Manlio Boutique

Gli spettacoli in scena in Campania fino al 24 giugno.

di Irene Bonadies

ph_le figurine mancanti del 1978 (1)Le figurine mancanti del 1978
Ideato e diretto da: Dario Aggioli
Interpreti: Dario Aggioli e Daniele Giuliani
Quando: 20 Giugno
Luogo: Il Cortile, via Galileo Galilei 24 (Caserta)
Orario: ore 21:30
Note: Due figure raccontano due eventi all’apparenza molto distanti. Un bambino racconta i mondiali che si svolgono in Argentina. A lui interessa solo il gioco del calcio e non vede quello che c’è intorno, vuole rimanere bambino e da tale si comporta: come tutto il resto del mondo pensa solo alle partite e al momento in cui la coppa sarà levata al cielo. Un altro bambino racconta il dramma della dittatura e dei desaparecidos. Lui vede quello che c’è intorno e per questo non vuole più giocare. Come si può giocare per una nazione sconvolta dalla dittatura e desiderare di alzare la Coppa del Mondo nel proprio paese?
Info e prenotazioni:  0823 44 13 99 |info@teatrocivico14.it

 

PontrandolfoUn’antologia fatta qui
Di e con: Caterina Pontrandolfo e al pianoforte Mariano Bellopede
Quando: 20 Giugno
Luogo: Villa Pignatelli (Napoli)
Orario: ore 19:00
Note: Caterina Pontrandolfo sa usare la voce per dare vita a una mescola di passato e presente, confrontandosi con personalità femminili come Amalia Rodrigues, Um Kaltum e Concetta Barra, tra le altre. Ne nasce un viaggio che conduce a le vie dei canti.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

sotto-il-vesuvio-niente-Ph-Salvatore-Pastore-17Sotto il Vesuvio niente
un progetto di: Peppe Lanzetta e Pasquale De Cristofaro
Testi: Peppe Lanzetta
Drammaturgia, scene e regia: Pasquale De Cristofaro
Quando: 20 Giugno
Luogo: Galleria Toledo
Orario: ore 20:00
Interpreti: Romolo Bianco, Antonello De Rosa, Rosanna Di Palma, Alfonso Liguori, Maria Scorza, Luca Trezza
Note: «All’alba di un giorno che verrà, dal cratere usciranno fiori e canzoni, ginestre e mandolini rotti, anime in pena e figli di un nuovo mondo che chiedono “un posto al sole”, Napoli si scopre orfana dello “Sterminator vesevo” e deve fare i conti con quello che rimane. Muezzin arabonapoletani, girovaghi e gitani venuti da terre lontane mischiano i loro corpi e i loro odori con quello che resta della tradizione napoletana, fra cascami e cenere rinsecchita usciti come un Underworld di Don DeLillo, lacrime napulitane cantate all’incontrario, sceneggiate post-moderne e rap dell’ultima ora singhiozzano sui litorali anneriti fra Torre del Greco e Torre Annunziata… Da lontano si leva alto il sole…
In un caffè-cabaret notturno, “agli orli della vita”, tra suoni vivianei e urla mute, tra atmosfere alla Fassbinder e un Patroni Griffi d’annata, un’umanità disgraziata prova a fare i conti con se stessa e il mondo taroccato che le gira intorno. Fuori da questo limbo di “felici pochi”, i giganti, sempre pronti a distruggere ciò che è poesia, incombono minacciosi. Non c’è più tempo ed è necessario far presto. Uomini, donne, femminielli, trans e giovani sono qui in cerca del gusto della vita, una vita post-datata, una vita violenta, una vita… da vivere fino in fondo».
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Ntfi_19062018_Fuoriscena_Ph_Salvatore_PastoreFuoriscena
Di: Fortunato Calvino
Quando: 20 e 21 Giugno
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: 20 ore 21:30, 21 ore 19:00
Interpreti: Gino Rivieccio, Antonella Morea
Regia: Fortunato Calvino
Note: Gilda è stata una grande attrice ora vive di ricordi come la protagonista del film “Viale del tramonto”, Norma Desmond. Vive sola con il suo amato gatto “Amleto”, che s’intrufola un pomeriggio nell’appartamento del suo vicino gay. Gilda detesta il suo vicino, perchè gay, e grazie al gatto i due saranno costretti a parlarsi per venire subito alla conclusione che la pensano diversamente. Eppure gli eventi, gli accadimenti della vita lì porteranno a conoscersi a capire che in comune hanno molto e che Gilda un giorno potrà contare su questo uomo che si porta a casa giovani marchettari. Gilda oggi vive da sola, sconta con la solitudine il suo essere stato quando era “un’attrice famosa”, una perfida che abusava del suo ruolo per sottomettere tutti. Ha una paura; è terrorizzata che un giorno finirà in un ospizio. Il solo pensiero di questa misera fine la porta a recuperare nel tempo il rapporto con il suo vicino di casa Manuele. “Fuoriscena” di Fortunato Calvino, è una commedia dal ritmo incalzante e brillante dove i due protagonisti , si scontrano come due pugili su un ring dandosene di santa ragione con frasi feroci, taglienti come coltelli. E’ un testo sul mondo del teatro, su quella parte che lo spettatore non vede mai; il retroscena, è il fuoriscena di un mondo a volte fatto di rivalità, di gelosie e d’invidia, e di arroganza. Emerge dal testo anche il tema degli abusi, dei compromessi che a volte, si devono accettare per poter avere un ruolo: “Pessima attrice! Hai lavorato solo perché ti scopavi tutti; dal politico al regista di turno, vipera!”. Un lato oscuro circoscritto, limitato ma che esiste. “Fuoriscena” è una commedia sulla terza età, sulla paura della solitudine, sulla paura di perdere la propria indipendenza con l’avvento di una malattia invalidante. I due protagonisti sono lo specchio di una realtà. Dal testo emerge forte la voglia dei due protagonisti di essere felici. “Fuoriscena” scritta nel 2015 è una commedia sull’amicizia, e sulla solidarietà senza limiti d’età.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Muhammed-Ali-Ph-Salvatore-Pastore14Muhammad Ali 
Uno spettacolo di: Pino Carbone e Francesco Di Leva
Quando: 20 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 21:30
Regia: Pino Carbone
Interpreti: Francesco di Leva
Note: “Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida”.
In questo progetto diversi artisti sono stati invitati a partecipare al grande incontro tra il senso e la forza di questo messaggio, e l’ascolto, lo sguardo, la sensibilità del pubblico. In scena un attore e un regista che sotto gli occhi degli spettatori costruiscono emotivamente, poeticamente e artisticamente lo spettacolo.
L’ispirazione nasce concretamente dal corpo di Muhammad Ali, un corpo allenato, messo in gioco, sfidato, osannato, osservato, acclamato, un corpo astuto che sa come attutire un colpo, un corpo pronto, forte, nero, in ebollizione. Un corpo che fa delle differenze una forza, un vanto, una battaglia.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

CORPO_B_LaraSansone_1Corpo B. Le mani – I Piedi.
Di: Benedetta Palmieri
Con: Lara Sansone
Quando: 20 e 22 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 20:45
Note: Benedetta Palmieri dà voce a piedi e mani. Le loro funzioni, le loro attitudini, i loro sensi controversi diventano una soggettiva surreale. Il corpo si racconta all’uomo. I piedi coi loro passi fisici o ideali descrivono distanze, ansie, dolori. Le mani, invece, tengono, mantengono, impugnano, brandiscono, fendono e palleggiano. Descrivono, insomma, un universo di segni che la Palmieri drammatizza teatralmente attraverso speciali soliloqui. Il corpo dell’uomo o dell’atleta, in definitiva, prende voce e si allena per scoprire nuovi equilibri.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

come dìCome dì’ – comédie dangereuse | o dei muti turpiloqui d’amore
Drammaturgia e regia: Adriana Follieri
Quando: 20 Giugno
Luogo: Cortile delle Carrozze al Palazzo Reale di Napoli
Orario: ore 21:30
Interpreti: Dora De Maio, Angela Fabiano, Fiorenzo Madonna
Note: Come di’ | comédie dangereuse | o dei muti turpiloqui d’amore è uno spettacolo dalla drammaturgia originale dedicato agli attori Dora De Maio, Angela Fabiano e Fiorenzo Madonna e liberamente ispirato al “Cyrano de Bergerac” di Rostand: il maschile e il femminile qui si confondono, le identità sono figure in sagoma, abitanti di una provvisorietà senza tempo, in cui il gioco di scambi non fa che riportare alla luce la natura delle cose e degli istinti.
A guidare questo lavoro è l’amore, la sua geometria insulsa e strabordante di effetti speciali, il suo vulcanico vocabolario inutile, il turpiloquio e la delicatezza, la poesia che ne deriva, che altro non è se non poesia dei corpi in canto, in affannosa ricerca di sé nei corpi altrui; l’amore e come dirlo, dirlo meglio, perché risuoni e giochi dalla scena alla vita.
Per analogia, certamente esplicita, a guidare questo lavoro è il teatro, luogo ideale dell’anima oltre che luogo fisico del rito scenico, rievocato in un gioco di scatole cinesi, sintesi e specchio delle miserie e delle virtù teatrali, miserie e virtù umane elevate a potenza; scatole cinesi che moltiplicano il teatro dentro se stesso e ne fanno una gabbia luminosa, vorticosa a tratti, in cui il teatrino dell’apparire insegue il teatrino dell’essere: una scenografia dell’attesa e della pretesa, evocatrice di paesaggi lunari, dove la bellezza è specchietto per le allodole, tensione verso un altrove luminoso, umana costruzione e demolizione di totem necessari quanto non completamente edificabili, né edificanti.
La musica dal vivo accompagna e scandisce i passaggi di stato, fondendosi anch’essa nell’unicum platonico, ora separato e in cerca dell’altra metà, meta provvisoria e ingannatrice.
La lingua del testo è lingua ibrida, frutto degli innesti tra il classico e il contemporaneo: si attraversano così livelli diversi, dal dinamico e comico gioco che rimanda ai lazzi della commedia dell’arte, passando per una delicata e pungente introspezione, fino al più acceso lirismo tragico.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Duo GoldbergDuo Goldberg  
Coreografia e danza: Adriana Borriello
Pianoforte: Gilda Buttà
Quando: 21 e 22 Giugno
Luogo: Teatro Trianon
Orario: ore 21:00
Note: «Mi sono decisa a compiere il passo. Affronto la musica di Johann Sebastian Bach.
Forme perfette dove scorre il puro flusso della vita e la trascende.
Dettaglio su dettaglio, la trama di suoni ordita con rigore assoluto ed esplorata fino ai suoi confini estremi penetra nei luoghi più remoti dell’essere e svela la sua essenza. Divina.
Mi lascio abitare da quei suoni e scrivo le mie variazioni. Il passo è il tema, emblema e “unità di misura” del nostro rapporto con spazio e tempo.
In scena un concerto per due strumenti: un corpo e un pianoforte. Due incorporazioni Gilda e me, entrambe di fronte a Bach e le sue variazioni e faccia a faccia anche noi».
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Giovanni EspositoSe Spartak piange…
Di: Stefano Valanzuolo
Quando: 21 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 21:30
Interpreti: Giovanni Esposito e con la partecipazione “in voce” di Neri Marcorè e il Quintetto di Ottoni del Teatro di San Carlo
Note: Dmitrij Shostakovich non è stato solo uno dei massimi musicisti del Novecento, ma anche un appassionato competente di calcio. Attraverso i suoi commenti ed i suoi ricordi sportivi, dunque, “Se Spartak piange…” vuole ricostruire un pezzo di storia sovietica (tra gli anni Trenta e Sessanta del secolo scorso) popolato da personaggi spesso ingombranti. Le vicende di Nikolaij Starostin e Lev Jashin, due calciatori celeberrimi cui non arrise uguale fortuna, s’intrecciano, in questo racconto basato su dati reali e riflessioni immaginarie, con quella di Shostakovich, compositore in perenne conflitto pubblico e privato con il potere politico. Giovanni Esposito dà volto e voce ad uno Shostakovich dai molti aspetti: malinconico, orgoglioso, sferzante, dimesso, passionale. La musica del compositore sovietico, affidata al Quintetto di Ottoni del Teatro San Carlo, scandisce – attraverso sette scene – una storia condita di musica, calcio e politica. Una storia, poco ordinaria, di vita sovietica.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Un Poyo RojoUn Poyo Rojo
Coreografia: Luciano Rosso, Nicolás Poggi
Regia e disegno luci: Hermes Gaido
Quando: 22, 23 e 24 Giugno
Luogo: Sala Assoli (Napoli)
Orario ore 19:00
Note: Uno spettacolo esplosivo che unisce brillantemente teatro, danza, acrobatica, sport e che sta registrando il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa.
Un’opera che, a partire dal linguaggio del corpo, esplora il mondo contemporaneo, confrontandosi con il movimento e le sue interpretazioni.
Un Poyo rojo è una provocazione, un invito a ridere di noi stessi esplorando tutto il ventaglio delle possibilità fisiche e spirituali dell’essere umano.
Nello spogliatoio di una palestra, due uomini si scrutano, si squadrano, si provocano, si affrontano tentando di sedursi in una stupefacente danza acrobatica. Fusione di generi e di discipline, questo duello contemporaneo di grande precisione oscilla tra la danza e l’atletica passando per le arti marziali, l’acrobatica, la clownerie. Gli argentini Alfonso Barón e Luciano Rosso possiedono una straordinaria maestria corporea unita a un grande senso del ritmo e a una folgorante capacità di improvvisare reagendo alle sempre diverse reazioni del pubblico.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Storia di una amiciziaStoria di una amicizia 
Progetto a cura di: Fanny & Alexander
Quando: 22 e 23 Giugno
Luogo: Teatro Politeama
Orario: 22 ore 21:00; 23 ore 19:00
Interpreti: Chiara Lagani e Fiorenza Menni
Regia: Luigi De Angelis
Note: Il progetto si propone come un affondo attraverso la tetralogia di Elena Ferrante dedicata alla storia dell’amicizia tra due donne, seguendo passo a passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza. Il rapporto tra le biografie delle due donne – con la storia particolare della loro amicizia – e la Storia di un Paese travagliato dalle sue metamorfosi si intreccia in una sorta di agone narrativo che procede per squarci subitanei ed epifanie improvvise attraverso il racconto delle due protagoniste.
Il lavoro prevede la composizione di una partitura musicale e sonora (a firma di Luigi De Angelis e con il sound design di Tempo Reale) che se da un lato si rende veicolo emotivo della componente ineffabile e inenarrabile della vicenda, producendone una fantasmatica mappatura sentimentale, dall’altro lato tende a farsi portavoce degli universi concreti in cui le tre parti narrative sono fisicamente calate: Napoli in primis, ma anche le altre città abitate dalle protagoniste: Firenze, Torino, Pisa… In particolare la città di Napoli sarà sede di registrazioni di tutte le sue sonorità, dei suoi luoghi, della sua gente, che confluiranno nel lavoro musicale generale e nella partitura delle attrici. Complice il dispositivo dell’eterodirezione, infatti, lo spettacolo, per quanto recitato a due sole voci, si fa per squarci teatro corale, facendosi contenitore delle mille parlate e accenti dei molteplici personaggi, luoghi, città, interni abitati, esterni chiassosi: insomma tutto l’universo sonoro del romanzo si trasforma in una partitura composita fatta di piccoli e grandi centri concentrici che si irradiano a avvolgere nelle loro spire viventi i due personaggi delle amiche. Un lavoro sul video, inoltre, darà vita a una sorta di ricomposizione archetipica e fantasmatica dei frammenti di narrazione, e dell’identità complessa e bifronte di questa amicizia geniale e, a poco a poco e in maniera progressiva, andrà a comporsi, quasi come un quadro vivente, creando un paesaggio fisico ed emotivo complesso idealmente sovrapponibile alla duplice immagine-ritratto in divenire di Elena e Lila, le due amiche, le due protagoniste della storia.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Claudio Di PalmaCanto por el “Che” deportista 
lettura – concerto di e con: Claudio Di Palma
Pianoforte: Danilo Rea
Quando: 22 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 21:30
Note: “Quando saprai che sono morto non pronunciare il mio nome perché si fermerebbe la morte e il riposo. Quando saprai che sono morto dì sillabe strane. Pronuncia fiore, ape, lagrima, pane, tempesta. Non lasciare che le tue labbra trovino le mie undici lettere. Ho sonno, ho amato, ho raggiunto il silenzio.”
Ernesto Guevara de la Serna implora poeticamente il silenzio di sé e in questo inno alla dimenticanza confessa anche il valore irrinunciabile dell’azione. Solo l’azione conta e conta solo il momento in cui si compie. Una consapevolezza radicatasi forse dai tempi in cui su di un campo terroso, poco più che ventenne, si accasciò colto da un attacco di asma. In ospedale il padre, accigliato, gli comunicò che sarebbe stato un suicidio continuare a giocare al rugby. Ernesto rispose “Viejo me gusta el rugby, finirò di giocarvi solo quando morirò”. Solo l’azione conta e conta solo il momento in cui si compie. Il Canto è una dedica alle azioni del Che deportista. Rispettosi dei suoi auspici, con Danilo, avremmo voluto dire fiore, ape, lagrima…..ma ci è venuto da dire e suonare solo rugby. (Claudio Di Palma)
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

leopardi_Antonio PiccoloAll’apparir del vero. Dialogo di Giacomo Leopardi e della Morte
Scritto e diretto da: Antonio Piccolo
Quando: 22 Giugno
Luogo: Cortile delle Carrozze al Palazzo Reale di Napoli
Orario: ore 21:30
Interpreti: Antonio Piccolo, Melissa Di Genova
Note: Torre del Greco, 14 giugno 1837. Casa di Giacomo Leopardi. Il poeta e intento a comporre “La ginestra”, forse la sua ultima opera, quando un misterioso individuo, mascherato e vestito di nero, lo interrompe. Chi e? Un buffone o davvero la Morte, come dice? Convinto dalle sue prove schiaccianti, Leopardi esulta, contento di spirare… La delusione, però, e dietro l’angolo: la Morte non è qui per portarlo via, ma perché ha bisogno della penna del grande scrittore per indirizzare una lettera all’umanità…
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

DalisiTribune – Discorso su due piedi 
Da: Carmelo Bene ed Enrico Ghezzi
Con: Michelangelo Dalisi
Quando: 23 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 20:45
Note: Tribune è una sezione di SportOpera in cui la funzione originaria della tribuna come pulpito rialzato si fonde con l’attuale comune intendimento delle tribune come strutture architettoniche in cui si raccolgono gli spettatori sportivi. Da un podio “originale” si succederanno parole e sonorità disposte ad interpretare polemiche, analisi e provocazioni. Roland Barthes e le sue riflessioni semiologiche de “Lo sport e gli uomini“, Antonio Piromalli che, citando Nino Pino, evidenzia in modo critico le scorie e le miserie dello sport fino a Carmelo Bene ed Enrico Ghezzi con le loro incursioni paradossali e illuminanti sui fenomeni sportivi, costituiranno occasioni di confronto sugli effetti collaterali generati dagli atti di sport.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

CarpentieriUna serata con Albert Camus – La caduta
Ideazione, regia: Renato Carpentieri
Quando: 23 e 24 Giugno
Luogo: Institut Franҫais de Naples e Galleria Toledo
Orario: La caduta ore 18 e Il malinteso ore 21:00
Interpreti: Renato Carpentieri, Ilaria Falini, Valeria Luchetti, Maria Grazia Mandruzzato, Fulvio Pepe
Note: Il primo appuntamento si svolge nel tardo pomeriggio nei giardini dell’Istituto di cultura Francese e ha per protagonista Renato Carpentieri che inventa una riduzione per la scena del romanzo “La caduta” di A. Camus, con l’accompagnamento al violoncello di Federico Odling. Pubblicato nel 1956, un anno prima che Camus ricevesse il Premio Nobel e quattro anni prima della sua morte, “La caduta” è un notevolissimo monologo in cui un ex-avvocato di successo fa, da virtuoso, una confessione pubblica. Si accusa per lungo e per largo con ironia e sarcasmo, di colpe, di debolezze, di egoismi, moltiplicando sfumature e digressioni, per costruire una maschera in cui tutti possano arrivare a riconoscersi e a giudicarsi. È Giudice penitente. Ma questo progetto, portato avanti con tenacia, si scontra con la nostalgia dell’innocenza e dell’abbandono.
Ne “Il Malinteso” si trova l’essenziale dei temi cari a Camus: la solitudine dell’uomo, le sue aspirazioni alla gioia, i suoi appelli all’amore, l’esilio, il suo desiderio folle di felicità che gli è negata da un Dio, irriconoscibile e indifferente, separato dalla sua creazione, la rivolta contro un universo che non è a sua misura. Senza dimenticare che la rivolta (lo slancio verso le terre del sole, che simboleggia l’aspirazione a raggiungere una Bellezza che sempre di più la grigia civiltà del XX secolo rifiuta agli uomini) deve imporsi dei limiti: prima di tutto il rispetto della vita umana.
La storia è una variante di una vecchia leggenda popolare, quella del soldato ricco di un grosso bottino al ritorno dalla guerra e ucciso dai suoi parenti. O altrimenti il figliuol prodigo: “Il Malinteso” rovescia la parabola dei Vangeli mostrando il fallimento tragico di quel ritorno. Jan, dopo molti anni di lontananza, torna nella sua casa natale, da sua madre e sua sorella che non lo riconoscono e, sopraffatte da una vita meschina e miserabile, finiscono per uccidere quello che per loro è solo un cliente del loro albergo, per derubarlo. L’assurdità della situazione dei personaggi (in particolare di Jan, maldestro zimbello di un destino che ha contribuito a forgiare) all’interno di quest’albergo che, spogliato da ogni effetto di realismo per farne un luogo simbolico, paese cupo del Nord-Europa, si richiude su essi come una trappola, è evidenziata dallo stesso titolo della pièce. ‹‹Tutta la sventura degli uomini deriva dal fatto che non usano un linguaggio semplice. Se l’eroe del Malinteso avesse detto: “Eccomi, sono io e sono vostro figlio”, sarebbe stato possibile il dialogo, non più fondato sul nulla come nel dramma (…). Ciò che fa da contrappeso all’assurdo è la comunità degli uomini in lotta contro di esso…››, nota Camus nei suoi Taccuini verso la fine del 1945.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Di un Ulisse, di una PenelopeDi un Ulisse, di una Penelope 
Di: Marilena Lucente
Quando: 23 Giugno
Luogo: Teatro Civico 14 (Caserta)
Orario: ore 21:00
Interpreti: Roberto Solofria e Fabiana Fazio
Regia: Roberto Solofria
Note: «Cosa sarebbe il mondo senza i viaggi di Odisseo? Insieme a lui ci siamo messi tutti in mare. Passione per la conoscenza, arguzia, compagni di avventure, notti a parlare con il cielo. La smania degli orizzonti, la nostalgia della casa. Le emozioni di Ulisse sono così, grondanti di contraddizioni. Ma anche lei, Penelope, con la sua attesa astuta, il coraggio della solitudine, l’inamovibilità dell’amore, ha dato forma a un modo di vivere l’amore. Entrambi enigmatici, non ci stanchiamo mai di leggerli e interpretarli. Ci sembra di conoscerli da sempre – di un Ulisse, di una Penelope – a volte sembra persino che ci assomiglino in qualche tratto. Eppure, da Omero in poi, poeti e romanzieri hanno tirato fuori mille Ulisse e Penelope, sempre diversi, ciascuno con la propria singolarità, una scintilla che fa una nuova luce su tutta la tradizione. Viaggia ancora Ulisse, e Penelope è ancora sull’isola, a indagare quel mistero del tempo che è l’attesa. Cosa accade quando Ulisse raggiunge Itaca? Cosa succederà adesso che il desiderio infinito potrà placarsi? Il desiderio dell’uno e dell’altro, il desiderio dell’uno per l’altro. Quell’incontro in cui tutto sembra poter ricominciare, cambia Ulisse e Penelope come non era accaduto in venti anni. Domande furiose che nascono solo dall’amore. Quando si sta male per averlo perduto, quando si pensa di averlo ritrovato, e si teme e si trema al pensiero del futuro. Chiunque abbia avuto un’Itaca nella propria vita sa di cosa stanno parlando, quei due».
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

spiro-scimoneSei
Di: Spiro Scimone
Quando: 23, 24 e 25 Giugno
Luogo: Teatro San Ferdinando
Orario: 23 e 25 ore 21:00, 24 ore 19:00
Interpreti: Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici
Regia: Francesco Sframeli
Note: «L’adattamento dal titolo Sei, tratto dall’opera teatrale Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello – affermano Scimone e Sframeli – nasce dal bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del grande maestro. Durante il lavoro di elaborazione, abbiamo ridotto il numero dei personaggi, eliminato o aggiunto scene e dialoghi, sostituito qualche termine linguistico, ma senza stravolgere la struttura drammaturgica dell’opera originale.
Siamo in un teatro semidistrutto, una Compagnia, formata da due attori, due attrici e il capocomico, sta per iniziare la prova di uno spettacolo teatrale che, forse, non debutterà mai. Prima dell’inizio della prova, improvvisamente, un corto circuito lascia al buio tutto il teatro. Per riaccendere la luce, uno degli attori va alla ricerca del tecnico, andato via dal teatro poco prima dell’inizio della prova. Ma il tecnico è introvabile e la luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei Sei Personaggi, rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati. Sono proprio Il Padre, La Madre, La Figliastra, Il Figlio, Il Giovinetto e La Bambina che illuminano il teatro, con la speranza di poter vivere sulla scena il loro “dramma doloroso”. I componenti della compagnia, sconvolti da questa improvvisa apparizione, pensano che i “Sei” siano solo degli intrusi o dei pazzi e fanno di tutto per cacciarli via dal teatro. Ma, quando il Padre, inizia il racconto del “dramma doloroso” che continua a provocare sofferenze, tensioni e conflitti familiari; l’attenzione e l’interesse da parte degli attori e del Capocomico, verso i personaggi, cresce sempre di più e l’idea di farli vivere sulla scena diventa sempre più concreta e necessaria.
Vivere in scena non è solo il desiderio dei personaggi; è anche il sogno degli attori. Entrambi, sanno che la loro vita in scena può nascere solo attraverso la creazione di un rapporto, attori /personaggi, di perfetta simbiosi. Un rapporto che si crea, di volta in volta, di attimo in attimo, durante la rappresentazione. Nella rappresentazione è indispensabile la presenza dello spettatore. Ed è proprio l’autenticità del rapporto, attore, personaggio, spettatore la vera magia del teatro, che ci fa andare oltre la finzione e la realtà».
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Pentathlon modernoPENTATHLON MODERNO – Cinque storie di corpi perduti
Testi di: Antonio Franchini, Wanda Marasco, Valeria Parrella, Silvio Perrella, Manlio Santanelli
Quando: 23, 24 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: 23 ore 21:30, 24 ore 22:00
Interpreti: Alessandro Cepollaro, Francesca De Nicolais, Renato De Simone, Ettore Nigro, Lucia Rocco, Bruno Tramice
Regia: Francesco Sframeli
Note: Il Pentathlon fu definito “moderno” quando il barone De Coubertin volle distinguerlo, tra fine Ottocento e inizio Novecento, da quello dell’antica Grecia. Lo fece riunendo in una sola competizione le cinque discipline che più propriamente sapessero saggiare la resistenza, l’abilità e la forza del soldato ideale. Un uomo necessario alla guerra doveva, infatti, saper cavalcare, sparare dritto, tirare opportunamente di spada, e, perché no, nuotare e correre velocemente. Il corpo, quindi, doveva forgiare una integrità che gli permettesse di fronteggiare adeguatamente i pericoli dell’epoca ben rappresentati dalla guerra. Altre insidie minacciano il corpo dell’uomo moderno: fallimenti familiari, inadeguatezza al tempo, labilità di stile. Le drammaturgie letterarie di Pentathlon moderno raccontano proprio di occasioni mancate, di corpi perduti, di umori sconfitti negli incontri rituali, casuali, ma ineludibili della vita e dello sport. Una descrizione di corpi e caratteri da forgiare come quelli dei soldati nell’Ottocento. Una forgiatura, però, che registra troppo spesso fallimenti.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Valentina AccaLeni, il trionfo della bellezza 
un progetto di Irene Alison
mise en espace con Valentina Acca
Quando: 24 Giugno
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: ore 20:45
Note: Ci sono personaggi il cui cammino è stretto in un tempo che conduce ad un’involontaria (?) ambiguità difficilmente giustificabile dalla Storia. È il caso di Leni Riefenstahl, straordinaria innovatrice del linguaggio cinematografico. Un secolo di vita, il suo, pericolosamente vissuto attraverso le stagioni più buie e sanguinarie del Novecento, vicino, troppo vicino al fuoco del regime nazista per non bruciarsi e non compromettersi.
Leni, Il Trionfo della Bellezza racconterà i giorni d’oro delle riprese di Olympia, il suo capolavoro: un resoconto delle Olimpiadi di Berlino del ’36, dove lo sport viene raccontato col piglio epico di una narratrice di corpi, gesti, sguardi e desideri agonistici. Olympia celebra l’ideale di una bellezza che incarna sia l’estetica del Reich che l’utopia di una competizione sportiva senza appartenenze etniche o religiose.
In scena un’architettura di superfici narrative che si sovrappongono ricostruendo un’unica vicenda: quella di una donna simbolo dei chiaroscuri del Novecento che approda al nuovo millennio portando con sé un enigma mai risolto.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

 

Gabriele RussoLA CLASSE – Ritratto di “Uno di noi”
Di: Francesco Ferrara
Quando: 24 Giugno
Luogo: Cortile delle Carrozze al Palazzo Reale di Napoli
Orario: ore 21:30
Interpreti: Andrea Liotti, Arianna Sorrentino, Chiara Celotto ,Claudia D’Avanzo, Eleonora Longobardi,Luigi Leone, Luigi Adimari, Manuel Severino, Maria Francesca Duilio, Michele Ferrantino, Rosita Chiodero, Salvatore Cutrì, Salvatore Nicolella, Simone Mazzella
Regia: Gabriele Russo
Note: La Classe conduce il pubblico all’interno di un’aula di recitazione nella quale quattordici allievi attori preparano uno spettacolo che racconta la vita di Anders Behring Breivik, l’attentatore norvegese che il 22 luglio del 2011 ha provocato la morte di 77 connazionali. Spiamo le prove, ne origliamo le discussioni, ridiamo della loro leggerezza, ma soprattutto li seguiamo in un tentativo, forse maldestro, di mettersi a nudo di fronte ad un argomento oscuro e indecifrabile quale è il delirio di un uomo che ha ritenuto necessario il massacro di decine di giovani vite. Se così è, allora gli attori in scena non sono più soltanto attori, ma anche qualcosa di più, o di diverso, o di analogo, diventano individui a confronto con il presente, esseri umani alla ricerca di risposte e uomini posti di fronte ad una realtà che non riescono ad “interpretare”. Quando ho ricevuto l’invito da parte del Napoli Teatro Festival, ho fin da subito respinto l’idea di rinchiudere gli allievi della Bellini Teatro Factory in un contenitore rassicurante in cui mostrare le proprie abilità tecniche. Al contrario ho ritenuto necessario affrontare la fatica e il rischio di una creazione originale che in qualche modo li riguardasse come attori e come individui. Anche per questo motivo ho voluto che portassero in scena loro stessi, e non un personaggio altro, in un continuo cortocircuito tra realtà e finzionenell’Ottocento. Una forgiatura, però, che registra troppo spesso fallimenti.
Info e prenotazioni: Casa del Festival – Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 – Tutti i giorni 10.00 | 19.00 – biglietteria@napoliteatrofestival.it

Print Friendly

Manlio Boutique