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“Lo spettacolo è servito” recita il sottotitolo della rassegna diretta da Manlio Santanelli, pronta ancora una volta a portare il teatro agli spettatori, abbattendo ogni distanza tra palco e platea ma preservando bellezza e qualità.

di Antonella Rossetti

Foto Cesare Abbate

Foto Cesare Abbate

L’atteso appuntamento in casa Santanelli ritorna puntuale anche quest’anno per rivelare le novità della  stagione  2019/2020 de Il Teatro Cerca Casa. È lo stesso drammaturgo e direttore artistico della rassegna, Manlio Santanelli, a fare gli onori di casa, affiancato dalle organizzatrici, Livia Coletta, Ileana Bonadies e l’addetto stampa, Milena Cozzolino. Prima di entrare nel vivo del ricco cartellone proposto, lo scrittore Santanelli regala ai presenti riuniti per la soprannominata “circonferenza stampa”, la personale fiaba “allegorica” di Cappuccetto Rosso. La piccola dal copricapo rosso sipario, nonostante i vari lupi che ostacolano i suoi progetti e grazie ad un cacciatore tenace e testardo, riesce comunque ad andare in scena. Anche in questi brevi camei, affiora la sottile e costante ironia, cifra peculiare che da sempre contraddistingue la tessitura scrittoria del drammaturgo. Ed ecco crearsi quell’atmosfera speciale che non appartiene a tutte le conferenze stampa. Qui, da quella prima confidenza stampa, come la definì Manlio Santanelli nel 2012, il clima non è mutato: cordialità, semplicità e talento, circolano liberamente, senza mascherarsi dietro albagie costruite a posticcio (Totò, docet). Gli artisti presenti non sembrano sentire l’obbligo del mero apparire, per dovere di presenzialismo sfrenato, mostrando un autentico piacere nel condividere un’idea ben precisa di fare teatro. E dopo aver superato brillantemente la scorsa stagione del tanto temuto settimo anno, che passa per essere l’anno della crisi, ecco che, con la benedizione dei vari lupi, prende il via l’ottava rassegna, sottotitolata Lo spettacolo è servito. «Ecco il senso del sottotitolo di quest’anno – spiega il direttore artistico – , che in fondo fa appello a quella intimità domestica tipica delle cene tra amici, che consente di avvicinare i convenuti per raccontare loro qualcosa che ancora non conoscono e conquistarne la fiducia». L’intero gruppo di lavoro, capitanato dal drammaturgo partenopeo, anche per quest’anno presagisce  una ennesima sfida ai pregiudizi e ai luoghi comuni che  spesso attraversano la scena e, soprattutto, gli addetti ai lavori . E la presentazione dettagliata di tutti gli  spettacoli da parte di Ileana Bonadies, induce a riflettere che questo ottavo anno,  promette non solo pietanze prelibate da servire ma vere e proprie avventure da intraprendere.
Come ogni anno, Il Teatro cerca casa, in questo incontro di inizio stagione, assegna i premi ai due spettacoli che si sono distinti maggiormente nel corso della precedente stagione. Il premio Biglietto d’oro, assegnato allo spettacolo che ha più incontrato il gradimento del pubblico, quest’anno va a Maurizio Murano con il  teatro-canzone di Giorgio Gaber con “Anch’io mi chiamo G.”, accompagnato inizialmente dalle chitarre di Michele Bonè, curatore anche degli arrangiamenti musicali, poi sostituito dal piano di Mariella Pandolfi;  mentre il premio Il Teatro cerca Casa, scelto a discrezione della direzione artistica, è  stato assegnato a “Piccoli crimini coniugali” di Éric-Emmanuel Schmitt interpretato da Gioia Miale e Antonio D’Avino, in quanto il lavoro, che porta in scena uno tra gli autori teatrali più rappresentati sui palcoscenici di tutta Europa, si è distinto per  aver  meglio incarnato lo spirito della rassegna, nonché per qualità artistica della messinscena.
Grazie alla consueta buona pratica teatrale, firmata Il Teatro Cerca Casa, il rapporto instauratosi con il pubblico e gli attori,  sette anni fa, non potrà che consolidarsi in un  continuo rinnovamento di idee e opportunità. La fatica dell’attore che si rivela in  delle cornici così particolari ed essenziali,  tra  librerie e consolle, seduce sempre, per qualità scenica e stile.

Foto Cesare Abbate

M. Bruno e G. Di Capua. Foto Cesare Abbate

L’ottava stagione presenta un cartellone di 15 nuovi titoli più cinque ritorni dalle precedenti edizioni, con spettacoli che spaziano dalla prosa alla musica, dalla nuova drammaturgia ai classici, dalla sperimentazione alla tradizione, in un medley teatrale capace di offrire una visione sulla nuova produzione contemporanea.

Come da consuetudine, il calendario con le date si aggiornerà di settimana in settimana, e dopo l’apertura a casa Santanelli affidata a Maurizio Murano accompagnato dal maestro Pandolfi al pianoforte, con il recital sulla figura dell’Attore Una notte con le stelle e con Te, si è pronti a proseguire venerdì 18 ottobre ore 20.30 nell’altro salotto storico della rassegna, quello di casa Bonadies a Portici, con Kaléidos, che vede in scena Marina Bruno (voce) e Giuseppe Di Capua (pianoforte), interpreti di un repertorio raffinato, caratterizzato da un susseguirsi di stili diversi e momenti dal sapore teatrale, attraverso brani di successo, e ancora sabato 19 alle ore 18 a Ercolano, ospiti de La fabbrica del divertimento, con Maurizio Capone e i suoi strumenti riciclati, che molto avranno da raccontare e suonare sul concetto – materiale e metaforico – di scarto che diventa una risorsa, protagonisti di un concerto caleidoscopico, “Junk solo”, perfetto sia per adulti che per piccini.

Ciro Capano. Foto Cesare Abbate

Ciro Capano. Foto Cesare Abbate

Tra gli spettacoli in prima assoluta in questa nuova edizione de Il Teatro cerca Casa, Città ‘n Blues, ideato, scritto, diretto e interpretato da Marcella Vitiello, partendo da testi di Stefano Benni. Una partitura jazz dove la drammaturgia intesse un tappeto di parole e di suoni, che vanno a comporsi in una sorta di jam session scenica, per corpo/voce unico di attrice; e ancora L’arte del sorriso: La Macchietta!, scritto e diretto da Roberto Giordano, anche in scena con Federica Aiello, un lavoro che intende mostrare come Napoli sia stata nei secoli la radice dell’umorismo, della comicità, che nel tempo ‒ da Petito a Scarpetta, da Maldacea a Totò, da Viviani a Taranto, da Eduardo a Santanelli ‒ ha arricchito la nostra cultura influenzando il nostro modo di vivere. Ciro Capano ha ideato invece per la rassegna di teatro in appartamento La bottega dei quattro, un viaggio che si sviluppa attraverso la musica del ‘900 napoletano, che ha come filo conduttore l’amore, ma cantato in modi diversi per umori e per autori così diversi fra loro: dall’accademico Di Giacomo al sanguigno Bovio, dal poliedrico E.A. Mario al genio della musica e del teatro che fu Viviani. Debutta a Il Teatro cerca Casa anche Maurizio Capone con il suo nuovo lavoro: Junk Solo, un concerto, che si configura come un incontro col creatore di uno dei modi più originali di fare musica.
Dedicato ad una delle più straordinarie attrici di tutti i tempi, Io Anna Magnani? è l’omaggio di Sarah Falanga alla Magnani, attraverso il racconto della storia di un’attrice moderna che percorre, forse per pura coincidenza, le stesse storie, le stesse esperienze emotive del suo mito artistico. Sulla stessa linea si pone anche il secondo spettacolo proposto dalla Falanga, … Mi chiamano Mimì, una celebrazione al mito di Mia Martini, letta attraverso il ricordo di un uomo che l’ha amata, che l’ama e che l’amerà per sempre, pur non vivendo a pieno quell’amore.
Melania Esposito e Jennà Romano presentano Questa città, progetto teatrale che si origina da una collaborazione tra i Letti Sfatti, gruppo rock della provincia di Napoli, e lo scrittore Erri De Luca. Arriva sui palcoscenici domestici anche l’interessante proposta di Davide Dolores, Omu cani, ambientato all’inizio del 1940 a Mazara del Vallo, quando comparve un misterioso clochard che conduceva una vita da randagio. Lo strano mendicante era molto abile in matematica: da lì le dicerie che lo misero in connessione con la misteriosa scomparsa, avvenuta solo pochi anni prima, del grande fisico nucleare catanese Ettore Majorana. E ancora Gennaro Monti porta in scena il suo Storie storte di paese, con Sonia De Rosa (racconti e voce) e Davide De Rosa (plettri e chitarre), uno lavoro che si snoda tra racconti, musica e canto. Un viaggio in un paese della Calabria dal quale si vede la Sicilia: sullo sfondo, una festa come tante, quella della Madonna Addolorata. Ancora un omaggio ad un grande artista, nello spettacolo Masiello canta Viviani, un recital nel quale l’attore e cantante Massimo Masiello vestirà i panni di tantissimi personaggi del composito universo teatrale vivianeo.

Evento speciale della rassegna diretta da Santanelli sarà il nuovo lavoro di Cloris Brosca, Barba il Blu. Scritto in un italiano fiabesco contaminato da sapori antichi e partenopei, lo spettacolo ripropone la famosa fiaba nella rappresentazione delle vicende di Catarina, giovane e ingenua fanciulla, che si innamora e sposa, a dispetto di tutti, quello che si rivelerà poi un orrendo carnefice.

R. Medina, C. Pontrandolfo, M. Pandolfi. Foto Cesare Abbate

R. Medina, C. Pontrandolfo, M. Pandolfi. Foto Cesare Abbate

Dalla passata stagione ritornano Gioia Miale e Antonio D’Avino con Piccoli crimini coniugali di Éric-Emmanuel Schmitt, tra gli autori teatrali più rappresentati sui palcoscenici di tutta Europa; Caterina Pontrandolfo che ha realizzato, su invito della direzione artistica della rassegna, la versione teatrale del Magnificat di Alda Merini, composta in occasione del decennale della scomparsa della poetessa; Enzo Salomone con il capolavoro di Melville Bartleby, lo scrivano e con Lo Scurnuso di Benedetta Cibrario; e Antonella Morea interprete di Sinnò me moro. Canzoniere della Mala, un percorso musicale e teatrale che ripercorrere le espressioni di vita ai margini e delittuose trame di malavita.

Anche quest’anno prosegue In verità, in verità vi dico… Incontri ravvicinati di teatro, progetto attraverso il quale Il Teatro cerca Casa vuole avvicinare ulteriormente il suo pubblico all’arte della scena, facendogli conoscere da vicino i mestieri dello spettacolo. Un percorso che il gruppo capitanato da Manlio Santanelli ha deciso di proseguire per andare a fondo di quell’opera di formazione del pubblico che la rassegna ha intrapreso sin dalle origini dell’operazione e che resta una delle sue principali mission. Il titolo scelto richiama l’idea di una confessione importante da realizzarsi nel corso di incontri faccia a faccia che gli artisti regaleranno al pubblico de Il Teatro cerca Casa, quando si troveranno nei paraggi. Per questo motivo le date non sono ancora fissate, ma restano sospese al passaggio a Napoli degli artisti coinvolti. Nomi importanti del panorama teatrale e non solo, saranno protagonisti di questo ciclo di incontri volto a svelare tutti i segreti del mestiere. Tra le personalità che quest’anno siederanno nei salotti del circuito teatrale diretto da Manlio Santanelli, il regista Antonio Capuano e la costumista Zaira de Vincentiis.

Per assistere agli spettacoli de Il Teatro cerca Casa è necessaria la prenotazione chiamando ai numeri 3343347090 – 3470963808 – 081 5782460, oppure attraverso il form presente sul sito www.ilteatrocercacasa.it. A chi prenota verrà svelato l’indirizzo del luogo che ospita lo spettacolo.

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