Ultima Vez chiude il suo tour mondiale al teatro Bellini di Napoli con il suo lavoro più apprezzato e premiato della storia. In Spite of Wishing and Wanting è la psichedelica creazione del regista e coreografo fiammingo Wim Vandekeybus, uno spettacolo che mescola musica, danza, cinema, teatro. Assolutamente avanguardista ed eclettico, In Spite of Wishing and Wanting debutta nel 1999, sconvolgendo pubblico e critica. Uno spettacolo lontano dai consueti racconti di chimica tra i sessi o di attrazione e repulsione tra uomo e donna che invece porta in scena i desideri primordiali di un gruppo di soli uomini: ferocia, ingenuità, goliardia, bestialità
Ripreso nel 2016, con un cast completamente nuovo per celebrare i trent’anni di attività della compagnia, questo lavoro tocca i palcoscenici di tutto il mondo raggiungendo traguardi di pubblico inimmaginabili. Finalmente a Napoli gli 14 danzatori, tutti uomini, portano in scena uno spettacolo unico dove la danza sublime e poetica diventa un attimo dopo bestiale e primitiva e dove recitazione e proiezioni procedono in simbiosi con la colonna sonora di David Byrne, fondatore e leader del gruppo new wave dei Talking Heads. Tra monologhi sulla paura, sul desiderio di sicurezza e sulla magia del sonno la compagnia Ultima Vez rimane fedele al suo ideale di movimento: tensione, conflitto, corpo contro mente, rischi e impulsi, fisicità, passione, intuizione, istinto. Elementi essenziali che in ciascun lavoro assumono forme completamente diverse e inaspettate; una varietà che è resa possibile dalla collaborazione tra ballerini, circensi, attori, musicisti e altri artisti provenienti dalle più diverse discipline. E ancora, fondamentali per la creazione delle musiche e dei suoni sono state le sinergie con compositori e musicisti del calibro di Peter Vermeersch, Thierry De Mey, David Byrne, Marc Ribot, Eavesdropper, David Eugene Edwards, Daan, Arno, Charo Calvo, Mauro Pawlowski, Roland Van Campenhout e Elko Blijweert in una modalità di lavoro particolarissima: gli autori delle musiche scrivono le loro composizioni durante la fase delle prove mentre è in atto la costruzione dello spettacolo per far sì che coreografie e musica si sviluppino sempre in maniera assolutamente simbiotica.
Info e prenotazioni: 0815499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

A. Memetaj_Ph Cesare AbbateAlbania casa mia
Di: Aleksandros Memetaj
Regia: Giampiero Rappa
Quando: 21 maggio
Luogo: casa privata a Napoli per “Il Teatro Cerca Casa”
Orario: 18
Interpreti: Aleksandros Memetaj
Sinossi: 25 febbraio 1991: nell’Albania di quegli anni vige uno Stato in cui il regime comunista è collassato e il malcontento del popolo si traduce in manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, dopo quarantacinque anni di limitazioni e controlli, per primo quello di Brindisi. Proprio a Brindisi, sbarca il trentenne Alexander Toto, scappato da Valona a bordo del peschereccio Miredita (“Buongiorno” in albanese), cui si accompagna un bambino di soli 6 mesi, Aleksandros Memetaj, appunto. Aleksandros racconta le sue esperienze italiane, da cittadino italiano tra gli italiani, da bambino tra i bambini, ma sempre da diverso tra gli uguali. Episodi di razzismo e bullismo, infatti, accompagnano interamente la sua crescita e il suo ambientarsi a Fiesso D’Artico, un piccolo paese di settemila anime tra Padova e Venezia. Racconto delle vicende di due personaggi inizialmente distinti, Alexander e Aleksandros, padre e figlio, Albania casa mia è la narrazione di una vicenda universale cadenzata dagli sforzi economici per la partenza, le difficoltà e la paura del viaggio, le umiliazioni e la stanchezza all’arrivo sofferta da entrambi i protagonisti, che amano la propria terra ma al contempo la odiano e per questo ripongono le loro speranze nella nuova patria, non senza patire il sentimento, forte, della lontananza.
Info e prenotazioni: 3343347090 | 3470963808 | 081 5782460| www.ilteatrocercacasa.it

 

32430274_10216346974250438_2809229956742119424_nL’orso (bi)polare
Autori: fiscariello&lombardi
Quando: 21 Maggio
Luogo: Teatro La Giostra
Orario: ore 20:30
Interpreti: Antonio Clemente (D), Aurelio De Matteis (M), Valerio Lombardi (l’Orso), Giustina Raffone (S), Margherita Romeo (C)
Regia: Giuseppe Fiscariello
Note: Il testo racconta una malattia, vista dal punto di vista del cervello del malato. L’Orso, il protagonista della nostra storia, è una persona affetta da disturbo bipolare, ma non racconta la sua vicenda e il suo quotidiano rapporto con la malattia, bensì vuole spiegare come funziona in realtà il cervello di una persona affetta da tale patologia. Infatti L’orso non è in scena con altri personaggi “reali”, ma con le proiezione dei suoi atteggiamenti auto consolatori: D, S, C e M. Quali sono i processi mentali che bisogna costruire artificialmente, le influenze delle medicine e gli effetti dei tipici atteggiamenti auto consolatori le cui conseguenze spesso possono essere devastanti (ad esempio, le programmazioni suicidarie)? Realizzato con il contributo di un paziente affetto da disturbo bipolare la pièce vuole innanzitutto rappresentare la malattia senza tragicisimi e anormalità, vuole sfatare alcuni tipici luoghi comuni che riguardano tale patologia, come le personalità multiple o la schizofrenia, successivamente come chi è affetto da tale patologia possa condurre una vita assolutamente normale, e non rimbalzare da TSO in TSO, come vuole spesso lo stereotipo.
Info e prenotazioni: 3492187511 | 3488100587 | lagiostrateatro@gmail.com

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