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Gli spettacoli in scena in Campania fino a lunedì 25 febbraio.

di Irene Bonadies e Gabriella Galbiati

MEDEA PER STRADA - Elena Cotugno (ph Marcello Norberth)_04Medea per strada
Drammaturgia: Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi
Quando: dal 19 al 24 febbraio
Luogo: Teatro La Giostra
Orario: Partenze ore 18.30 (merc, giov, ven, sab, dom), ore 20.30 (mart, merc, ven, dom)
Interpreti: Elena Cotugno
Ideazione e Regia: Gianpiero Borgia
Note: Sul furgone, guidato dal regista Gianpiero Borgia, sale Medea, bellissima ragazza dell’Est, maliarda ed empatica. Medea, interpretata da Elena Cotugno, è un’autentica conoscitrice del genere umano, in particolare dei maschi, esplorati attraverso il mestiere della strada, di notte, quando esseri fragili, cinici e solitari abbassano i pantaloni e le difese. Inizia così Medea per strada, viaggio sui sentieri della migrazione e della prostituzione, che farà tappa a Napoli, per la prima volta, con partenza dal Teatro La giostra, che diviene, per l’occasione, capolinea del viaggio.
Per la particolarità dell’allestimento e la capienza limitata a bordo del furgone, sei spettatori per ogni viaggio, si rende necessaria la prenotazione.
Con Medea per strada, che Gianpiero Borgia ha ideato avvalendosi della drammaturgia di Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi, il Teatro dei Borgia porta l’azione scenica fuori dal teatro, a bordo di un furgone itinerante per la città, dove trovano spazio solo la protagonista e pochi spettatori per ogni viaggio.
Il mito non è più rappresentato su un palcoscenico, ma claustrofobico, intimo, quasi disturbante, e si confronta con la città reale intorno, costringendo a volgere lo sguardo su un’umanità più vicina di quanto, forse, siamo preparati ad accettare.
Medea per strada è un’indagine sulla prostituzione, lontana da pudore e pietismo, un’inchiesta lucida e acuta. È meditazione, profonda e dolorosa, senza alcun indugio sulle perversioni che fanno parte del mondo del sesso a pagamento.
La drammaturgia si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea, rivelando allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco. Si racconta la storia di una giovane migrante, scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata, e da cui ha due figli. L’originale “allestimento” offre una scenografia in movimento, varca la soglia del teatro e cerca scenari che solo l’ambiente esterno può offrire in modo debito. Gli elementi naturali danno maturità all’atmosfera, verosimiglianza alle situazioni, carattere alle vicende, quando lontani dagli allestimenti scenici convenzionali.
Medea per strada rappresenta anche un pezzo di cronaca nera, e approfondisce un mondo sommerso, fatto di angoli e strade, di anime salve, per giungere al fondo della fragilità umana, fino all’universalità di temi legati alla maternità, al dolore, alla condizione di donna straniera, alla crudeltà dei moderni Giasone. Il passaggio dal mito alla tragedia del quotidiano, dunque, è breve.
Info e prenotazioni: 3492187511 | 3488100587 | lagiostrateatro@gmail.com
 
Malafesta_2La Malafesta
Di: Rino Marino
Quando: dal 19 al 24 febbraio
Luogo: Piccolo Bellini
Orario: feriali ore 21:15, giovedì ore 19:00, domenica ore 18:30
Interpreti: Fabrizio Ferracane, Rino Marino
Regia: Rino Marino
Note: opo Ferrovecchio e Orapronobis, con La Malafesta, continua il sodalizio artistico tra Rino Marino e Fabrizio Ferracane. In un’atmosfera grottesca e atemporale si muovono i due protagonisti, due menti alla deriva che si incontrano e scontrano, tra storture ossessive e logiche malate, tra molestie di insetti e antiche filastrocche, in un gioco candidamente perverso di ambivalenze e inversioni di ruoli. Fino a quando, per rompere l’immobilità stagnante di giorni miseri e uguali, non decidono di dare vita alla malafesta del titolo, una festa miserabile, un Natale scalcagnato, fuori stagione che procede in un continuo bilico frastornante tra iperboli comiche e sprofondi drammatici. «Nei nostri lavori – spiegano Marino e Ferracane – c’è sempre un’alternanza tra comico e drammatico, ed è la cifra del grottesco a caratterizzare la narrazione, che procede, talvolta, lungo il filo della follia».
Info e prenotazioni: 081 5499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

RingParabelRing Parabel
Quando: 20 febbraio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: ore 21:00
Interpreti: Carlotta Bruni, Valeria Busdraghi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Camilla Perciavalle, Luca Piomponi, Paola Sayeste Aygul Saribas, Sebastiano Tringali
Coreografia e Regia: Aurelio Gatti
Note: La storia è ispirata alla parabola dell’anello raccontata in Nathan il Saggio di Lessing e nel Decameron di Giovanni Boccaccio. Vi si narra che l’Ebreo Nathan, alla domanda su quale sia la vera religione, risponde con la parabola dei tre anelli identici, simboleggianti le tre grandi religioni monoteistiche – Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo – che sono copie dell’unico vero anello andato smarrito. È, dunque, una metafora dei tre grandi monoteismi ma anche una dura riflessione sugli inutili e pericolosi fondamentalismi e integralismi religiosi, culturali e sociali. Lo spettacolo, dunque, in forma di teatro danza, affronta un tema di grande attualità: quello dell’integralismo e dei conflitti che questo genera.
L’opera composta da Gloria Bruni ed orchestrata da Lauro Ferrarini, nella messinscena di Aurelio Gatti vede sul palco Sebastiano Tringali e sette danzatori. Recha, il Saladino, Nathan e tutti i personaggi della parabola nascono dalla scena e si susseguono, si incontrano e si scontrano in continuazione, costretti in perimetri che sembrano immutabili mentre il canto, la musica e la danza suscitano e aprono infinite prospettive.
Un ambizioso progetto di coproduzione italo/tedesco che attraverso la poetica di Boccaccio e di Lessing mescola teatro, danza e musica per toccare temi attuali e dirompenti.
Info e prenotazioni: 081 5499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

Kain und AbelCaino e Abele
Di: Manuela Capece e Davide Doro
Quando: 20 febbraio
Luogo: Teatro dei Piccoli
Orario: ore 17:00
Interpreti: Florian Piovano ed Emanuele Segre,
Note: Caino e Abele sono Florian Piovano ed Emanuele Segre, due ragazzi abituati a sfidare l’asfalto, ballando per strada. A questa danza grezza si accostano parole, domande e numerose immagini rubate all’Art Brut, all’arte primitiva e aborigena, alla street art, al graffitismo americano, europeo, sudamericano, alla Pop Art: immagini a tratti crude, ironiche e grottesche. Da Carlo Zinelli all’arte grezza giapponese, da Basquiat a Yayoi Kusama. Opere di deboli, esclusi, emarginati, perdenti, molto diverse tra loro che aprono a un immaginario ibrido, espressioni di spiriti sensibili, naif, fragili e appassionati. La storia è quella di un vincitore e di un perdente. Caino e Abele si vogliono bene, perché sono fratelli e, come tutti i fratelli, giocano, combattono, si aiutano, stanno da soli, si guardano, ridono, tornano vicini. Poi, come nella vita di tutti, arriva il giorno di una prova, una sfida, forse un rito che segna il loro passaggio all’età adulta. Vince Abele. Caino perde e non riesce ad accettare la sconfitta perché chi perde è sconfitto, l’escluso. Caino ha paura, il suo cuore e la sua mente si confondono. E così, la prima cosa a cui Caino pensa è di uccidere il fratello. E lo fa. Compie un’azione violenta e irrimediabile e si dispera per sempre.
Info e prenotazioni: 0812395653 (feriali 9/17) | 0812397299 (orari spettacoli) | info@lenuvole.com

 

BUON ANNO, RAGAZZI - una scena_03Buon anno, ragazzi
Di: Francesco Brandi
Quando: dal 20 al24 febbraio
Luogo: Teatro Nuovo
Orario: mercoledì, giovedì ore 21:00; venerdì e domenica ore 18:30; sabato ore 19:00
Interpreti: Francesco Brandi, Sara Putignano, Miro Landoni, Daniela Piperno, Loris Fabiani
Regia: Raphael Tobia Vogel
Note: E’ la storia di Giacomo, un insegnante di filosofia e scrittore per passione che cresce da solo la figlia avuta dall’ex compagna Silvia, fuggita per tentare la carriera d’attrice.
Durante la notte di Capodanno, che coincide anche con il compleanno della bambina, irrompono nella casa i genitori di Giacomo in crisi matrimoniale – lui giudice in pensione e lei moglie perfetta che, scoperto il tradimento del marito, diviene cinica – e l’amico d’infanzia, orfano e molto legato a tutti loro. Il vero colpo di scena è l’arrivo di Silvia che, inseguita dalla polizia per una rapina, prende tutti in ostaggio.
Tra luci, suoni, rumori, stralci di telegiornali, sirene spiegate, in contrasto con l’interno ovattato della casa dominato da un grande tappeto bianco, maniacalmente pulito da Giacomo, i personaggi trovano le giuste modalità per rivelarsi gli uni agli altri, ognuno apparendo diverso da come sembrava fino a poco prima.
Cosa ci permette di uscire dalla nostra incapacità e dire la verità per quella che è? Cosa succede quando non si riesce a essere come si vorrebbe, quando, nonostante il talento, le ambizioni si infrangono sulla granitica e spiazzante realtà? È a queste e altre domande Buon anno, ragazzi prova a dare risposta.
Il protagonista vorrebbe passare la notte di Capodanno da solo ma, a poco a poco, la tanto agognata solitudine lascia il posto a un carosello di persone, problemi e complicazioni a cui non può sottrarsi.
Buon anno, ragazzi prosegue, dopo il successo di Per strada, il sodalizio tra la penna di Francesco Brandi e l’estro visivo di Raphael Tobia Vogel, dando vita a un esilarante racconto sulla difficoltà di gestire gli affetti, le complicazioni della vita e le contraddizioni di una società, regno della frustrazione, dove tutti non sono come vorrebbero essere.
Info e prenotazioni: 0814976267 | botteghino@teatronuovonapoli.it

 

il gabbianoIl Gabbiano à ma mére
Da: Anton Čechov
Quando: dal 21 al 24 febbraio
Luogo: Teatro Diana
Orario: feriali ore 21:00; sabato ore 17:30 e 21:00; domenica ore 18:00; mercoledì 20 ore 17:45
Interpreti: Massimo Ranieri
Adattamento e Regia: Giancarlo Sepe
Note: Alla prima uscita de IL GABBIANO l’insuccesso fu pieno. L’autore già reduce da un altro tonfo alla prima di IVANOV (che si tramutò in un successo in un’altra città), era incredulo, stentava a capire cosa fosse successo. La sua precoce affermazione con i suoi racconti (amati da Tolstoj) pubblicati in riviste letterarie e no gli aveva alienato le simpatie della critica che lo tacciava di arroganza e iattanza: Anton faceva una vita ritirata, non frequentava i salotti e faceva il medico, aiutando la povera gente. Amava più di ogni altra cosa la sua solitudine, arrivò a dire: vorrei incontrare una donna nella mia vita, bella come la luna, e come la luna che si affacci di tanto in tanto, anzi sarebbe meglio che vivesse in un’altra città. Cechov voleva capire il perché dell’insuccesso de IL GABBIANO e chiama l’unica persona affidabile, un critico musicale di origine francese che non aveva di che essere geloso e rivendicativo, un uomo dalla cultura imperante nella Russia del secolo, la cultura francese, un uomo che conosceva l’eterna armonia dei sentimenti, anche di quelli apparentemente contrastanti, Marcel, questo il suo nome, legge davanti a Cechov il suo testo e alla fine si sprigiona in un’esegesi, un’analisi spregiudicata del testo e la messinscena parte come una emanazione spontanea dalle sue parole che diventano battute del testo e frasi di canzoni meravigliose di cui lui solo ne possiede il segreto interpretativo. Musica e Cechov un connubio che sa di favola e di miracolo, la commedia arriva a toccare il suo cuore come quando l’aveva scritta.
Info e prenotazioni: 081 5567527 | 081 5784978 | diana@teatrodiana.it

 

Teatro Cilea2 donne in fuga
Di: Pierre Palmade e Cristophe Duthuron
Quando: dal 21 al 24 febbraio
Luogo: Teatro Cilea
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Marisa Laurito e Fioretta Mari
Regia: Nicasio Anzelmo
Note: Due donne si incontrano di notte su una strada statale mentre fanno l’autostop. Entrambe fuggono dalla loro vita, Margot da 30 anni di vita di casalinga, moglie e madre repressa, Claude dalla casa di riposo dove il figlio l’ha parcheggiata dopo la morte del marito. L’incontro suscita le battute più divertenti, per il luogo e l’ora equivoci.
Claude ha un temperamento forte e, nonostante l’età, non si lascia intimidire da Margot, più giovane ma anche più sprovveduta. È l’inizio di un’avventura che vede le due donne viaggiare in autostop, interpretando una commedia dalle battute felici che non sono mai fini a se stesse ma servono a costruire con ironia i caratteri diversissimi delle due donne.
Così mentre la progressione narrativa della commedia, sviluppata per brevi scene autonome, eleganti e funzionali, vede le due donne avventurarsi in situazioni diversissime (dalla strada provinciale al cimitero, dalla fattoria alla casa di estranei nella quale entrano come due ladre…), dalle quali scaturiscono battute e situazioni divertentissime, ogni scena aggiunge un tassello alla vita e alla psicologia delle due protagoniste mostrando allo spettatore il nascere di una vera amicizia. Si ride di gusto per l’ironia e l’arguzia delle battute e si sorride nel riconoscere, nelle due protagoniste, alcuni aspetti della nostra vita, a volte pavida, altre volte più temeraria, in un perfetto equilibrio tra commedia e vita (vera), niente affatto retorico.  Uno spettacolo perfetto, da vedere e portare nel cuore per il resto della vita.
Info e prenotazioni: 3397020849 | 333315241

 

ReplayREPLAY pressing logorroico per attrice sola e cane
Di: Antonio Marfella
Quando: dal 21 febbraio al 3 marzo
Luogo: ridotto del Mercadante
Orario: feriali e domenica ore 21:00; sabato e martedì ore 17:00
Interpreti: Angela Pagano
Regia: Antonio Marfella
Note: Angela Pagano confessa una parte di sé del tutto inedita. «Che una Signora della Scena coltivi, con la passione per il teatro, quella per lo sport e per il calcio in particolare, può anche sorprendere», dichiara Antonio Marfella nelle sue note. «Che tale passione l’abbia indotta a rinunciare a scritture estive in occasione dei Mondiali di Calcio, perché non le basta vedere soltanto l’Italia, a ben giudicare, sorprende un po’ meno, essendo le grandi attrici capaci di passioni estreme. Ciò che invece scandalizza è il fatto che, la suddetta Signora della Scena, si dichiari orgogliosamente romanista! Eppure, su una parete del soggiorno del suo appartamento a Monte di Dio, campeggia un bigliettino incorniciato con su scritto: “Bentornta a casa tua. E.”.
“E.”, così si firmava Eduardo De Filippo, che ne battezzò l’ingresso in arte quand’era poco più d’una ragazzina e che vergò quel biglietto quando, attrice già matura, rientrò in compagnia dopo aver lavorato con altri nomi illustri del teatro. “Ma comme signo’? Eduardo, Viviani, Patroni Griffi… e tifate p’ ‘a Roma?!”, le rimproverò il suo salumiere quando lo scoprì. Ma il tifo non è una banale formalità anagrafica, è passione, e la passione è sregolata, se no che passione è? Passione che la donna preferisce coltivare in solitudine davanti alla tv, perché è difficile trovare la giusta compagnia con la quale poter condividere una partita. Un ultrà che ha giurato di non mettere più piede allo stadio, dopo aver scoperto che non vi trasmettono il replay dei gol: si tribola tutto il tempo nell’attesa d’un momento di gioia e, quando arriva, non solo rischi di non accorgertene, ma non puoi neanche riviverlo come ti pare e piace, perché la partita va inesorabilmente avanti. Meglio la tv, allora. Senza mezze misure – preferendo “ringhio” Gattuso a Gigi Riva, i tornanti ai centravanti, lo sci di fondo allo slalom – il rutilante emergere di ricordi e considerazioni di un’attrice scappata dalla prove di Ecuba, per poter guardare fra le mura di casa, una partita che potrebbe invece non cominciare mai.
Info e prenotazioni: 081292030 | 081291878 | biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

GAME OVER - una scena_01Game Over
Di: Sergio Savastano e Federico Torre
Quando: dal 21 al 24 febbraio
Luogo: Teatro Elicantropo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Sergio Savastano e Federico Torre
Regia: Sergio Savastano e Federico Torre
Note: Game Over racconta la storia di due killer di un’organizzazione segreta che si occupa dell’eliminazione fisica di personaggi scomodi ai poteri forti.
In scena due killer, non più giovani, ormai assuefatti al loro lavoro, due personaggi grigi senza una propria identità, sono abituati ormai ad uccidere come una qualsiasi altra attività.
I due protagonisti, immersi ognuno nel proprio mondo, apparentemente uniti ma al tempo stesso distaccati, attendono di eseguire il loro compito come sempre, ma questa volta il finale sarà spiazzante.
Game Over pone l’attenzione su un fenomeno che passa spesso inosservato, cui si dedicano special televisivi, articoli in prima pagina. Poi, tutto passa, è ricondotto alla “normalità” di semplice suicidio o di un “omissis”, e non ci si sofferma su aspetti che, invece, se approfonditi, sembrano essere proprio lì, chiari e lampanti per tutti.
Stiamo parlando dei tanti omicidi misteriosi fatti passare per suicidi, come quelli di alcuni testimoni della strage di Ustica, quelli di alcuni testimoni importanti nelle indagini di Tangentopoli del 1992 o, ancora, quello più recente di David Rossi, responsabile dell’ufficio pubbliche relazioni della banca MPS.
“L’idea iniziale che avevamo avuto – affermano gli autori – era quella “semplicemente” di mettere in scena Il Calapranzi di Pinter. E con questa intenzione mettemmo mano al copione, decidendo di seguirlo fedelmente. Col tempo e molte letture dopo, abbiamo visto che l’idea originale stava evolvendo in qualcos’altro. In qualcosa di “nostro”. Mantenendo l’atmosfera pinteriana e rapportando il tutto in un contesto a noi più vicino, con l’occhio a ‘tipi’ e ‘topos’ decisamente mutuati dalla filmografia poliziesca americana degli anni ’70, abbiamo scritto qualcosa di nuovo”.
Ispirandosi ad ambientazioni tipicamente pinteriane, gli autori conducono in un’atmosfera cupa, claustrofobica, non disdegnando un excursus nel clima della cinematografia poliziesca americana degli anni ’70, da Pollack a Siege, passando per Frankenheimer, dove ciò che apparentemente segue un filo logico, evolve inaspettatamente in altro epilogo.
Con Game Over, intriso di atmosfere da teatro dell’assurdo, Sergio Savastano e Federico Torre provano a “risvegliare” l’attenzione sugli strani fenomeni delle più famose morti misteriose e irrisolte.
Info e prenotazioni: 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio)

 

IMG_3151-17-02-19-08-54A mare con tutti i panni
Di e con: Christian Mirone
Quando: dal 21 al 24 febbraio
Luogo: Teatro Sancarluccio
Orario: giovedì, venerdì e sabato alle 21:00 e domenica alle 18:00
Interpreti: Denny Mendez, Enzo Catapano, Giorgio Fiorentino, Vittorio Brandi e Maria Meo
Note: Si può dire che il protagonista di questa commedia è finito a mare con tutti i panni? Assolutamente si, anche perché Donato lavora come tuttofare in uno stabilimento balneare vicino Barletta, il “Samara Beach”. Ed a mare con tutti i panni ci è finito davvero se si pensa che, un tempo, il lido era proprietà di suo padre. Questi, caduto in disgrazia, fu costretto a cedere l’attività al fratello, che riuscì ad estorcergli la proprietà dello stabilimento con l’inganno.
Donato, adesso, è finito alle dipendenze del cugino Umberto, che non perde occasione per umiliarlo. I due cugini sono sempre in contrasto, anche per le diverse idee politiche: Donato è grillino convinto mentre Umberto è un leghista radicale. A turbare ulteriormente la difficile convivenza dei due è la notizia della morte dello Zio di Donato, il padre di Umberto. La lettura del testamento rivela, infatti, che l’eredità è divisa in due parti uguali: una prima, spettante ad Umberto, l’altra ad una sua sorella africana, Samara, di cui si ignorava l’esistenza. Inoltre, l’eredità di Umberto è vincolata all’accudimento di questa sorella, che è portatrice di handicap.
Riuscirà Donato, con l’aiuto dell’amico Espedito, a scoprire la truffa perpetrata ai danni del padre ed a far luce sull’intera faccenda? Si, ma non senza esilaranti sorprese.
Info e prenotazioni: 0814104467 | 0815448891

 

SINNÒ ME MOROSinnò me moro. Canzoniere della Mala
Quando: 22 febbraio
Luogo: salotto de Il Teatro Cerca Casa (Portici)
Orario: ore 20:30
Interpreti: Antonella Morea e Vittorio Cataldi, pianoforte
Note: “Sinnò me moro. Canzoniere della Mala” ripercorre un genere che ha origini nei canti tramandati dal popolo e che ha avuto ampia diffusione in Italia, soprattutto a Napoli con Raffaele Viviani, che cantava e raccontava del sottoproletariato urbano napoletano attraverso i suoi tipi, tra cui il guappo, la prostituta, i carcerati, un filone che arriva fino alla Sceneggiata delle compagnie teatrali napoletane come la Cafiero-Fumo, in cui c’è sempre il personaggio del “buono” e “’o malamente” e, nel finale, il bene prevale sul male. In tempi più recenti, lo stesso repertorio è stato ripercorso da Roberto De Simone con il suo “Canto dei Filangieri”. All’inizio degli anni ’60 anche Giorgio Strehler, a Milano, ripesca le canzoni della “Mala” del nord e nobilita il genere accogliendolo al Piccolo Teatro di Milano e inventando Ornella Vanoni come nuova musa del filone. Milano è anche il regno di un nuovo, ironico e realista cabaret e di personaggi come Jannacci e Gaber, che scrivono anche canzoni con un occhio rivolto al genere, così come fa a Genova il poeta cantautore Fabrizio De Andrè. Stessa cosa accade a Roma, dove c’è Gabriella Ferri a reinterpretare lo stile popolare, mentre in Sicilia è Rosa Balistreri a cantare la voce del popolo e, naturalmente, dei reietti.
Alle parole in musica musica si aggiungono quelle dei libri: in testi teatrali e romanzi indimenticabili come “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda, il noir assurge ai fasti letterari. «Il nostro progetto — spiega Antonella Morea —, che intende dare un’immagine più stilizzata del genere, tenterà di intraprendere un viaggio complesso tra i sentieri della “Mala”, recitandola e cantandola, dando voce così a canzoni popolari o d’autore di tutto lo Stivale, come appunto quelle di Raffaele Viviani, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, e a brani letterari tratti da Carlo Emilio Gadda, George Simenon, Raymond Chandler, Giorgio Scerbanenco, Attilio Veraldi, Giuseppe Ferrandino e altri».
Info e prenotazioni: 334 334 7090 | 081 5782460

 

Sfogliatelle 3Sfogliatelle e altre storie d’amore
Quando: 22 febbraio
Luogo: Centro Universitas di Morcone
Orario: 20:30
Interpreti: Lalla Esposito e Massimo Masiello 
Note: Donne, Uomini, storie strane d’amore… attraverso le canzoni degli anni ’30 di una Napoli stranamente non melodica e romantica ma che dà voce a figure di donne che si oppongono a figure maschili che le vogliono muse e sirene e uomini che subiscono l’inizio di una emancipazione femminile percorreremo in chiave brillante un repertorio musicale napoletano di forte impatto ironico. Raccontando con testimonianze scritte e cantando una Napoli di inizio secolo stranamente lontana dai sentimenti romantici dell’epoca.
Info e prenotazioni: 3284566017 | info@caosteatro.com

 

Ballo in maschera, regia di Leo Muscato_Insieme ® Yasuko Kageyama - Opera di Roma 2015-16_4068 WEBUn ballo in maschera
Di: Giuseppe Verdi
Quando: dal 22 al 28 febbraio
Luogo: Teatro San Carlo
Orario: venerdì 22 febbraio ore 20.00; sabato 23 febbraio ore 19.00; domenica 24 febbraio ore 17.00; martedì 26 febbraio ore 20.00; mercoledì 27 febbraio ore 18.00: giovedì 28 febbraio ore 18.00
Regia: Leo Muscato
Direttore: Donato Renzetti
Note: “Ognuno può facilmente immaginare quanto invasive possano essere state le ingerenze censorie, ma fino a che non le si tocca con mano non si riesce davvero a capire quali enormi compromessi dovevano accettare i compositori, poeti e letterati. Quello che sembra giusto e necessario fare, spesso non è quello che un compositore può permettersi. E nemmeno potremo capire fino in fondo quanto realmente si modifichi il senso dell’opera cambiando ambientazione ed epoca”. Queste le riflessioni di Leo Muscato, il regista che firma Un ballo in maschera, prossima opera in scena al Teatro di San Carlo da venerdì 22 a giovedì 28 febbraio.
Questa produzione del capolavoro verdiano dalla Malmö Opera e dal Teatro dell’Opera di Roma, ripristina sia l’ambientazione originaria dell’azione in Svezia nell’anno 1792, che i nomi del primo libretto di Antonio Somma proposto da Giuseppe Verdi al Teatro San Carlo agli inizi del 1858. La versione originale, quella precedente ai pesanti tagli dettati dalla censura, era basata sul testo di Eugene Scribe, ovvero Gustave III, ou le bal masque (Parigi 1833), che a sua volta si ispirava  al ferimento mortale subito dal re di Svezia, Gustavo III – uomo illuminato e di grande finezza culturale –  in occasione di un ballo mascherato la sera del 16 marzo 1792.
Per le note e già citate vicende legate alla censura, Verdi fu costretto a presentare lo spettacolo a Roma, l’anno dopo, con una nuova ambientazione, Boston alla fine del XVII secolo.
“Ci è sembrato doveroso – continua Muscato – conservare la distanza temporale voluta da Verdi che ambienta la sua storia nel 1792, in una corte sfarzosa e divertente. Ballo, inoltre ha tutti gli archetipi delle favole. C’è il Re, la sua amata, il suo migliore amico, la strega cattiva, il bosco pericoloso, il castello, il ballo. Ci sono l’amore, l’odio, il tradimento, l’onore, il tragico, il romantico. Per questo il nostro incipit è C’era una volta…”.
Info e prenotazioni: 892.234 | www.teatrosancarlo.it

 

Un ragazzo di campagnaUn ragazzo di campagna
Di: Peppino De Filippo
Quando: dal 22 al 24 febbraio
Luogo: Teatro Sannazzaro
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Tina Scatola, Geremia Longobardo, Massimo Pagano, Pierluigi Iorio, Grazia Carrino, Antonio Intorcia, Carmen Landolfi, Ciro Ruoppo, Stefania Ventura
Regia: Luigi De Filippo
Note: Siamo negli anni intorno al 1930, in un paesino di campagna nei dintorni di Napoli. Giorgio, oppresso dai debiti e con una moglie ex ballerina di varietà, capricciosa ed amante della bella vita, vuol combinare un matrimonio d’interesse tra il fratellastro Pasqualino e la bella Lucia, figlia di un ricco possidente del paese.Ma,una volta celebrate le nozze, la situazione precipita. La sera stessa del matrimonio, l’antico fidanzato di Lucia, un giovane violento, torna a riprendersi di prepotenza la sua donna, e così il povero Pasqualino resterà solo e disperato senza moglie e senza la ricca dote sulla quale aveva messo gli occhi il fratellastro Giorgio.
La vicenda, nella quale si disegnano comicamente tipi e caratteri della campagna napoletana del 1930, profuma di semplici ma sinceri sentimenti di un mondo perduto che appartiene al paese dell’anima che è quello della memoria, c’è il gusto di parlare dell’uomo all’uomo affascinandolo con una “favola campagnola” amara e grottesca, nella quale può trovare in caricatura una parte di se stesso, Il Teatro inteso come un gioco, una finestra aperta su una piccola provincia vista con ironia, dove di vero e sincero ci sono la spontaneità e la violenza dei sentimenti che accompagnano la nostra esistenza nel bene e nel male.
In questa commedia si riconoscono i primi segni di quello che poi con il tempo caratterizzerà il Teatro di noi De Filippo e cioè la capacità di portare alla ribalta in modo leggero temi importanti. Il pubblico si diverte, ma la sua risata non è di semplice evasione ma di apprendimento e riflessione.”
Info e prenotazioni: 081 411723 | 081 418824 | info@teatrosannazaro.it

 

depocheCartoline da casa mia
Di: Antonio Mocciola
Quando: dal 22 al 24 febbraio
Luogo: Theatre De Poche
Orario: 21
Regia: Marco Prato
Con: Bruno Petrosino
Note: Un disadattato. Così la società liquida un uomo, specie se giovanissimo – e dunque obbligato alla Vita – che decide di isolarsi in una stanza. Per giorni, per mesi, forse per sempre. Il fenomeno, che in Giappone è una e propria emergenza, tanto da meritare un nome apposito (Hikikomori), sta arrivando anche in Italia, e coinvolge soprattutto giovani uomini dai 15 al 35 anni. Fosco, nudo in una scena nuda, circondato da un quadrato di luce nel buio che ne fissa il perimetro d’azione come un ring (o una gabbia), ci comunica il suo disagio, il suo esilio volontario, scrivendo cartoline ai suoi ex affetti, da cui ha divorziato. Fosco ci parla dal nulla, e nel nulla rientrerà. I suoi appelli cadono nel vuoto. Gesti d’amore che non abbiamo capito, o voluto capire, e che resteranno messaggi eternamente imbottigliati: pensieri alla deriva. (A.Mocciola)
Info e prenotazioni: 081 5490928

 

SaloméSalomé
Di: Oscar Wilde
Quando: dal 22 al 24 febbraio
Luogo: Sala Ichos
Orario: venerdì e sabato ore 21:00, domenica ore 19
Interpreti: Liliana Benini, Maria Concetta Gravagno, Stefano Pirovano
Regia: Luca Ligato
Note: La trama si ispira alla storia della figlia di Erodiade che, secondo il racconto evangelico, fu la causa del martirio di San Giovanni Battista. Al centro della piéce una donna, il male incantatore, l’archetipo della femme fatale dall’algida bellezza: Salomé. Fredda ammaliatrice da una parte e creatura innocente dall’altra, vittima del desiderio di essere amata, è lo strumento del martirio di Giovanni Battista e per questo della sua santità.
Capolavoro del decadentismo di fine secolo, scritto da Oscar Wilde nel 1891 e successivamente musicato da Richard Strauss, il testo venne rappresentato per la prima volta nel 1896 a Parigi mentre a Londra ne fu vietato l’allestimento fino al 1931 a causa dei suoi temi considerati eccessivamente scabrosi. Pare che venne scritta pensando alla grande attrice Sarah Bernard, che però si rifiutò di recitarla per non essere coinvolta dallo scandalo che aveva travolto Oscar Wilde.
I protagonisti della vicenda, Salomé (Maria Concetta Gravagno), Iokanaan (Liliana Benini), Erode e Narraboth (entrambi portati in scena da Stefano Pirovano), sono ingabbiati nelle relazioni di potere che si creano tra loro. A esprimere scenograficamente questa condizione i personaggi risultano intrappolati in un gioco di corde che si ispira allo shibari, una tecnica molto antica che nelle tradizionali cerimonie religiose giapponesi simboleggiava il collegamento tra l’umano e il divino.
Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

 

MAMMA MIA! Foto di GRUPPO - CREDITI OBBLIGATORI GIANLUCA SARAGOMamma mia!
Musiche e Testi: Benny Andersson, Bjorn Ulvaeus, Stig Anderson
Quando: dal 22 febbraio al 3 marzo
Luogo: Teatro Augusteo
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Luca Ward, Paolo Conticini, Sergio Muniz e Sabrina Marciano
Regia: Massimo Romeo Piparo
Note: è la storia della giovane Sophie che, tra le bellezze di un’isoletta greca del Mar Mediterraneo, al ritmo travolgente della musica degli Abba, sta organizzando il suo matrimonio. Ma prima di vivere il suo sogno d’amore, vuole realizzare il suo più grande desiderio: essere accompagnata all’altare dal padre che non ha mai conosciuto prima. Per questo chiama sull’isola i tre fidanzati storici di sua madre per scoprire chi è l’uomo giusto.
Un cast di oltre 30 artisti e un’orchestra dal vivo in una ricca e spettacolare messa in scena, che ricrea le atmosfere tipiche di un’incantevole isoletta con 11mila litri di acqua, pedane girevoli, una locanda dai caratteristici colori nelle sfumature del bianco e del blu, e cascate di bouganvillea.
E quando chiuderà il sipario, il pubblico potrà scatenarsi sulle note in versione ‘disco‘ della celebre colonna sonora degli Abba.
Info e prenotazioni: botteghinoaugusteo@libero.it

 

14_I WILL SURVIVEI Will Survive
Di: Diego Dalla Via
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Teatro Area Nord
Orario: sabato ore 20:30; domenica ore 18:00
Interpreti: Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
Regia: Marta Dalla Via
Note: Sono sopravvissuta al parto, alle cadute dal lettino, ai bulli delle elementari, all’amore non corrisposto delle medie, ad un paio di bocciature, ai fallimenti lavorativi, ad un incidente in autostrada, ad un matrimonio lampo e un divorzio eterno, ad una pericolosa reazione allergica, alla morte dei miei genitori… a quarant’anni questa è la norma. Sono una comune superstite del quotidiano. Ci sono poi i sopravvissuti speciali, per esempio non si torna tanto vivi dal funerale di un figlio o da quello di un compagno. So di persone ancora in piedi dopo anni di reclusione. C’è gente che, uscita non si sa come da mani pulite, è ancora seduta sulla solita poltrona. Poi ci sono quei miti dell’attualità che vedono supereroi contemporanei sopravvivere anni con pinze nello stomaco o proiettili vicino al cuore. Ci sono quelli che sono scampati all’attentato, allo tsunami, alla traversata sul gommone, alla valanga, al terremoto.
Nei videogiochi, fino a qualche decennio fa, avevi tre vite. Tre possibilità per saltare o sparare o girare al momento giusto. Se sbagliavi, servivano altre monete. Oggi il bello dei videogame è che puoi giocare all’infinito e senza andare al bar. Ma la vita, nella sua essenza, è rimasta quella degli anni ottanta: si muore una volta sola. Eppure, con le sue monetine nelle tasche, l’umanità resiste. Combatte, lotta, si dibatte, a volte si lascia vivere, altre viene travolta. È un’apocalisse mai catastrofica fino in fondo, un disastro continuo e patinato nonostante i soldi che mancano, i figli adolescenti, la casa che non c’è o costa troppo, il lavoro che consuma, il corpo che va a pezzi e non sai più come tenerlo insieme. Poi c’è la sfida più complessa: sopravvivere a se stessi e alle proprie aspettative. Recentemente si è affacciata sul vocabolario globale una parola mutuata dal gergo ingegneristico: resilienza. Ovvero la capacità di sopportare oltre il sopportabile, di resistere agli urti, di fronteggiare le avversità non solo senza soccombere ma anzi, traendone una forza sconosciuta e inaspettata. Piegarsi senza spezzarsi fino all’ultimo minuto, anche quando tutto sembra perduto. Il lavoro vuole raccontare storie di sopravvivenza, raccolte in anni di indagini teatrali e in quotidiani incontri con giovani, uomini, donne, anziani. Vogliamo dipingere un affresco corale contemporaneo ma contaminato dall’epica dei miti antichi e da appunti sociologici. Fanciulle che divengono albero o fonte, bambini scampati a Erode o a rigide regole spartane, appestati redivivi. Una drammaturgia che intercetta la voce dei tanti incontrati e la filtra nei corpi delle tre performer per restituire squarci di vita. La restituzione della grande battaglia del quotidiano.
Info e prenotazioni: 081 585 10 96 | info@teatriassociatinapoli.it

 

SOULBOOK (10)Soulbook
Di: Fabiana Fazio
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Caos Teatro (Villaricca)
Orario: feriali ore 21:00: domenica ore 19:00
Interpreti: Annalisa Direttore, Fabiana Fazio, Valeria Frallicciardi
Note: Soulbook è un invasore. È il nuovo grande colonizzatore. Vuole conquistare sempre più territori. Possedere tutti i suoi utenti. E tutti siamo utenti. Tutti siamo territori appetibili. Tutti siamo di Soulbook. Anzi, tutti siamo Soulbook. Al di fuori di Soulbook tu non esisti. Io non esisto. Nessuno di noi esiste. O, almeno, nessuno di cui possa interessarci”.
Ma cosa ci interessa? Cosa ci piace?
Tutto. Mi piace tutto qui. Mi piace, mi piace, mi piace… eppure non mi piace mai niente
Esiste ormai un luogo in cui ci sono le risposte a tutte le domande che non abbiamo neanche più esigenza di farci. Esiste un luogo in cui sembra che la regola sia annullarsi per esistere.
Ma esistere come? Esistere dove?
Su Soulbook, ovvio.
Essere o non essere... m’ama non m’ama
Niente di tutto ciò è più un problema. Problemi non ce ne sono più.
È tutto così favoloso su Soulbook. Che non devi neanche più sapere cosa ti piace e cosa no
Soulbook è Stato, sicurezza, assistenza.
È luogo d’incontro, di scambio, di conoscenza, di condivisione.
Condividi tutto con tutti. Condividi tutto col tutto
Soulbook è fonte di tutto. E tutto è senza fonte.
Conoscenze, ricordi personali e memoria collettiva.
Tutto è facilmente recuperabile nel mare magnum del sistema, sotto forma di byte.
Tutto è lì. A portata di tasto: ctrl +c, ctrl + v, ctrl + s… e chi più ne ha più ne prema.
Tutto è dis-perso per sempre in un luogo che non ci appartiene e a cui apparteniamo.
Il tuttologo Faust ha ormai venduto la sua anima ad un moderno Mefistofele, che però, non sapendo cosa farsene, è pronto a rivenderla (sottocosto) al miglior sofferente!
Nessun dubbio amletico, nessuna domanda da farsi sulla propria esistenza né tanto meno su quali siano i propri desideri più semplici.
Info e prenotazioni: 3284566017 | info@caosteatro.com

 

PhFabioPolicastro copiaRossini Ouvertures
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Teatro Bellini
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Spellbound Contemporary Ballet
coreografia e Regia: Mauro Astolfi
Note: Rossini Ouvertures, lavoro estremamente fisico e dinamico della compagnia Spellbound Contemporary Ballet, celebra la figura artistica ed umana del compositore Gioachino Rossini di cui, nel 2018, ricorrono i 150 anni dalla morte. «Nelle sue lunghissime notti sempre più insonni – scrive l’apprezzato coreografo Mauro Astolfi che vanta collaborazioni in tutto il mondo e un indiscusso successo per la sua danza tecnica e virtuosa – Rossini viveva ormai in due mondi paralleli, che in alcuni momenti si avvicinavano quasi toccandosi e solo la sua infinita capacità di creare, la sua passione per il godimento fisico, sensoriale, per la cucina, per il sesso, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente. La sua era musica estrema. Il segno di una forza e di un’energia superiore ed ho volutamente cercato di creare una danza estrema così come la sua musica e la sua vita, carica di energia, di vitalità, di incontri, di seduzioni, di suggestioni. Ho passato molto tempo pensando a come si sarebbe potuto tradurre in movimento la sua genialità compositiva. Non ho sentito di lavorare su un’astrazione, ho cercato e ho “sentito” come raccontare la vibrazione della sua musica: mi sono letteralmente lasciato trasportare, ed è stata un’esperienza unica».
Info e prenotazioni: 081 5499688 | botteghino@teatrobellini.it

 

POSSO LASCIARE IL MIO SPAZZOLINO DA TE (2)Posso lasciare il mio spazzolino da te?
Di: Massimo Odierna
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Nuovo Teatro Sanità
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Martina Galletta, Luca Mascolo, Alessandro Meringolo, Luca Pastore
Regia: Massimo Odierna
Note: Gli attori portano in scena il ritratto dell’inquietudine di quattro ragazzi, quasi adulti, ad un passo dal baratro, pieni di paure, ma anche di leggerezza e cinica ironia. Sono “bimbi sperduti”, che utilizzano le parole per scardinare una quotidianità mediocre e creare vite possibili, futuri accettabili. Lo spettacolo, finalista al “Premio Scenario 2017”, è un’istantanea del malessere e delle incertezze dei giovani di oggi: si rappresenta la linea di confine che divide le strade della vita. Paura del buio, sarcasmo, emozione alterata, amicizia contaminata scavano nella psicologia e nella mente di ogni personaggio, creando situazioni imprevedibili, ironiche e allo stesso tempo drammatiche. In questo lavoro commedia e dramma si compenetrano fino a condurre ad esiti inattesi. Massimo Odierna dà vita a un’opera in cui si ride e si riflette, trascinati dal flusso delle azioni e dei pensieri dei protagonisti che, attraverso una semplice domanda, svelano e rivelano — con un linguaggio spesso grottesco — la disillusione che caratterizza questi tempi.
Info e prenotazioni: 339 666 64 26 | info@nuovoteatrosanita.it

 

Ogni Bellissima cosa_locandinaOgni bellissima cosa
Di: Duncan Macmillan
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Napoli Est Teatro
Orario: feriali ore 21:00; domenica ore 18:00
Interpreti: Carlo De Ruggieri
Regia: Monica Nappo
Note: Racconta di un bambino costretto a chiedersi cosa fosse quella cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase “Mamma è depressa.” Duncan Macmillan racconta qualcosa che è sia la sua vita sia la vita di tanti di noi, e così facendo inizia a costruire un mondo sotto i nostri occhi dove il teatro è un gioco per bambini alla massima potenza. Tutti possono diventare parte della storia, recitare alcuni personaggi, una giacca può diventare un cane e una lista di bellissime cose può ricomparire dopo 20 anni magicamente da una scatola, quando ormai sei adulto. E quella lista può essere lo stesso viatico di luce che fu quand’eri bambino, perché le cose bellissime che ci circondano ci sono ancora. Anzi, ora sei più grande e la lista può solo essere più lunga. Ecco cosa dice il testo, che il teatro non ha bisogno di molto, come i giochi dei bambini, e che il nostro modo di vedere la vita fatto di ironia e malinconia non ha bisogno di effetti speciali per dipanarsi o di particolari qualità, ma solo di un luogo dove degli esseri umani decidono di volersi incontrare.
Info e prenotazioni: 3208681011 | info.teatronest@gmail.com

 
concedimi_02Concedimi di diventare niente
Di e con: Peppe Fonzo
Quando: 23 e 24 febbraio
Luogo: Teatro Civico 14 (Caserta)
Orario: sabato ore 20 e domenica ore 19:00
Note: CONCEDIMI DI DIVENTARE NIENTE prende spunto da una frase della filosofa mistica Simone Adolphine Weil. In uno slancio di fede Simone Weil espresse il desiderio del niente rivolgendosi a Dio, allo stesso modo l’attore si rivolge con la medesima richiesta al suo dio in terra: il pubblico – essenza indistinta grazie al quale egli esiste, per il quale spera, verso il quale tende. Ogni sera andrà in scena un rituale diverso, dove diversi sono gli spettatori che vengono invitati ad entrare nella casa/palco del performer per attraversare centimetro dopo centimetro quest’esperienza.
Info e prenotazioni: 0823 441399 | info@teatrocivico14.it
 

Block NostosGiovanni Block in concerto
Quando: 24 febbraio
Luogo: Nostos Teatro (Aversa)
Orario: 21
Note: Personalità irrequieta e imprevedibile, Giovanni Block, autore e compositore lontano da ogni clichè e, da sempre, in direzione “Ostinata a e Contraria”, come i suoi maestri gli hanno insegnato ad essere. Con un pungo di canzoni, qualche storia e una chitarra, proverà a raccontare come la solitudine, per gli artisti (o presunti tali) o per i folli (o dichiarati tali), sia dietro ogni angolo, anche quando si è circondati da una folla festante o in compagnia, e come la dimensione social svanisca nel nulla quando si resta di fonte al quadro che nessuno vorrebbe mai davvero osservare: se stessi.
Prossimo appuntamento al Nostos Teatro: sabato 16 marzo ore 21 e domenica 17 ore 19 “Ass’ ‘e marz”, lo spettacolo della Compagnia Nostos Teatro dedicato alla vittima di camorra Don Peppe Diana.
Info e prenotazioni: info@nostosteatro.it

 

IMusicantiDiBrema_TeatroLaContrada_2I Musicanti di Brema
Quando: 24 e 25 febbraio
Luogo: Teatro dei Piccoli
Orario: domenica ore 11 e lunedì ore 10
Note: Liberamente tratto dalla famosa fiaba dei Fratelli Grimm, “I musicanti di Brema” ovvero “The old animals band/La banda dei vecchi animali” è uno spettacolo musicale interpretato e suonato da una blues band composta da Enza De Rose, Francesco Godina e Francesco Paolo Ferrara. Le musiche originali sono di Franco Trisciuzzi che firma anche le canzoni con Livia Amabilino e Daniela Gattorno. Le scene sono di Gisella Leone, i costumi di Rossella Plaino, il disegno luci di Roberto Vinattieri. Il debutto si realizza nell’ambito de La Scena Sensibile organizzata da I Teatrini insieme a MiBAC, Regione Campania e Comune di Napoli.
E’ la storia, celeberrima, di quattro vecchi animali, un asino, un cane, un gatto e un gallo che, per sfuggire a morte certa, abbandonano le rispettive fattorie e scappano alla volta della città di Brema, in Germania. Qui potranno vivere senza padroni e diventare musicisti nella banda della città.
Sulla strada i quattro, stanchi ed affamati, scorgono una casa illuminata e decidono di avvicinarsi. All’interno, alcuni briganti siedono ad una tavola riccamente imbandita. Gli animali, per riuscire a spaventarli e a trovare quindi un rifugio per la notte oltre a del cibo, improvvisano quindi la loro prima esibizione da quartetto: dopo essersi posizionati l’uno sopra la schiena dell’altro, intonano uno strano concerto emettendo i propri versi, producendo un rumore assordante. I briganti, spaventati dal trambusto pensano che la casa sia infestata dai fantasmi e scappano. Durante la notte però uno di loro ritorna, per cercare di capire cosa sia successo ma, nel buio, scambia i quattro animali per entità malvagie ed ostili e fugge terrorizzato. Tornato dai suoi compagni, racconta loro di essere stato malmenato da un’orribile strega che lo ha graffiato (il gatto), da un uomo che lo ha pugnalato (il cane), da un mostro che lo ha bastonato (l’asino) e da un giudice sopra il tetto (il gallo) che ha urlato “Chi corre qui!”. I briganti, sconcertati, lasceranno la casa per sempre e i quattro amici, accusando il peso degli anni, rinunciano al viaggio a Brema decidendo di restare in quella casa e di suonare la loro musica lì.
Info e prenotazioni: 081 0330619 – www.iteatrini.it

 

Pulcinella la maschera nella contemporaneitàEl romancero de Lazarillo
Quando: 25 febbraio
Luogo: chiesa di Santa Marta
Orario: 20:30
Trama: In occasione della Giornata mondiale della Commedia dell’Arte, il 25 febbraio 2019, coop. En Kai Pan e Associazione Teatrale Aisthesis, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, in collaborazione con la Cattedra di Storia del Teatro moderno e contemporaneo, presentano Pulcinella: la maschera nella contemporaneità, un programma di eventi che comprende una tavola rotonda, la proiezione del documentario La Zeza di Bellizzi di Luca Gatta e lo spettacolo El romancero de Lazarillo, tratto dal romanzo “Lazarillo de Tormes”, con la drammaturgia di Stefania Bruno e la regia di Luca Gatta. L’intero programma di eventi sarà ospitato all’interno della chiesa di Santa Marta, in via San Sebastiano 41, nel cuore del Decumano inferiore, dalle ore 17.00 alle 22.00.
L’evento apre un progetto di diffusione della Commedia dell’Arte che verrà condotto da coop. En Kai Pan e Associazione Teatrale Aisthesis nel centro storico di Napoli, con l’obiettivo di coinvolgere la Comunità con seminari, masterclass, spettacoli, mostre e laboratori, coniugando ricerca e divulgazione.
L’evento avrà inizio alle 17.00 nella quattrocentesca chiesa di Santa Marta con Pulcinella: la maschera nella contemporaneità. Tavola rotonda dedicata alla maschera di Pulcinella in una prospettiva multidisciplinare e transculturale, in collaborazione con la Cattedra di Storia del Teatro moderno e contemporaneo dell’Università “L’Orientale”. Interverranno Domenico Scafoglio e Annamaria Sapienza dell’Università di Salerno, Paolo Sommaiolo, Maria De Vivo, Judit Papp e Sarah Pinto dell’Università “L’Orientale” e Luca Gatta dell’Associazione Teatrale Aisthesis. Dalla dimensione antropologica della maschera, testimoniata dall’antropologo Domenico Scafoglio, la discussione si svilupperà intorno alle questioni inerenti la tradizione e la ricezione della maschera tra Napoli e L’Europa da Settecento a oggi, grazie agli interventi della storica del teatro Annamaria Sapienza, di Judit Papp, della cattedra di Lingua e letteratura ungherese e di Sarah Pinto, della cattedra di Lingua e linguistica francese. Si entrerà, poi, nella dimensione novecentesca e contemporanea della maschera, affrontando il tema della tradizione moderna e della ri-codificazione della maschera con gli interventi della storica dell’arte Maria De Vivo e dello storico del teatro Paolo Sommaiolo. Chiuderà la tavola rotonda l’intervento di Luca Gatta, attore, regista e actor trainer, che presenterà il suo lavoro sullo spettacolo El romancero de Lazarillo e introdurrà il documentario La Zeza di Bellizzi, prodotto da Coop. En Kai Pan nel 2016.
Alle 20.30 andrà in scena lo spettacolo El romancero de Lazarillo, tratto dal romanzo spagnolo Lazarillo de Tormes, con la drammaturgia di Stefania Bruno e la regia e l’interpretazione di Luca Gatta. Lo spettacolo, che è nato da una ricerca di tre anni sulla maschera di Pulcinella, ha debuttato nella sua forma definitiva nel 2016 e da allora è stato in scena in Italia e all’estero e nel maggio 2018 è stato in tournée in Cina, nel One Road One Belt Henan Arts Showcase.
Info e prenotazioni: comunicazione@enkaipan.com

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