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Sulla scia della Storia di fine ‘800, le storie di due giovanissimi cugini nella controra della loro vita, conducono il lettore tra le trame di una Italia in cambiamento, in cui per opera dell’Autore realtà storica e finzione si susseguono, pur senza alterare la verità dei fatti narrati, all’insegna di un viaggio al contempo personale e collettivo.

di Carmen Matarazzo

Il libro

Il libro

La recente opera prima di Antonino Nocito Alloni, “La Controra”, edito da Guida Editori, è il frutto di una lunga opera di ricerca storica e documentaristica svolta sia presso istituzioni pubbliche, sia presso archivi privati, alcuni legati anche alla sua stessa famiglia. Un lavoro paziente e capillare che permette all’Autore di raccontare i fatti di un preciso periodo storico, la fine del Regno delle due Sicilie e ciò che ne conseguì, così come sono accaduti, servendosi spesso della formula della narrazione diretta degli eventi da parte dei protagonisti stessi della storia narrata.
Una storia intrigante già dal titolo: la controra, il periodo del giorno preferito di uno dei protagonisti, il periodo in cui tutto si ferma, ma anche tutto l’immaginario può accadere. Un lavoro siffatto di ricerca avrebbe potuto, dunque, dar luogo ad un saggio, l’Autore ha scelto, invece, il genere del romanzo, del  romanzo fondamentalmente storico, ma non solo.
Innanzitutto Antonino non si pone al di fuori della narrazione, come Autore onnisciente, bensì rimane calato in essa e alla verità storica approda poco alla volta man mano che i personaggi si raccontano e non senza molte esitazioni. È come se le storie che narrano portino in sé forme così dolorose e spesso crudeli da sembrare quasi inverosimili. E soprattutto su di esse c’è il veto segreto che mai vengano rivelate alla giovane protagonista del romanzo, la diciottenne Anna, orfana di entrambi genitori, accolta in casa dello zio, Giuseppe Pace, notaio nella città di Portici, una delle sedi dei re napoletani.
La Storia, quindi, quella con la esse maiuscola, presentata attraverso le storie dei personaggi, che si ricostruisce poco alla volta, quasi con un  sistema da scatole cinesi. Una storia che si intesse come un puzzle seguendo il punto di vista dei vari narratori, a cui, però, il nostro Autore, siano essi reali o verosimili, garantisce sempre il dono dell’ autenticità. Romanzo storico, dicevamo, ma anche una sorta di  triller, che porta, poco alla volta, a ricostruire tutta una serie di intrecci misteriosi.
La trama prende l’avvio, nel 1888, dalla morte di un vecchio senatore del nuovo Regno che altri non è che Antonio Ranieri, l’amico degli ultimi anni di vita di Giacomo Leopardi. Tra le cose da lui lasciate in eredità alle sue fedeli serventi anche un baule di carte da lui definito di nessuna importanza alla cui cura esse sono minimamente tenute. Proprio questo baule rappresenta uno dei primi colpi di scena che la scrupolosità del notaio Pace dovrà fronteggiare ed è uno dei primi importanti dati  che il romanzo disvela: quelle carte sono realmente scritti famosi  di Giacomo Leopardi, dei quali abbiamo corso il rischio  di essere privati per sempre, a causa della gelosia dell’ amico. Nello studio del Ranieri, però, senza che sembra neppure lui lo sappia, opportunamente nascosto anche un fascio di lettere, apparentemente solo quelle dal fronte di un marito, ufficiale dell’esercito napoletano, alla moglie, ma in realtà collegate a vicende storiche  che interessano molto da vicino anche la giovane Anna. Senza fanatismi o eccessi, Nocito  Alloni denuncia gli inganni e gli interessi personali che portarono alla fine del Regno delle due Sicilie e anche i tentativi messi in essere perché la verità non si conoscesse.

L'Autore durante una presentazione

L’Autore durante una presentazione

Il testo, che consta di più di 500 pagine e, a prima vista, potrebbe sgomentare per la sua mole, attrae, invece, il lettore per la sua forma scorrevole, per il dipanarsi accattivante delle vicende che, senza perdere mai di vista il filone principale della trama, si articolano anche in una serie di digressioni mai fine a se stesse e sempre essenziali alla rappresentazione storica del periodo e alle vicende narrate. L’Autore non trascura mai di tratteggiare psicologicamente i personaggi, la cui umanità spesso emerge attraverso il discorso diretto; ci offre, inoltre, nel contempo una serie di informazioni di carattere sociale che ben evidenziano le differenti forme di vita di quel periodo in base alla nascita e al censo, illustrando anche le commistioni che la ribellione o l’asservimento alla nuova situazione storica comportò. Non trascurato, infine, il ruolo delle donne che non esitarono a guidare la rivolta.
Ma “La Controra”, che racconta la graduale scoperta della verità sulla sua famiglia da parte di Anna, che disegna i tratti ora fieri ed energici, ora ingenui e sentimentali della giovane, in qualche modo è anche un romanzo di formazione, ché segue la progressiva maturazione della protagonista attraverso i casi della vita, come accade anche per suo cugino Gennaro.
Insomma, un romanzo interessante, di sicuro elevato spessore; una panoramica di argomenti storici e letterari, di segreti pubblici e privati, della storia e delle storie degli uomini e delle donne di fine Ottocento del nostro Meridione, dei sogni e dei dolori che attraversano la vita, in tutti i tempi, di tutta l’umanità.

Il Libro è disponibile a:

Portici: Mondadori Point, viale Melina 3 – 081 271966
Ariano Irpino: Mondadori Point, piazza Mazzini 1 –  0825 827910
NapoliGuidaEditori, via Bisignano 11 – 081 290768

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